Politica - 04 luglio 2026, 13:53

Forza Italia, il congresso del nuovo corso: Bagnasco segretario regionale, Vaccarezza vice e capogruppo in Regione, Scajola capo delegazione

Al Bristol la prima elezione regionale degli iscritti incorona la squadra del rilancio azzurro: “Unità e condivisione” è la linea indicata dal partito. Il segretario nazionale Tajani guarda alle politiche e fissa 'l’obiettivo Genova': “Dobbiamo riconquistare la città”

Unità, territorio e una nuova organizzazione per pesare di più nella coalizione e nelle prossime sfide elettorali. Il primo congresso regionale della storia di Forza Italia Liguria, riunito questa mattina all’Hotel Bristol di Genova, si chiude con un messaggio politico netto: il partito azzurro lascia alle spalle la stagione una stagione complicata sul piano degli equilibri, si ricompatta attorno alla conferma di Carlo Bagnasco e ridisegna la propria presenza nelle istituzioni regionali.

L'accordo, nel dettaglio, prevede Bagnasco resta alla guida del coordinamento regionale in qualità di segretario, eletto per acclamazione dopo la presentazione di un’unica candidatura, ma accanto a lui prendono forma due ruoli chiave: Angelo Vaccarezza sarà vice segretario regionale vicario e nuovo capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, mentre Marco Scajola assumerà il ruolo di capo delegazione del partito nella giunta guidata dal presidente Marco Bucci.

Una distribuzione di responsabilità che fotografa l’intesa raggiunta tra le diverse componenti azzurre e che punta a dare al partito una struttura più forte, più territoriale e più riconoscibile, in vista anche delle elezioni politiche del 2027 e della partita, già indicata come strategica, per il Comune di Genova.

L’assise, presieduta dal vice segretario nazionale di Forza Italia e presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, ha segnato anche un passaggio simbolico per il movimento: per la prima volta nella storia di Forza Italia il segretario regionale viene eletto direttamente dagli iscritti. Un elemento rivendicato più volte nel corso della mattinata come segnale di partecipazione, radicamento e nuova fase organizzativa.

Nella segreteria regionale entreranno anche la consigliera regionale Chiara Cerri, l’assessore regionale Claudia Morich e Claudio Muzio, già consigliere regionale e oggi consigliere comunale a Sestri Levante. Saranno inoltre membri di diritto tutti i segretari provinciali del partito e il segretario cittadino di Genova, con l’obiettivo dichiarato di coinvolgere stabilmente le articolazioni locali nella vita politica del movimento. Durante i lavori è stato presentato anche il nuovo commissario provinciale di Forza Italia per La Spezia, Christopher Casati, assessore del capoluogo.

Nel suo intervento Bagnasco ha scelto due parole per definire la nuova fase: unità e condivisione. Un messaggio rivolto al partito, ma anche alla coalizione, con il richiamo al lavoro di squadra che ha portato all’intesa congressuale. “Primo congresso, la parola d’ordine è unità e condivisione. Da parte mia va un grossissimo ringraziamento a Claudio Scajola, Alberto Cirio, Marco Scajola, Angelo Vaccarezza, Chiara Cerri, al nostro nuovo assessore Claudia Morich, per un gioco di squadra importante. Un gioco di squadra che vede, da un lato, una continuità, perché io ho avuto l’onore di essere stato nominato direttamente dal presidente Silvio Berlusconi, che mi manca tantissimo”, ha detto Bagnasco.

Il segretario regionale ha ricordato il momento in cui, nel 2019, ricevette da Berlusconi la guida del partito in Liguria, subentrando in una fase complessa per gli azzurri. “Dopo quella nomina sono trascorsi gli anni. Avevo ereditato una Forza Italia, consentitemi, leggermente in difficoltà, rappresentata solamente da un consigliere. Oggi Forza Italia in Liguria è di nuovo parte centrale di un progetto politico e questo mi rende molto orgoglioso. Parlano i numeri: siamo a tre consiglieri di maggioranza e due assessori. Questo è Forza Italia”.

Per Bagnasco il congresso non è quindi soltanto una riconferma personale, ma il punto di partenza di una nuova organizzazione del partito. “Ripartiremo con una forte collaborazione, una forte organizzazione del territorio. Carlo Bagnasco va bene, ma con un progetto politico completamente diverso: una Forza Italia 2.0, con il prossimo obiettivo che sono le politiche del 2027. Le politiche le giocheremo con questo tipo di organizzazione. In Liguria lo abbiamo già dimostrato alle regionali, perché siamo stati determinanti. Le regionali sono andate molto bene, eravamo intorno all’8 per cento in un momento difficile e siamo riusciti a dare un grosso contributo”.

Al centro della nuova fase, ha spiegato ancora Bagnasco, ci saranno amministratori locali, giovani e temi concreti. “Lavoreremo sulle persone. Se guardate questa giornata, nella nostra lista politica ci sono tantissimi amministratori locali e questo è indicativo di dove vogliamo ripartire: le idee, le novità, l’organizzazione, la regia di Claudio Scajola, tanta voglia di farcela e sempre nella linea del nostro grande presidente Berlusconi, che non c’è più ma resta il nostro riferimento. Forza Italia è qualcosa di diverso e sono sicuro che a breve esprimerà delle novità. Sui giovani puntiamo molto: abbiamo un nuovo direttivo, ragazzi che stanno lavorando tanto. Ma non lavoriamo soltanto sulle persone, lavoriamo sui temi. Quello che ci interessa sono le soluzioni, perché bisogna tornare a essere vicini alle persone dando risposte pragmatiche su qualità della vita, pressione fiscale e lavoro”.

A dare la cornice nazionale al congresso è stato Cirio, che ha sottolineato la crescita del partito e il ruolo di Forza Italia come forza moderata dentro il centrodestra. “Forza Italia cresce, non solo in Liguria ma in tutta Italia. Tanti amministratori si stanno avvicinando, tante componenti civiche vedono nella posizione di Forza Italia una posizione moderata, liberale, equilibrata. Una gamba chiara del centrodestra, ma anche il centro del centrodestra, un interlocutore credibile”, ha spiegato il presidente del Piemonte.

Per Cirio, il nuovo assetto ligure tiene insieme continuità e rinnovamento. “Oggi in Liguria andiamo a creare un ulteriore rafforzamento. Siamo nella continuità, perché Carlo ha lavorato bene, ma siamo anche nel rinnovamento, perché Carlo diventa segretario ed è la prima volta che questa carica è elettiva, quindi c’è anche un mandato da parte della nostra base. Angelo Vaccarezza diventerà il nostro capogruppo in Consiglio regionale e Marco Scajola diventerà il nostro capo delegazione in giunta: un attacco a tre punte, se giocassimo i mondiali. Vuol dire rinnovare rafforzandoci, mantenendo però ben saldi i rapporti con le figure di riferimento storico di Forza Italia, non solo in Liguria ma anche a livello nazionale”.

Lo sguardo, inevitabilmente, è già rivolto alle politiche. Cirio ha rivendicato la stabilità del governo e il ruolo degli azzurri come forza di equilibrio. “Le elezioni politiche saranno un momento fondamentale. Abbiamo il governo più longevo della storia repubblicana italiana e anche il più duraturo in Europa. La stabilità è un valore importantissimo. Noi come Forza Italia vogliamo essere una forza rassicurante, perché garantiamo stabilità, equilibrio e tutela del risparmio delle persone”.

Sul piano economico, il vice segretario nazionale ha ribadito il no alla patrimoniale, trasformandolo in uno dei punti identitari della linea azzurra. “Quando diciamo no alla patrimoniale non lo diciamo per un motivo strano. La patrimoniale noi non la vogliamo: finché ci sarà Forza Italia non ci sarà mai, perché vuol dire tassare i risparmi. La Costituzione dice che bisogna contribuire in base al proprio reddito ed è giusto, ma i risparmi non sono reddito. I risparmi vanno premiati, abbiamo bisogno di dare fiducia alle persone perché quei risparmi possono diventare investimenti. La sinistra immagina soltanto tasse, immagina soltanto la possibilità di mettere le mani nelle tasche degli italiani. Forza Italia invece difende chi ha risparmiato e chi ha investito”.

Cirio è intervenuto anche sul tema della legge elettorale, sostenendo la necessità di un sistema capace di garantire governabilità e chiarezza del risultato. “La legge elettorale è un momento di discussione importante e vuole dare stabilità. La scelta è mutuare quello che succede nelle regioni: in Piemonte, in Liguria, ovunque, alla sera stessa si sa chi ha vinto e chi ha perso. In Italia non è così e non è da Paese civile immaginare che uno non possa sapere subito chi ha vinto e chi ha perso. Vogliamo semplificare, chiarire, dare immediatezza al responso elettorale e garantire che chi ha vinto possa governare. Questo non lo chiede il centrodestra, lo chiedono gli italiani”.

Non è mancato il passaggio sul dibattito nazionale legato al generale Roberto Vannacci. Cirio ha marcato una distinzione netta tra coalizione politica e semplice sommatoria di sigle. “Il centrodestra è una coalizione. Noi non siamo il campo largo, dove si immagina di sommare aritmeticamente cose diverse sperando di farle stare insieme solo per vincere le elezioni. Il centrodestra è una coalizione dove ci sono forze politiche diverse ma valori comuni e percorsi comuni. Al momento questi valori comuni e questi percorsi comuni con Vannacci non sembrano intravedersi. La coalizione non è una somma aritmetica di partiti, è una sommatoria di valori e ideali che devono avere una base comune”.

La linea nazionale è arrivata anche dal videomessaggio del segretario nazionale Antonio Tajani, che ha definito l’elezione del segretario regionale da parte degli iscritti “un momento storico” per il partito e ha indicato l’obiettivo politico dei prossimi mesi. “Forza Italia riparte forte in Liguria dopo il successo alle regionali. Ora dobbiamo però guardare alle elezioni politiche. Dobbiamo anche cominciare a pensare a riconquistare la città di Genova. Alle politiche dobbiamo essere grandi protagonisti nella lotta contro la pressione fiscale”, ha detto Tajani.

Il vicepremier ha poi rivendicato i risultati economici del governo e rilanciato la contrapposizione con il centrosinistra. “Abbiamo ridotto la pressione fiscale e creato un milione e 200 mila posti di lavoro nonostante le guerre e le tensioni commerciali. La sinistra vuole aumentare le tasse e ripropone la patrimoniale. Forza Italia è il partito nel quale si sceglie la classe dirigente e le idee vengono costruite insieme”.

Il passaggio su Genova è stato uno dei più politici dell’intera giornata. Tajani ha indicato il capoluogo ligure come una sfida centrale per il centrodestra e per gli azzurri. “Dobbiamo riconquistare il Comune di Genova. Possiamo tornare a parlare alla Genova che produce e sono convinto che ce la faremo”.

Nella nuova architettura interna, Marco Scajola avrà il compito di guidare la delegazione di Forza Italia in giunta regionale. Il suo intervento ha insistito soprattutto sul radicamento territoriale e sulla necessità di superare ogni logica autoreferenziale. “Forza Italia deve radicarsi nel territorio. Deve essere il partito della gente, presente costantemente anche con gazebo informativi. Daremo vita a una grande attività sul territorio per dare voce agli amministratori, a chi ha legami con il territorio e deve rappresentarci all’interno del partito”, ha spiegato Scajola.

Per l’assessore regionale, il punto non è soltanto organizzativo, ma politico. “Vogliamo un partito dinamico, non autoreferenziale, non legato, ma sciolto, libero, che abbia coraggio e forza per ascoltare i territori ed essere operativo con i territori. Abbiamo persone che hanno molto consenso, lo abbiamo dimostrato alle scorse regionali. Vogliamo una Forza Italia unita, che non vuole essere divisa, non vuole correnti, non vuole momenti di scontro, ma momenti di confronto. Questo è il nostro obiettivo”.

Scajola ha poi richiamato il ruolo storico del partito fondato da Berlusconi nel centrodestra e la necessità di ripartire da merito, competenze e amministratori locali. “Dobbiamo darci organizzazione, operatività e soprattutto una presenza sul territorio che riporti al centro del centrodestra un partito moderato, un partito che ha saputo creare con Silvio Berlusconi la storia e la forza del centrodestra e che deve tornare protagonista. I numeri di Forza Italia sono ancora bassi e questo non deve più accadere. Dobbiamo ripartire dal merito, dalle competenze, da chi ha consenso e dagli amministratori locali”.

Guardando alle politiche, Scajola ha posto anche il tema delle preferenze. “Vogliamo svolgere un ruolo importante. Si parla molto di legge elettorale e credo sarebbe importante che ci fossero le preferenze, perché darebbero forza al nostro partito e voglia di votare agli elettori. Le preferenze ci sono alle amministrative comunali, alle regionali, alle europee: non capisco perché non ci debbano essere anche alle politiche. Questo riavvicinerebbe l’elettore al voto, perché si sentirebbe protagonista nella scelta dei propri rappresentanti”.

Di passaggio storico ha parlato anche Vaccarezza, che ha legato il congresso alla storia stessa del movimento azzurro. “Aspettavamo questo giorno da 30 anni. Io mi sono iscritto 32 anni fa a Forza Italia e la prima cosa che chiedevamo era la possibilità per gli iscritti di eleggere il segretario regionale. Oggi, dopo oltre 30 anni di storia, Forza Italia volta una pagina fondamentale e può tornare al centro di quella scena politica che deve occupare”.

Il futuro vice segretario vicario ha rivendicato il ruolo indispensabile degli azzurri nella coalizione. “Il centrodestra esiste perché esiste Forza Italia. Diversamente sarebbe una coalizione che in questo momento accoglie molte istanze che arrivano dal mondo della destra, ma rappresenta poco il mondo del centro. Credo che saranno tre anni bellissimi. La nostra voglia è riportare Forza Italia al centro del progetto”.

Vaccarezza ha poi individuato nella città di Genova il banco di prova principale. “Nel Ponente questo è già avvenuto: abbiamo i due presidenti di Provincia di Savona e Imperia, abbiamo i gruppi più grossi nei consigli provinciali, abbiamo sindaci iscritti. La grande sfida è Genova e a Genova la prima cosa che dovremo fare sarà aprire una sede regionale, perché per fare politica bisogna avere una casa e noi quella casa ai moderati la daremo. Molte persone si stanno avvicinando a Forza Italia: non è oggi il giorno per dirlo, lo vedremo nelle prossime settimane”.

Sulle politiche, Vaccarezza ha mostrato fiducia, rivendicando il salto compiuto dal partito nelle istituzioni regionali. “Non so quale sarà la legge elettorale, ma a noi in questo momento non conta la legge. Oggi Forza Italia è passata da un consigliere regionale a tre consiglieri e due assessori. Credo che il contributo all’amministrazione di Marco Bucci sia importante e ci aspettiamo di recitare un ruolo importante anche alle elezioni politiche. Ribadisco: la battaglia è Genova, perché su Genova le percentuali ancora non ci sorridono e qui dobbiamo ritrovare quello spirito che negli anni ci ha garantito di poter rappresentare i liguri”.

Infine il tema dei giovani e della formazione politica. “I giovani sono il futuro di questo partito. Dobbiamo valorizzarli e formarli. Ci siamo dimenticati di fare quella formazione politica che era la base della Prima Repubblica e io spero che Forza Italia diventi, almeno in Liguria, un partito che forma e informa. Abbiamo una classe dirigente di primo livello, penso all’onorevole Bagnasco e a Claudio Scajola, che rappresenta un pezzo fondamentale della storia di questa Repubblica. Bisogna che i giovani li conoscano, li ascoltino, imparino da loro per essere pronti alla sfida del 2027”.

Dal fronte genovese, il capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale Mario Mascia ha descritto un partito in crescita, soprattutto nei municipi e nel rapporto con nuove energie politiche. “Forza Italia sta molto bene, ha una grande attrattività. Stiamo facendo un lavoro silenzioso ma molto operoso sul territorio. Stiamo attirando molti consiglieri municipali che, senza fare troppo clamore, sono entrati nel partito, e soprattutto stiamo attirando energie nuove”, ha detto Mascia.

Per il capogruppo azzurro, l’identità di Forza Italia resta centrale dentro il centrodestra. “Siamo un partito che all’interno del centrodestra ha un ruolo storico fondamentale, perché Silvio Berlusconi ha fondato il centrodestra, e abbiamo un ruolo molto identitario. I nostri valori di riferimento sono cristiani, liberali, riformisti, garantisti ed europeisti. Su questi valori continuiamo la nostra azione e rilanciamo da Genova un nuovo corso che parte da Carlo Bagnasco e dall’accordo che consentirà di rilanciare il partito non solo in Liguria, ma anche a livello nazionale. Ci sono le elezioni politiche in vista e Forza Italia farà la sua parte per riuscire ancora una volta a fare la differenza”.

Sul posizionamento politico, Mascia ha ripreso una formula cara a Tajani. “Noi siamo una forza rassicurante. Come ama ripetere il nostro segretario nazionale Antonio Tajani, siamo il centro di gravità permanente. Una definizione che rende bene l’idea di un centro dove si va sempre a parare e che rappresenta il punto di caduta di tutti i valori autentici del centrodestra fondato da Silvio Berlusconi”.

Il capogruppo ha poi legato l’identità liberale azzurra ai temi economici e sociali. “Noi siamo per i diritti e per le libertà. Quello che Berlusconi ci ha trasmesso è la tutela dei diritti, intesi non solo come diritti civili, ma anche come diritto alla libera iniziativa economica privata, quindi diritti delle imprese. Sono fondamentali anche per la tutela del lavoro: senza imprenditori non si può creare lavoro e senza lavoro non ci sono lavoratori. Non vogliamo alimentare una filiera di disoccupazione e problemi sociali, ma una filiera di imprenditori, lavoro e lavoratori”.

Il congresso è stato aperto dai rappresentanti delle forze alleate del centrodestra, a conferma della volontà della coalizione di presentarsi compatta. Sono intervenuti la senatrice Stefania Pucciarelli per la Lega, Stefano Balleari per Fratelli d’Italia, Matteo Campora per Vince Liguria e Ilaria Cavo per Noi Moderati.

Balleari, presidente del Consiglio regionale della Liguria, ha richiamato la storia comune del centrodestra e il ruolo fondativo di Berlusconi. “In questo posto meraviglioso, l’Hotel Bristol, abbiamo iniziato tutti insieme tanti anni fa, trent’anni fa, con Silvio Berlusconi, credendo in un sogno. Oggi, a distanza di trent’anni, quel sogno è sempre vivo. Berlusconi ha creato il centrodestra, non un centrodestra come il centrosinistra che vediamo oggi, che sta insieme con la colla e litiga su tutto”, ha detto Balleari.

Il presidente del Consiglio regionale ha insistito sulla differenza tra coalizione politica e cartello elettorale. “Ognuno di noi, ogni partito della coalizione di centrodestra, ha idee che magari non collimano perfettamente con quelle degli alleati, ma quello che ci ha insegnato Berlusconi è avere una visione collettiva, dove ciascuno non fa un passo indietro ma un passo di lato per ottenere un grande risultato. La nostra non è una coalizione elettorale: questa è la vera differenza con il centrosinistra”.

Balleari ha poi ricordato le vittorie del centrodestra in Liguria e a Genova. “Abbiamo vinto nel 2017 a Genova, abbiamo iniziato nel 2015 a governare la Regione con numeri risicati e abbiamo riconquistato la Regione. Dal 2022 siamo al governo nazionale, dove ciascuno mostra le proprie idee e poi si trova una quadra che porta ai risultati. Il 4 settembre questo sarà il governo più longevo della storia della Repubblica Italiana: significa che questa è una coalizione vera”.

Anche Cavo ha sottolineato il valore del congresso azzurro nel quadro del centrodestra e il ruolo delle forze moderate. “Ho portato il saluto doveroso di Noi Moderati come forza di coalizione. Un congresso come quello di Forza Italia è un momento importante, perché un congresso è sempre un rinnovato impegno da parte dei dirigenti, dei militanti e di chi sostiene un partito. C’è bisogno di entusiasmo, di presenza e di un centrodestra forte e unito”, ha spiegato Cavo.

La presidente del Consiglio nazionale di Noi Moderati ha richiamato la comune appartenenza alla famiglia del Partito Popolare Europeo. “Forza Italia e Noi Moderati rappresentano i valori del Partito Popolare Europeo. Sono le forze che portano moderazione e centrismo. In questo momento abbiamo la responsabilità di affermare il valore della moderazione, laddove invece c’è chi vuole portare i toni esasperati della non moderazione e dell’estremismo. Dobbiamo incarnare il peso e il senso del centro, dando risposta a un elettorato che la moderazione vuole”.

Sul piano locale, Cavo ha indicato due fronti: il sostegno alla giunta Bucci in Regione e l’opposizione a Genova. “Dobbiamo essere tutti uniti in un’azione di sostegno al presidente Bucci e all’azione amministrativa del presidente Bucci. Poi c’è l’altra partita, quella del Comune di Genova, dove lavoriamo gomito a gomito con Forza Italia all’interno della coalizione di centrodestra. Siamo minoranza e non dobbiamo desistere da un’azione di opposizione costante, puntuale, costruttiva, non pretestuosa, ma che non arretri”.

Il richiamo finale è stato ancora alla storia del centrodestra genovese e ligure. “Dobbiamo ricordare da dove arriviamo. In questa sala, con Silvio Berlusconi, riempivamo l’Hotel Bristol e piazza Piccapietra. Noi da lì arriviamo, questi siamo e dobbiamo ricordarlo proprio qui a Genova, per avere la forza e la consapevolezza di poter cambiare passo”.

Il congresso regionale di Forza Italia Liguria si chiude quindi con una doppia traiettoria: da un lato la ricomposizione interna, affidata alla conferma di Bagnasco e al nuovo equilibrio con Vaccarezza e Scajola; dall’altro una linea politica che punta a rafforzare la presenza azzurra nel centrodestra, valorizzare amministratori e territori, parlare al mondo moderato e produttivo e preparare la sfida delle politiche.

Sul fondo resta Genova, evocata da Tajani, Vaccarezza, Mascia e dagli alleati come la partita da riaprire. Il messaggio uscito dal Bristol è che Forza Italia vuole tornare a essere una casa politica per i moderati liguri e un perno della coalizione: non più soltanto una componente del centrodestra, ma il luogo in cui provare a ricostruire presenza, classe dirigente e ambizione.

Federico Antonopulo

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