Un solo abbonamento, ma una sola auto autorizzata. È la regola che disciplina oggi la sosta nelle aree blu di Savona e che un cittadino contesta, chiedendone il riesame.
Roberto Bottazzi ha presentato un'istanza al Difensore Civico della Regione Liguria sostenendo che consentire l'associazione di più targhe allo stesso abbonamento, purché appartenenti al medesimo proprietario, sarebbe una soluzione più semplice, meno onerosa e pienamente compatibile con i controlli. Una questione che chiama in causa non solo Tpl Linea, ma anche il Comune, invitato a chiarire le ragioni di una scelta che, secondo il ricorrente, non sarebbe espressamente prevista dal regolamento comunale. Viene chiesto quindi di verificare la legittimità e la ragionevolezza dell'attuale disciplina applicata dal concessionario del servizio, Tpl Linea, e il ruolo di vigilanza esercitato dal Comune.
La segnalazione, inviata anche al sindaco di Savona, al segretario generale del Comune, all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e, per conoscenza, alla nostra redazione, non si limita alla contestazione di una vicenda personale ma solleva una questione che, secondo il proponente, interessa molti utenti del servizio.
Il punto centrale della vicenda riguarda gli abbonamenti per la sosta nelle zone blu. Attualmente ogni abbonamento può essere associato a una sola targa. Chi possiede due o più automobili ed è costretto, a seconda delle esigenze familiari o lavorative, a utilizzare veicoli diversi deve ogni volta richiedere la modifica della targa oppure acquistare ulteriori abbonamenti.
Una soluzione che secondo il ricorrente è "eccessivamente rigida".
La proposta avanzata è diversa e, sottolinea, non comporterebbe alcun rischio di utilizzi impropri. L'idea consiste nel consentire la registrazione preventiva di una seconda o anche di una terza targa, purché tutte intestate allo stesso titolare dell'abbonamento.
In questo modo il sistema continuerebbe a riconoscere esclusivamente veicoli autorizzati, senza permettere un utilizzo contemporaneo dell'abbonamento da parte di soggetti diversi.
La vicenda prende avvio il 30 aprile scorso, quando Bottazzi presenta un reclamo formale a Tpl Linea. La risposta del concessionario arriva il 22 maggio.
Nella comunicazione la società richiama l'articolo 2 del Regolamento comunale dei parcheggi, sostenendo che l'obbligo di indicare la targa serve a identificare con certezza il veicolo autorizzato alla sosta.
Una motivazione che però il cittadino giudica non pertinente rispetto alla questione sollevata. "La necessità di identificare il veicolo non è mai stata messa in discussione", sostiene nell'istanza.
Secondo il ricorrente, infatti, tutte le targhe aggiuntive sarebbero comunque registrate preventivamente nel database del gestore e collegate allo stesso intestatario dell'abbonamento. Il sistema di lettura automatica delle targhe continuerebbe quindi a funzionare esattamente come oggi, limitandosi ad ampliare l'elenco dei veicoli autorizzati.
Uno degli aspetti maggiormente evidenziati nell'istanza riguarda proprio l'interpretazione del regolamento comunale. Secondo Bottazzi, il testo prevede semplicemente che venga indicata la targa del veicolo al momento della richiesta dell'abbonamento.
Non esisterebbe invece una norma che vieti esplicitamente l'associazione di più targhe appartenenti allo stesso proprietario. Da qui il dubbio che l'attuale limitazione non discenda dal regolamento comunale, bensì da una scelta organizzativa adottata dal concessionario o dall'amministrazione. Un elemento che, secondo il proponente, sarebbe confermato dal fatto che in passato questa possibilità sarebbe stata invece consentita.
L'istanza assume però anche un taglio giuridico. Vengono infatti richiamati l'articolo 97 della Costituzione e la legge 241 del 1990 sul procedimento amministrativo.
La disciplina oggi applicata rischierebbe di entrare in contrasto con alcuni principi fondamentali dell'azione amministrativa, come economicità, efficacia, proporzionalità e buon andamento.
L'obbligo di modificare continuamente la targa oppure acquistare più abbonamenti, sostiene, produce infatti un aggravio sia per gli utenti sia per lo stesso concessionario, senza che emerga un reale vantaggio in termini di controllo del servizio.
Nella documentazione inviata al Difensore Civico si sottolinea inoltre come il problema non riguardi esclusivamente un singolo cittadino. Vengono richiamate le numerose discussioni presenti sui social network e nei canali dedicati ai parcheggi cittadini, dove diversi utenti lamentano le medesime difficoltà.
La richiesta non si rivolge soltanto a Tpl Linea ma si rivolge anche a Palazzo Sisto. Secondo il cittadino, infatti, il Comune mantiene il compito di indirizzo e vigilanza sul servizio di sosta, pur essendo affidato in concessione.
Per questo motivo nell'istanza viene chiesto anche di verificare se Palazzo Sisto abbia esercitato adeguatamente tali funzioni. Bottazzi evidenzia inoltre di aver interessato direttamente anche il sindaco senza ricevere alcun riscontro.
Nel documento finale vengono formulate quattro richieste principali, con cui il ricorrente chiede di verificare: se l'attuale disciplina degli abbonamenti rispetti i principi di buon andamento, economicità, proporzionalità e ragionevolezza; se il Comune abbia esercitato correttamente i propri poteri di indirizzo e controllo sul concessionario; se la risposta fornita da Tpl Linea sia adeguatamente motivata rispetto alle osservazioni formulate nel reclamo; se ci siano i presupposti per riesaminare l'attuale disciplina consentendo la registrazione di più targhe riferibili allo stesso titolare.
Nel caso in cui il Comune ritenga che il divieto derivi direttamente dal regolamento comunale, viene inoltre chiesto di indicare con precisione quale disposizione normativa lo preveda. Se invece si trattasse di una scelta organizzativa, il cittadino domanda che vengano illustrate le motivazioni tecniche, economiche e gestionali che hanno portato all'attuale sistema.
Nelle conclusioni dell'istanza Bottazzi precisa che l'iniziativa non guarda solo alla tutela della propria posizione personale.
L'auspicio è che la vicenda possa rappresentare l'occasione per una revisione complessiva della disciplina degli abbonamenti, individuando soluzioni che consentano di mantenere inalterate le esigenze di controllo del servizio ma con procedure più semplici, meno onerose e maggiormente rispondenti ai principi di efficienza e buona amministrazione.





