Politica - 08 luglio 2026, 12:52

Spotorno, scontro sul giglio marino. AVS: "La colpa non è del nuovo Pud, ma di decenni di cemento sulla costa"

"Le dune sono scomparse con l’urbanizzazione del litorale. Il nuovo piano può essere un’occasione per recuperare naturalità"

Spotorno, scontro sul giglio marino. AVS: "La colpa non è del nuovo Pud, ma di decenni di cemento sulla costa"

"Le dichiarazioni della consigliera comunale di Forza Italia Camilla Ciccarelli sulla vicenda dei gigli marini e sul nuovo Piano di Utilizzo delle Aree Demaniali Marittime (Pud) ci sembrano una polemica che non regge né dal punto di vista storico né da quello ambientale". Così commentano Luigi Lanza, segretario provinciale di Sinistra Italiana Savona, e Laura Bertolino e Marco Brescia, coportavoce provinciali di Europa Verde Savona.

"Siamo ben consapevoli che Spotorno fosse un tempo conosciuta come la "città del giglio marino". Agli inizi del Novecento il nostro litorale conservava ancora gli ecosistemi dunali originari, nei quali questa specie cresceva spontaneamente. Lo ricordava anche il poeta, nonché esperto di botanica e noto lichenologo, Camillo Sbarbaro, che soggiornò a lungo a Spotorno e sulle sue alture". 

"C'è però una parte della storia che la consigliera Ciccarelli sembra dimenticare. La scomparsa del giglio marino spontaneo non è stata causata dall'attuale Pud o dall'aumento delle spiagge libere. È stata il risultato di decenni di urbanizzazione del litorale, consumo di suolo, occupazione delle dune con stabilimenti balneari, cabine, ripascimenti artificiali e interventi che hanno trasformato la costa esclusivamente in funzione del turismo balneare - aggiungono - È stato proprio quel modello di sviluppo a cancellare quasi del tutto le dune costiere e gli habitat naturali nei quali il giglio marino prosperava". 

"Siamo naturalmente dispiaciuti che durante lo smantellamento dei Bagni Premuda siano andate perdute alcune piante di una specie protetta. Tuttavia è altrettanto evidente che nel tratto di costa interessato, nel pieno centro di Spotorno, non esistono più da decenni dune naturali o habitat costieri integri. Le piante presenti erano con ogni probabilità il risultato di piantumazioni artificiali e non una popolazione spontanea". 

"Per questo appare paradossale utilizzare questa vicenda per accusare il nuovo Pud di produrre degrado ambientale. Se vogliamo individuare i responsabili della perdita del patrimonio naturalistico della nostra costa, dobbiamo guardare proprio al modello di sfruttamento intensivo del litorale che oggi viene finalmente rimesso in discussione. Il nuovo Pud promosso dall'amministrazione guidata dal sindaco Mattia Fiorini non nasce da un'ideologia, come sostiene la consigliera Ciccarelli. Nasce dall'obbligo di applicare la normativa europea e regionale sulla gestione del demanio marittimo e sulla quota minima di spiagge libere. Un amministratore serio applica le leggi, non sceglie quali rispettare". 

"Alleanza Verdi e Sinistra, che ha sostenuto politicamente questa scelta dell’amministrazione, ritiene che questa sia anche una nuova occasione per superare un modello di gestione della costa ormai datato - prosegue - Il nostro obiettivo non è vedere qualche giglio marino confinato in un'aiuola ornamentale, né un impossibile ritorno alle condizioni originarie ovviamente, ma di implementare una visione urbanistica capace di restituire spazi di maggiore naturalità al litorale anche per brevi tratti o aree marginali, compatibilmente con lo sviluppo del territorio e della costa ormai avvenuto". 

"È questa la direzione indicata anche dalla Nature Restoration Law europea, che chiede agli Stati membri di fermare il degrado degli ecosistemi, ridurre il consumo di suolo e avviare interventi concreti di ripristino della natura. Anche l'Italia è chiamata a recepire questi obiettivi attraverso l'elaborazione del proprio Piano nazionale di ripristino (PNR), un percorso ora in corso, coordinato dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) con il supporto tecnico-scientifico di ISPRA e che dovrà poi essere sottoposto alla valutazione della Commissione europea". 

"Se davvero qualcuno vuole difendere il giglio marino, inizi a riconoscere chi lo ha fatto scomparire e a lavorare perché la natura possa riconquistare almeno una parte degli spazi che le sono stati sottratti. Il resto è soltanto una polemica politica strumentale", concludono.

Redazione

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