Attualità - 15 luglio 2026, 15:31

Area di crisi complessa Savonese, ok alla risoluzione in Senato. I sindacati: "Passo avanti fondamentale, ora servono interventi e strumenti adeguati"

Cgil, Cisl e Uil accolgono con soddisfazione l'approvazione del documento ma ricordano: "In questo periodo storico, dopo 15 anni di crisi, necessario agire d'anticipo per scongiurare nuovi problemi"

Area di crisi complessa Savonese, ok alla risoluzione in Senato. I sindacati: "Passo avanti fondamentale, ora servono interventi e strumenti adeguati"

Soddisfazione da parte del sindacato confederale savonese dopo l'approvazione, avvenuta all'unanimità in Senato nella giornata di ieri (14 luglio, ndr) della risoluzione della IX Commissione del Senato sull'area di crisi complessa, che include ben 21 comuni della provincia. Un documento con un piano di rilancio industriale del territorio definito da Cgil, Cisl e Uil "un altro passo in avanti fatto su un tema fondamentale per il savonese".

La risoluzione impegna infatti il Governo, nell'ambito delle risorse disponibili, ad accelerare l'attuazione del PRRI dell'area, puntando sulla semplificazione amministrativa e su tempi certi per l'erogazione dei contributi. Tra gli obiettivi anche quello di utilizzare eventuali economie per strumenti e azioni capaci di adottare un approccio "anticipatorio" alle crisi, così da non disperdere opportunità di nuovi investimenti e rispondere rapidamente alle esigenze delle imprese di fronte alla transizione energetica e digitale.

Un'impostazione che si lega direttamente alle preoccupazioni espresse dai sindacati per la situazione economica e industriale della provincia. Il passaggio all'aula di Palazzo Madama viene infatti contestualizzato, nella nota unitaria, in un momento che comunque "resta delicatissimo" per un territorio da anni in sofferenza a causa di "una crisi dovuta a una pesante deindustrializzazione, a una forte terziarizzazione del proprio tessuto economico e che vede per l’ennesima volta a rischio la propria tenuta".

"Questo - ricordano i segretari Simone Turcotto, Simone Pesce e Roberto Fallara - a causa delle conseguenze della fase storica che stiamo attraversando ormai da 15 anni e che ora si aggrava ulteriormente a causa dei conflitti e dei cambiamenti industriali che stanno interessando l’intero pianeta".

Proprio sul fronte industriale, la risoluzione chiede di potenziare gli strumenti agevolativi di politica energetica per accompagnare la conversione delle filiere energivore, valutando anche una revisione delle soglie minime di investimento richieste alle piccole e medie imprese per accedere alle agevolazioni. Previsto inoltre il sostegno a interventi di ambientalizzazione, riqualificazione e riconversione di aree e impianti industriali, oltre alla promozione di investimenti nella trasformazione ecologica e tecnologica dei settori ad alto impatto, tra cui chimica, energia e meccanica.

Per il sindacato, tuttavia, è necessario intervenire prima che le difficoltà si trasformino in nuove crisi industriali, con particolare attenzione a due comparti strategici per il territorio. "In questa fase, con questo provvedimento, si dovrà lavorare d'anticipo per scongiurare il rischio di eventuali problematiche legate alle situazioni che si stanno determinando nelle filiere del vetro e dell'automotive a causa di scelte politiche ed energetiche discutibili - continuano - Si tratta di comparti che, insieme ad altri attualmente meno impattati dagli effetti delle crisi in atto, rappresentano parti fondamentali del tessuto economico del nostro territorio per valore aggiunto prodotto e che non possiamo rischiare di perdere".

La risoluzione dedica inoltre uno specifico passaggio alla tutela dei livelli occupazionali e delle competenze, prevedendo strumenti di finanziamento per la formazione continua e specializzata, anche in relazione alle tecnologie di ultima generazione, oltre al sostegno di iniziative per favorire l'occupazione giovanile e l'alta formazione tecnica sul territorio.

Sul piano delle infrastrutture, il documento impegna inoltre il Governo a valutare il sostegno alla realizzazione di opere, anche ferroviarie, necessarie alla logistica e alla movimentazione delle merci, con l'obiettivo di migliorare anche la qualità ambientale. Tra le richieste figura infine l'accelerazione dell'ampliamento della Zona logistica semplificata e l'avvio di un confronto con la Commissione europea per la revisione della Carta degli aiuti a finalità regionale, valutando anche una semplificazione delle procedure autorizzative.

Per le tre organizzazioni, però non si tratta di un punto d'arrivo: "Questo risultato importante, che andrà poi concretizzato con interventi e strumenti adeguati, è ancora una volta anche frutto del contributo determinante del sindacato confederale, che si spende ormai da un decennio su questo tema - sottolineano in chiusura - Occorre infine riconoscere l'importanza della collaborazione tra la politica e le parti sociali finalizzata al raggiungimento di questo importante traguardo che rappresenta però solo l'inizio di un'altra fase di lavoro e non ancora l'obiettivo finale".

Redazione

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