Politica - 03 luglio 2026, 08:18

Inceneritore, si rafforza il fronte comune contro il progetto: "La Regione ascolti il territorio"

All'incontro promosso da AVS sindaci, amministratori e Legambiente ribadiscono il no al termovalorizzatore. Nel mirino il Piano rifiuti, la gestione regionale e l'ipotesi di realizzare l'impianto in Val Bormida

L'attesa è slittata di 20 giorni, ma la mobilitazione non si ferma. Il territorio non vuole un termovalorizzatore, ma chiede un maggiore impegno nelle politiche di riciclo e nella realizzazione di impianti di trattamento dei rifiuti.

Una posizione ribadita ieri sera, 2 luglio, alla SMS Giardino Serenella, durante l'incontro "La Val Bormida chiama, la Riviera risponde. No all'inceneritore", al quale hanno partecipato l'assessora del Comune di Savona Gabriella Branca, il sindaco di Altare Roberto Briano, il sindaco di Cosseria Roberto Molinaro, l'assessore del Comune di Quiliano Walter Sparso e Massimo Maugeri di Legambiente. Hanno introdotto l'incontro il consigliere regionale di AVS Jan Casella, Laura Bertolino e Luigi Lanza di AVS. Moderatore della serata è stato Gabriele Lugaro.

Il punto di partenza resta sempre lo stesso: AVS e i comitati continuano a dire no all'inceneritore. Ma anche i sindaci del territorio, come Briano e Molinaro.

"Dal punto di vista dell'ambiente – ha detto Molinaro – ci sentiamo abbandonati dalla Regione. Un inceneritore in Val Bormida è quanto di peggio si possa fare: è come bombardare una città già bombardata".

Non sono mancati i riferimenti al Comune di Genova, che vorrebbe partecipare al bando con AMIU ma esclude la realizzazione dell'impianto nel proprio territorio, pur producendo la maggiore quantità di rifiuti della regione.

"I piccoli Comuni – ha aggiunto Molinaro – sono arrivati all'89% di raccolta differenziata. Anche un grande Comune come Genova, che è intorno al 50%, deve darsi una mossa".

Il territorio continuerà quindi a mobilitarsi contro il termovalorizzatore, forte anche dell'esperienza della battaglia contro il rigassificatore, che ha visto uniti i Comuni dell'entroterra e quelli della costa nel dire no all'impianto.

"Questa battaglia si vince se riusciamo a dare una risposta unitaria – ha spiegato l'assessora Branca –. Le normative europee ci sono, così come quelle nazionali e regionali, ma il Piano regionale dei rifiuti del 2015 è stato disatteso. Non sono stati realizzati gli impianti intermedi di trattamento e oggi ci viene imposto ciò che nella gerarchia dei rifiuti rappresenta una delle ultime opzioni, cioè l'inceneritore. Invece di continuare a puntare sulla raccolta differenziata e sul riciclo facciamo il contrario. Dobbiamo evitare di essere costretti a scegliere tra la nostra salute e un ciclo dei rifiuti non corretto. È necessario che in questa battaglia sia presente anche la Riviera, perché questo problema riguarda tutti".

Ad essere contestato dal territorio è anche il metodo adottato dalla Regione nel percorso di individuazione del sito dove realizzare il termovalorizzatore.

"In questa battaglia – ha spiegato Sparso – abbiamo da offrire la nostra esperienza nella mobilitazione contro il rigassificatore. Anche in quel caso l'aspetto peggiore è stata la mancanza di democrazia e di considerazione del territorio. Bisogna ripartire proprio da questo tema. C'è stato un atto non democratico: una scelta fatta senza consultare il territorio e con il tentativo di dividerlo. Ho trovato molto fastidioso il botta e risposta tra Bucci e Salis sul termovalorizzatore. Abbiamo una Regione che non ha fatto nulla sul tema dei rifiuti e una sindaca che con quell'intervento ha fatto uno scivolone. Ma dobbiamo uscire da questa logica".

Per Massimo Maugeri, puntare sull'incenerimento rappresenta un passo indietro. L'esponente di Legambiente ha evidenziato invece l'importanza degli impianti di trattamento dei rifiuti e delle nuove tecnologie.

"È un passo indietro – ha spiegato – che non mi aspetterei dalla città della robotica e dell'intelligenza artificiale. Esistono aziende che stanno applicando l'intelligenza artificiale alla gestione dei rifiuti. In un Paese che non dispone di grandi materie prime, dovremmo puntare sul recupero e sul riciclo dei materiali, non sulla loro combustione".

Elena Romanato

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