Non si spegne la tensione nel trasporto pubblico locale savonese. È stata infatti proclamata, per il prossimo lunedì 27 luglio, una prima azione di sciopero di quattro ore dei lavoratori di TPL Linea, al termine di un confronto sindacale ancora, seconda la Rsu, privo di esiti positivi sulle vertenze aperte.
Lo sciopero - al quale aderiscono Filt Cgil, Sial Cobas e Ugl Fna- riguarderà il personale viaggiante dalle 10.15 alle 14.15, mentre per quello degli impianti fissi è previsto nelle ultime 4 ore del turno.
Il quadro è quello ormai noto da tempo, segnato da settimane di trattative interrotte e da un progressivo irrigidimento delle posizioni. La protesta arriva infatti dopo una serie di confronti culminati, senza esito positivo, nei tentativi di mediazione istituzionale.
Un percorso ricostruito dalla stessa Rsu nella sua nota ai lavoratori, sottolineando come “dalla trattativa non sono emersi risultati accettabili alle richieste” rappresentate. Tra le principali rivendicazioni figura il tema dell’organico degli autisti, indicato come elemento critico per la tenuta del servizio. La Rsu chiede il “ripristino dell’organico del personale viaggiante nel rispetto degli accordi vigenti, che prevedono 320 conducenti, per evitare lo strutturale ricorso al lavoro straordinario, la negazione delle ferie al personale, evitare di saltare le corse di linea per carenza di autisti”.
Altro fronte aperto riguarda la gestione della manutenzione, con particolare riferimento agli impianti di climatizzazione degli autobus, ritenuti insufficientemente efficienti. I sindacati parlano infatti di “miglioramento delle condizioni manutentive attraverso una migliore organizzazione del Lavoro e la predisposizione dei ricambi necessari, in modo urgente in particolare riguardante i sistemi di condizionamento degli autobus”.
Non meno delicata la questione della bigliettazione elettronica e della vendita a bordo, su cui la rappresentanza sindacale segnala “iniziative assunte unilateralmente dall’Azienda” e la necessità di un accordo nell’ambito della contrattazione aziendale di secondo livello.
Secondo quanto riportato dai rappresentanti sindacali, le questioni erano già state poste all’attenzione dei vertici aziendali e anche del consiglio di amministrazione: “Questi argomenti sono stati oggetto di richiesta anche al cda inviata in data 21 maggio a cui non è stata data risposta”. Da qui l’avvio delle procedure di raffreddamento il 4 giugno e la successiva escalation della vertenza.
Il primo incontro tra le parti, il 12 giugno, si è concluso con esito negativo, così come il successivo passaggio in Prefettura del 24 giugno. Nella seconda nota sindacale si sottolinea infatti che “il secondo tentativo di conciliazione è avvenuto il 24 Giugno 2026 presso la Prefettura di Savona con esito negativo”, dopo un analogo fallimento del confronto precedente.





