Attualità - 16 luglio 2026, 08:43

Cairo, schiuma anomala nel Bormida e aumento improvviso della portata: Rete Liguria presenta un esposto e chiede controlli permanenti

La segnalazione inviata ad Arpal, Procura e istituzioni dopo l’episodio del 13 luglio. L’associazione chiede chiarimenti sulla gestione della centrale di Valcummi e controlli continui sulla qualità delle acque

Cairo, schiuma anomala nel Bormida e aumento improvviso della portata: Rete Liguria presenta un esposto e chiede controlli permanenti

Rete Liguria ha presentato un esposto formale ad ARPAL Liguria, alla Procura della Repubblica di Savona, ai Carabinieri Forestali, al Comune di Cairo Montenotte, all'ASL 2 Savonese, all'Autorità di Bacino dell'Appennino Settentrionale e alla Regione Liguria, in merito a un episodio verificatosi lo scorso 13 luglio sul Torrente Bormida.

"La segnalazione è arrivata da cittadini attivi nel monitoraggio civico del territorio, che hanno osservato il fenomeno in tempo reale e ne hanno dato notizia pubblica. Secondo una prima ricostruzione informale, il fenomeno sarebbe legato all'apertura della centrale idroelettrica di Valcummi, in territorio di Cairo Montenotte, per operazioni di pulizia delle vasche. Una spiegazione che, allo stato, non risulta confermata da alcun soggetto istituzionale né dal gestore dell'impianto", spiega l'associazione. 

"Un innalzamento improvviso della portata del fiume, non riconducibile a eventi meteorologici e accompagnato da una schiuma di aspetto anomalo, non può essere considerato un dettaglio da liquidare sulla base di una spiegazione informale circolata tra i cittadini. La Rete chiede che venga accertato con certezza chi gestisce l'impianto, con quali autorizzazioni abbia operato in quella giornata e, soprattutto, perché la cittadinanza non sia stata informata preventivamente di una manovra in grado di alterare visibilmente lo stato del fiume. Per l'associazione, la trasparenza sulla gestione degli invasi e delle manovre idrauliche non è un aspetto negoziabile, ma una condizione minima di rispetto del territorio e di chi lo abita". 

Nell'esposto viene richiamato anche un precedente che resta irrisolto: "Circa tre settimane prima si era già verificato, in zona Ferrania, un episodio di moria ittica nel medesimo corso d'acqua, la cui causa non è mai stata resa nota". Rete Liguria precisa di "non affermare l'esistenza di un nesso causale tra i due episodi, ma di chiederne l'accertamento: un corso d'acqua che nell'arco di un mese registra sia una moria di pesci rimasta senza spiegazione, sia un'anomalia idrologica altrettanto priva di chiarimenti, richiede, secondo l'associazione, ben più di una semplice presa d'atto. Richiede un monitoraggio strutturato, continuo e reso pubblico". 

Rete Liguria - Bene Comune chiede formalmente: un sopralluogo e un campionamento delle acque da parte di ARPA Liguria; l'identificazione certa del gestore dell'impianto e chiarimenti scritti sulle autorizzazioni della manovra; l'apertura di una verifica da parte della Procura della Repubblica; l'istituzione, da parte degli enti competenti, di un programma di monitoraggio periodico della qualità e della portata del Bormida; un protocollo di comunicazione preventiva alla cittadinanza per ogni manovra idraulica programmata in grado di alterare sensibilmente l'aspetto o la portata del corso d'acqua.

Per il collettivo, "il territorio della Valbormida non può continuare a scoprire ciò che lo riguarda solo grazie all'osservazione occasionale di chi vive vicino al fiume: è necessario che gli enti pubblici si dotino di strumenti di controllo permanenti, invece di intervenire soltanto in risposta alle segnalazioni dei cittadini", conclude Rete Liguria. 

Redazione

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