Di fronte alla cronica carenza di posti letto nelle strutture di cura e all’aumento dei costi delle rette, emerge una proposta provocatoria ma concreta: trasformare i borghi d’Italia in via di spopolamento – compresi quelli noti per le iniziative delle "case a 1 euro" – in veri e propri "Borghi della Longevità". Un modello di Silver Co-housing diffuso in grado di offrire agli anziani una reale alternativa alle RSA e, al contempo, ridare vita alle aree interne del Paese.
L’idea, proposta da Matteo Canciani, Segretario Patto per il Nord – Sezione Pietrese/Finalese, nasce dall’analisi di due paradossi italiani: da un lato l'invecchiamento della popolazione e le liste d'attesa infinite per l'accesso alle case di riposo; dall'altro, migliaia di splendide borgate destinate all'abbandono.
Il progetto? Non ospizi, ma comunità vive!
"La mia proposta non mira a creare 'ghetti' per la terza età, bensì un modello integrato di economia circolare e sociale. Il piano si articola su tre pilastri fondamentali - spiega Canciani - Rigenerazione accessibile: utilizzare i patrimoni immobiliari a basso costo per creare nuclei abitativi indipendenti ma privi di barriere architettoniche, preservando l'autonomia degli anziani. Presidi sanitari di prossimità e Telemedicina; sfruttare i fondi per la digitalizzazione per dotare i borghi di centri di assistenza medica integrata, infermieri di comunità e monitoraggio medico a distanza, garantendo massima sicurezza senza gravare sugli ospedali centrali. Scambio intergenerazionale: attirare nei borghi giovani professionisti, smart worker e artigiani attraverso agevolazioni, creando una comunità viva dove il supporto reciproco sostituisca l'isolamento".
"Non possiamo continuare a vedere la terza età solo come un’emergenza o un costo sanitario. Abitare un borgo non significa solo trovare una casa a basso costo, ma ritrovare una dimensione comunitaria che nelle grandi città è andata perduta. Investire sui servizi e sulla telemedicina in queste aree significa salvare la nostra storia e garantire una vecchiaia dignitosa, attiva e sicura".
La proposta si rivolge direttamente alle istituzioni nazionali, chiedendo l'istituzione di un tavolo tecnico per valutare progetti pilota che uniscano i ministeri del Welfare, della Salute e della Cultura. I "Borghi della Longevità" rappresentano la vera sfida urbanistica e sociale dei prossimi anni: trasformare una crisi demografica in un’opportunità di rinascita territoriale.





