Attualità - 12 luglio 2026, 07:02

Pietra Ligure, la statua di San Nicolò in frantumi. Carrara: "Dopo cinquecento anni non è un bel segno"

Il capogruppo di minoranza interviene sulla caduta del simulacro, chiede una riflessione sulla tutela delle opere processionali e ipotizza l'utilizzo di copie durante le processioni: "È il momento di cercare di rimediare e 'riparare'. In tutti i sensi"

Pietra Ligure, la statua di San Nicolò in frantumi. Carrara: "Dopo cinquecento anni non è un bel segno"

La caduta della statua processionale di San Nicolò, avvenuta l'8 luglio al termine della tradizionale processione dedicata al patrono di Pietra Ligure, continua a suscitare riflessioni e interrogativi. Sull'accaduto è intervenuto il consigliere comunale della lista Indipendente per Pietra, Mario Carrara, con una lunga nota nella quale ripercorre il valore storico e religioso dell'episodio e solleva alcune questioni legate alla conservazione del patrimonio artistico cittadino.

Secondo la ricostruzione riportata da Carrara, l'incidente si sarebbe verificato in piazza San Nicolò durante le operazioni di rientro della statua in Basilica, quando il simulacro si sarebbe sbilanciato precipitando al suolo e andando in frantumi: "I portatori ne hanno raccolto i pezzi, tra i quali la testa del Santo - ricorda il consigliere - portandoli tutti in Basilica".

Carrara sottolinea poi il profondo legame della comunità pietrese con il proprio patrono, ricordando come a San Nicolò siano dedicate due festività annuali e come la statua danneggiata, comunemente nota come "San Nicolò d'Estate", sia attribuibile alla scuola di Giovanni Battista Maragliano e rappresenti uno dei simboli religiosi e artistici più importanti della città. Nella nota ripercorre inoltre i principali episodi che la tradizione cittadina attribuisce all'intercessione del santo, dal miracolo della liberazione dalla peste del 1525 alla difesa della città durante l'assedio del 1625, fino ai bombardamenti del 1944, quando, ricorda, la Basilica e il Castello rimasero indenni.

Nella sua riflessione il consigliere osserva che "la statua del Patrono protettore della città che, dopo cinquecento anni, cade e si rompe gravemente non è un bel segno" e aggiunge che "la comunità pietrese è scossa, angosciata, attonita". Carrara riferisce inoltre che molti cittadini si sarebbero interrogati sul significato simbolico dell'accaduto, chiedendosi "forse che si sia chiuso un ciclo?", pur riconoscendo che si tratta di una riflessione legata alla sensibilità e alla tradizione religiosa della comunità.

Accanto all'aspetto simbolico, Carrara affronta anche quello tecnico. Secondo quanto riferisce, la possibile causa del cedimento sarebbe da ricercare nell'usura dei sistemi di ancoraggio della statua al basamento: "Sembra proprio che sia stata l'usura di questi stessi antichi perni - osserva - che per la loro vetustà o consumazione più non riuscivano a tenere stabile la statua medesima, la causa del distacco della stessa dalla sua sede ed il suo precipitare al suolo". Il consigliere aggiunge inoltre che alcuni testimoni gli avrebbero riferito di aver notato uno scossone della statua già durante la processione, in occasione di un cambio dei portatori.

Da qui la richiesta di una riflessione più ampia sulla tutela delle opere processionali. Carrara si domanda se abbia ancora senso trasportare nelle processioni statue di tale valore storico e artistico oppure se non sia preferibile utilizzare riproduzioni in materiali più leggeri, lasciando gli originali custoditi nelle chiese, come avviene per altre opere d'arte di grande pregio. A suo giudizio, l'episodio pone anche il tema della progressiva difficoltà nel reperire un numero sufficiente di portatori per sostenere manufatti che possono raggiungere diversi quintali di peso.

Nella parte finale della nota, il consigliere richiama anche ulteriori recenti episodi: "Come non considerare anche che le due riproduzioni fotografiche dei dipinti della scena della peste del 1525 e della battaglia di Loano del 1625, eventi dei miracoli di San Nicolò, collocati l'anno scorso, 2025, nell'archivolto della Basilica, continuino a cadere al suolo ed a rompersi? Se non ci sbagliamo questa è ben la terza volta, nell'arco di un anno, che vengono di nuovo riprodotti e ricollocati. Certo che tre volte in un anno è una cosa che dà da pensare perché non sono dipinti 'qualsiasi', ma sono proprio direttamente collegabili col Santo Patrono. Cadono per terra solo per l’incapacità di chi li ha sistemati o per l'inadeguatezza dei sistemi di fissaggio alla parete?".

Nella nota viene inoltre ricordato come, nonostante la gravità dell'incidente, nessuna persona sia rimasta ferita: "Ancora un 'miracolo' certo, l'ultimo in ordine di tempo, compiuto da San Nicolò, potrebbe essere proprio che, cadendo e sfracellandosi al suolo, la sua mole non abbia colpito nessuno", conclude Carrara, auspicando che ora sia il momento di "cercare di rimediare e 'riparare'. In tutti i sensi".

In chiusura, il consigliere aggiunge una nota informativa ricordando che i fuochi d'artificio conclusivi della festa dell'8 luglio sono costati 16.470 euro, cifra analoga a quella prevista per i fuochi della festa dell'Assunta.

Redazione

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