Ha perso il telefono cellulare e, nel tentativo di riavere il proprio numero, si è trovato a fare i conti con una lunga trafila burocratica che, si è conclusa dopo oltre un mese. È la disavventura capitata a M.C. 84 anni, residente a Savona.
Tutto è iniziato lunedì 25 maggio, quando l'anziano, dopo essersi accorto di aver smarrito il cellulare, ha presentato denuncia ai Carabinieri di Savona. Successivamente si è recato all'ufficio postale di corso Tardy e Benech, dove gestisce il proprio conto e i servizi collegati, per richiedere una nuova Sim mantenendo il vecchio numero.
Il primo problema è emerso quasi subito. Nel frattempo M.C. aveva rinnovato la carta d'identità e il sistema informatico non riusciva a riconoscere il nuovo documento. Grazie all'intervento di un operatore, che ha effettuato alcune verifiche telefoniche, la situazione sembrava essersi risolta. All'anziano è stato però chiesto di attendere fino al venerdì successivo per completare la pratica.
Un'attesa che ha creato non poca preoccupazione tra familiari e conoscenti. Il cellulare smarrito, infatti, continuava a squillare, mentre M.C. non era più raggiungibile e non poteva rispondere alle chiamate.
Dopo una lunga attesa, gli è stato comunicato che la pratica era bloccata a causa della presenza di sei bollette risalenti al 2024 risultate ancora insolute. Per risolvere la questione avrebbe dovuto rivolgersi al servizio clienti dell'operatore telefonico.
Ricostruendo la vicenda, è emerso che già nel 2023 era stata inviata una Pec per disdire il contratto relativo alla linea telefonica fissa e a Internet. Nonostante ciò sarebbero state emesse ulteriori fatture, una situazione che, secondo quanto riferito, sembrava già essere stata chiarita attraverso successive comunicazioni.
Pur di accelerare i tempi e riottenere il proprio numero di telefono, l'84enne ha deciso di pagare le bollette contestate, pur ritenendole non dovute. La cosa si è risolta dopo un mese e ma alla fine M.C. ha deciso di cambiare gestore.





