Dopo oltre vent'anni di attesa, Albenga raggiunge un traguardo definito "epocale" per il territorio: dai prossimi giorni entrerà infatti a pieno funzionamento il collettamento della sponda destra del fiume Centa al depuratore di Borghetto Santo Spirito, consentendo la completa depurazione dei reflui urbani, ponendo fine agli scarichi non trattati e completando un'opera attesa da decenni che ora apre un atteso portone per il Comune ingauno: l'avviamento del percorso per l'ottenimento della Bandiera Blu.
Il risultato arriva al termine di un percorso lungo e complesso che ha attraversato diverse amministrazioni e che è stato portato a compimento dall'Amministrazione guidata dal sindaco Riccardo Tomatis in circa un anno dall'appalto.
Questo grazie a un investimento effettuato insieme al gestore della rete idrica, ora APS, da circa 6 milioni di euro (precisamente 5.925.398,19 euro) dei quali 3.923.689,43 euro finanziati con fondi Pnrr integrati attraverso un mutuo e un cofinanziamento comunale di 800 mila euro, provenienti dalle somme vincolate per la depurazione derivanti dalle quote tariffarie riscosse negli anni proprio per questa finalità.
L'intervento ha previsto la trasformazione del depuratore di Vadino in una stazione di sollevamento, la realizzazione di una vasca di compensazione interrata e la posa di nuove condotte fognarie fino alla vasca di compensazione, dove sono state inoltre installate pensiline fotovoltaiche per garantire un'alimentazione energetica più sostenibile.
Il cronoprogramma dei lavori, scandito anche dalle tempistiche imposte dai finanziamenti del Recovery Fund, è stato pienamente rispettato. Grazie alla professionalità dell'impresa incaricata, al costante monitoraggio tecnico e alla collaborazione tra tutti gli enti coinvolti, i lavori si sono svolti regolarmente, limitando per quanto possibile i disagi alla cittadinanza e alla viabilità.
"La storia di questo progetto affonda le sue radici alla fine degli anni Novanta - ricorda il sindaco Riccardo Tomatis ripercorrendo le tappe principali di questo iter -. Durante l’amministrazione guidata dall’allora sindaco Antonello Tabbò emerse con forza il problema della mancata depurazione dei reflui urbani di Albenga. Tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila venne individuata come soluzione la realizzazione di un grande depuratore comprensoriale nell'area di Villanova d'Albenga. Il progetto era in una fase molto avanzata: era già stata espletata la gara d'appalto, aggiudicata alla società spagnola Acciona, leader del settore. Tuttavia, soprattutto a causa di forti contrapposizioni politiche, quel progetto naufragò".
Per molti anni diverse amministrazioni tentarono di affrontare il problema, elaborando varie ipotesi progettuali che non ebbero mai uno sviluppo concreto.
"La svolta arrivò nel 2019 - continua Tomatis - Con la mia Amministrazione, in continuità con il percorso avviato quando ricoprivo il ruolo di vicesindaco nell'Amministrazione del sindaco Giorgio Cangiano, venne completato il primo tassello del nuovo sistema depurativo cittadino. Nel 2020 entrò in funzione l'impianto di pretrattamento di viale Che Guevara, collegato al depuratore consortile di Borghetto Santo Spirito. Un'opera che ha rappresentato una svolta storica, consentendo di depurare circa il 70% dei reflui fognari della città, nonostante le numerose critiche che ne avevano accompagnato la realizzazione".
Negli anni successivi il Comune ha proseguito il lavoro di revisione e aggiornamento del progetto complessivo, con particolare attenzione al completamento del collegamento delle aree ancora escluse dal sistema, consentendo così l'avvio della Conferenza dei Servizi e la candidatura dell'intervento ai finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
"Il percorso si è concluso positivamente con il Decreto Ministeriale n. 262 del 9 agosto 2023, attraverso il quale sono stati assegnati i finanziamenti necessari alla realizzazione delle opere. Da qui la cantierizzazione delle opere e la loro realizzazione che ci ha portato oggi a raggiungere questo epocale risultato per Albenga e il nostro territorio" conclude nel suo excursus il sindaco Tomatis.
Si apre ora una fase di circa sei mesi di esercizio sperimentale e di ottimizzazione dell'impianto, necessaria a perfezionare il funzionamento del sistema e a garantirne la piena integrazione con il depuratore consortile di Borghetto Santo Spirito, in attesa del completamento dei lavori di potenziamento di quest'ultimo.
Alla mattinata hanno preso parte anche il presidente di Acque Pubbliche Savonesi, Maurizio Maricone, sottolineando la portata di questa opera nell'alveo della collaborazione tra diverse realtà amministrative, e l'ingegner Alberto Marabotto, Responsabile del Procedimento (RUP) per il Comune nonché curatore del progetto di ampliamento dell'impianto borghettino che ha illustrato i lavori e il funzionamento dell'impianto.
"Oggi Albenga raggiunge un traguardo che per troppo tempo è sembrato irraggiungibile - aggiunge ancora il primo cittadino -. Siamo orgogliosi di aver portato a termine un'opera strategica che rappresenta un investimento sul futuro della nostra città. Nel 2026 non è più pensabile continuare a scaricare a mare reflui non depurati: la tutela dell'ambiente deve essere una priorità assoluta e questo intervento va esattamente in questa direzione".
I completamento della depurazione consente ad Albenga di raggiungere un obiettivo fondamentale anche sotto il profilo normativo: "Questa opera contribuisce al superamento della procedura d'infrazione comunitaria che per anni ha interessato il nostro territorio - ci tiene a sottolineare Tomatis -, ma soprattutto restituiamo ad Albenga un mare più pulito, a beneficio dei cittadini, dei turisti, dell'ecosistema e del nostro comparto turistico".
Ed è proprio sull'aspetto turistico e le ricadute dell'opera che si concentra il sindaco Riccardo Tomatis: "Il mare rappresenta una delle risorse più preziose della nostra città e migliorarne la qualità significa rafforzare l'attrattività di Albenga e creare le condizioni per ambire a importanti riconoscimenti ambientali, come la Bandiera Blu. Questo risultato è il frutto di un lavoro lungo, complesso e condiviso, reso possibile dalla collaborazione tra istituzioni, tecnici e tutti i soggetti coinvolti. Oggi possiamo dire di aver mantenuto un impegno preso con la città e di aver consegnato alle future generazioni un'infrastruttura moderna, efficiente e rispettosa dell'ambiente".


















