Solidarietà - 03 luglio 2026, 15:39

Savona, apre la “Casa di Silvia”: primo soggiorno per una famiglia con Sla nel progetto di AISLA

Il primo progetto nazionale di ospitalità accessibile è pensato per accogliere le persone con SLA, i loro familiari e i caregiver durante periodi di sollievo, cura e vicinanza

Oggi non si è inaugurata soltanto una casa. Oggi una famiglia ha varcato per la prima volta la soglia della “Casa di Silvia”, il primo progetto nazionale di ospitalità accessibile promosso da AISLA – Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica – pensato per accogliere le persone con SLA, i loro familiari e i caregiver durante periodi di sollievo, cura e vicinanza.

Con l’ingresso dei suoi primi ospiti, la struttura diventa ufficialmente realtà. «Con l’ingresso dei suoi primi ospiti, la Casa di Silvia diventa realtà», si legge nella nota diffusa dall’associazione, che definisce il progetto «unico in Italia» e capace di trasformare il ricordo di Silvia Codispoti in un luogo concreto di accoglienza, dove «l’accoglienza si traduce in sostegno concreto, l’accessibilità in libertà e la solidarietà in una risposta quotidiana ai bisogni delle famiglie che convivono con la SLA».

La casa si trova in via Milano, a Savona, ed è un appartamento progettato per garantire un’accoglienza pienamente accessibile alle persone con SLA e ai loro caregiver. Dispone di due camere da letto, cucina attrezzata, bagno accessibile e una dotazione completa di ausili: letto articolato, sollevatore, comoda, rampe mobili e posto auto riservato alle persone con disabilità. La struttura può ospitare la persona con SLA insieme ai familiari e ai caregiver conviventi ed è pensata per soggiorni di sollievo, visite o terapie. Il servizio, riservato ai soci AISLA, è completamente gratuito.

La cerimonia di apertura si è conclusa con la consegna simbolica delle chiavi alla famiglia Maggiani, primi ospiti della casa. «Da oggi quel luogo non è più un progetto su carta, ma una casa abitata», si sottolinea nella nota.

«Quando si convive con la SLA, organizzare anche un breve soggiorno può diventare un’impresa», racconta la famiglia Maggiani. «Ogni spostamento richiede mesi di preparazione, verifiche, rinunce. Sapere di arrivare in un luogo già accessibile e attrezzato cambia completamente la prospettiva. Per noi significa poter tornare a pronunciare una frase che sembrava impossibile: “Andiamo in vacanza”. È molto più di un viaggio. È un pezzo di vita che ci viene restituito».

Un ruolo centrale lo ha anche la posizione della struttura, a pochi chilometri dal mare e dallo Scaletto Senza Scalini, la spiaggia accessibile di Savona. «Accessibilità significa poter scegliere, muoversi, condividere esperienze senza che la disabilità diventi un limite», afferma Ugo Cappello, fondatore dello Scaletto Senza Scalini. «La Casa di Silvia completa questa visione, offrendo alle famiglie un luogo da cui partire per vivere il territorio con serenità».

Per il Comune di Savona, il progetto rappresenta un tassello del percorso cittadino sull’inclusione. «La Casa di Silvia dimostra come la collaborazione tra istituzioni, associazioni e cittadini possa trasformarsi in un’opportunità reale per le persone e le loro famiglie», dichiara l’assessore alle Politiche sociali Riccardo Viaggi. «È un progetto che rende Savona ancora più accogliente e accessibile».

A rendere possibile l’iniziativa è stata anche la donazione dell’immobile da parte della famiglia Codispoti. A consegnare simbolicamente le chiavi ai primi ospiti è stato Pino Codispoti, padre di Silvia: «Se questa casa oggi esiste è perché Silvia mi ha insegnato a guardare sempre avanti. Abbiamo deciso di trasformare ciò che abbiamo vissuto in un’opportunità per altre famiglie. Sapere che queste stanze si riempiranno di voci, di speranza, di giorni condivisi e di nuovi ricordi ci rende profondamente felici. È il modo più bello per continuare a sentire Silvia accanto a noi».

La Casa di Silvia è il risultato di una rete di collaborazione tra AISLA, sezioni territoriali e realtà del territorio. L’immobile è stato acquistato il 20 marzo 2026 e ristrutturato in poco più di tre mesi grazie al contributo di numerosi soggetti e sostenitori, tra cui Fondazione Vismara, Fondazione Vialli e Mauro, Fiascolata APS, Cooperativa Spazio Aperto, Vivaio Fratelli Rebella e Fazzari Marmi.

«Per la prima volta nella nostra storia realizziamo una casa pensata esclusivamente per accogliere le persone con SLA e le loro famiglie», sottolinea Vincenzo Soverino, consigliere nazionale AISLA. «La solidarietà non è un concetto astratto. Diventa una porta che si apre, una camera pronta ad accogliere, un letto già attrezzato, una famiglia che può finalmente partire».

A poco più di tre mesi dalla posa simbolica del primo mattone, avvenuta il 21 marzo, il progetto è dunque diventato realtà. «Una casa nasce dai muri, ma diventa davvero casa quando una comunità decide di costruirla insieme», si legge ancora nella nota.

Oggi una famiglia apre quella porta per la prima volta. Domani saranno molte altre. All’ingresso, una targa accoglie ogni ospite con le parole che Silvia ripeteva spesso e che oggi sono diventate il cuore del progetto: «La vita è bellissima».

Redazione

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