Cronaca - 12 luglio 2026, 16:25

Paga per l'assicurazione dell'auto, ma la polizza è falsa: condannato il truffatore

Scoperto il raggiro dopo un controllo delle forze dell'ordine. L'imputato dovrà pagare anche un risarcimento

Paga per l'assicurazione dell'auto, ma la polizza è falsa: condannato il truffatore

Con artifizi e raggiri avrebbe indotto in errore un automobilista, convincendolo di aver sottoscritto una regolare polizza assicurativa e ottenendo così un ingiusto profitto pari al costo dell'assicurazione.

Per questi fatti un 39enne è stato condannato dal Tribunale di Savona a un anno e un mese di reclusione, 330 euro di multa, al pagamento delle spese processuali e al versamento di una provvisionale di 6.000 euro in favore della parte civile. Il giudice non ha concesso né le attenuanti generiche né la sospensione condizionale della pena per via dei suoi precedenti.

La vicenda risale al dicembre 2020 ad Albisola Superiore. La persona offesa, difesa dall'avvocato Alfonso Ferrara, alla ricerca di un preventivo per l'assicurazione di responsabilità civile della propria auto, aveva compilato una richiesta su un sito specializzato, inserendo i propri dati personali e il numero di cellulare.

Poco dopo era stata contattata telefonicamente da un sedicente assicuratore, che le aveva proposto una polizza e le aveva chiesto di inviare tramite WhatsApp la copia del libretto di circolazione e dei documenti di identità. Successivamente le era stato indicato di versare 236 euro, corrispondenti al costo della polizza, mediante una ricarica su una carta Postepay.

Il giorno seguente l'automobilista aveva ricevuto via email, in formato PDF, quella che riteneva essere la regolare polizza assicurativa. Tuttavia, qualche tempo dopo, durante un controllo delle forze dell'ordine, era emerso che il documento era falso. Gli agenti avevano quindi proceduto al sequestro del veicolo e al ritiro della patente.

Le indagini, condotte da un luogotenente dei Carabinieri in servizio presso il Comando di Civitavecchia, avevano consentito di accertare che la carta Postepay sulla quale era stato effettuato il pagamento era nella disponibilità dell'imputato, elemento che ha contribuito alla sua identificazione e alla successiva condanna.

Luciano Parodi

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