Il 4 luglio è un grande giorno. Grande quanto? Quanto il mondo intero! Si celebra infatti la 5ª Giornata mondiale della Fiat 500 storica.
Un appuntamento rappresentativo dell’importanza dell’automotive nella cultura italiana, in cui la 500 è inserita con il ruolo di aver motorizzato le famiglie nel periodo del secondo Dopoguerra e aver condotto il Paese verso la modernità, la Dolce Vita.
L’evento è organizzato dal Fiat 500 Club Italia e avrà come protagoniste le 500 di ogni modello per una giornata all’insegna della nostalgia e di antiche suggestioni.
Bella, simpatica e, soprattutto, italiana, continua a stupire, a 69 anni di età. Dal suo debutto a Mirafiori nel 1957, la Cinquina progettata da Dante Giacosa è diventata l’emblema del miracolo economico e l’ambasciatrice del made in Italy, tanto che nel 2017 un esemplare della prima generazione è entrato a far parte della collezione permanente del MoMA di New York, il tempio dell’arte e del design mondiale.
Con la seconda generazione, quella del 2007, la Fiat 500 è diventata un’icona di moda e stile che dall’Italia ha conquistato il mondo. Passato e presente che vanno a braccetto.
Gialla piace a Lupin III
Passeggiando nei raduni di cosplay può capitare di trovarsi a tu per tu con Lupin III, a bordo di una Fiat 500 rigorosamente gialla. Il popolare ladro, nato dalla fantasia del mangaka giapponese Monkey Punch, possiede diverse auto, ma la sua favorita è senz’altro la city car torinese sulla quale ha affrontato ostacoli estremi o piogge di proiettili.
La sua apparizione si deve alla passione dell’animatore giapponese Yasuo Ōtsuka per la piccola vettura italiana, che egli comprò da giovane e che pensò fosse ideale per Lupin, il quale aveva bisogno di un bolide dalle piccole dimensioni, dalla forma accattivante e morbida ed inoltre semplice da disegnare in movimento.
E così nel 1971 ecco la 500 apparire nella prima serie animata di Lupin, quella in cui il ladro gentiluomo indossa la giacca verde. Al fianco di Lupin non c’è solo Fujiko, ma anche i suoi compagni di avventura: a cominciare da Jigen, pistolero riflessivo e serioso, passando per Goemon, spadaccino taciturno e disciplinato, fino ad arrivare a Zenigata, ispettore dell’Interpol che vive alle calcagna di Lupin, ma in qualche modo resta sempre fregato.
«Se non c’è pericolo allora non vale la pena rischiare, è sempre stato il motto della famiglia Lupin!» (Lupin III in La donna chiamata Fujiko Mine).





