Quando l’economia riprende a correre, non lo fa in modo uniforme: alcuni comparti accelerano, altri cambiano organizzazione e competenze mentre tornano a crescere. Per chi è adulto, lavora già o ha messo in pausa gli studi per anni, questo passaggio può diventare un’occasione concreta: molte aziende cercano personale, ma dichiarano difficoltà nel reperire i profili adatti. Il nodo non è “mancano i posti”, quanto “mancano le competenze giuste” o i requisiti minimi per entrare in selezione. Proprio qui si apre lo spazio per chi vuole completare un percorso scolastico interrotto, aggiornare abilità pratiche e rendere il proprio profilo più credibile agli occhi dei datori di lavoro. Capire quali settori stanno trainando e quali ruoli sono più richiesti aiuta a scegliere in modo mirato, senza inseguire mode destinate a sgonfiarsi.
Quali settori stanno spingendo la domanda di lavoro
La risposta è semplice: quelli in cui stanno aumentando investimenti e trasformazioni operative. La digitalizzazione continua a creare bisogno di competenze ICT, e a livello europeo molte imprese che cercano specialisti del settore segnalano posizioni difficili da coprire. Accanto al digitale, la manifattura e la manutenzione restano centrali: l’automazione non elimina il lavoro tecnico, lo rende più complesso e richiede persone capaci di lavorare per procedure, gestire controlli e intervenire in sicurezza. Infine c’è la filiera della cura: l’OCSE, nel profilo Italia di Health at a Glance 2025, indica che il numero di infermieri praticanti per 1.000 abitanti in Italia è inferiore alla media OCSE, un dato che aiuta a spiegare perché l’area sanitaria e socio-assistenziale continui ad avere fabbisogni strutturali.
Se le aziende assumono, perché faticano a trovare candidati
Perché c’è un disallineamento persistente tra domanda e offerta. Il Bollettino del Sistema Informativo Excelsior (Unioncamere) di settembre 2025 riporta che le imprese dichiarano difficoltà di reperimento per il 45,6% delle assunzioni programmate, con cause frequenti come “mancanza di candidati” e “preparazione inadeguata”.
Questo non significa che “non ci siano persone”, ma che molte candidature non superano la prima soglia: titolo di studio richiesto, competenze di base, anche digitali, disponibilità a turni o a mansioni tecniche, esperienza minima. Un report Unioncamere sul mismatch evidenzia inoltre che le difficoltà possono superare il 60% per alcuni gruppi professionali, segnalando che il problema non è episodico.
Per un adulto, la lettura è chiara: se il blocco sta nei requisiti, intervenire sui requisiti è spesso l’azione con il miglior rapporto tra impegno e risultato.
Tornare a studiare da adulti: quali scelte aumentano davvero le opportunità
La scelta che sposta di più l’ago della bilancia è rendere il proprio profilo “leggibile” per i selezionatori: requisiti minimi chiari, competenze dimostrabili e un percorso coerente. In molte candidature, il primo filtro non riguarda la motivazione, ma la presenza di un titolo di studio adeguato o di una qualifica richiesta: senza quello, spesso non si arriva nemmeno al colloquio.
Per orientarsi tra opzioni, tempi e modalità possibili, può essere utile consultare risorse pratiche come Formazionepiù, che propone una panoramica su come recuperare il diploma con soluzioni pensate per chi lavora e deve incastrare studio e impegni familiari. L’aspetto importante per capire come prendere il diploma, comunque, è evitare di accumulare corsi scollegati: meglio partire da un obiettivo professionale realistico e costruire i passaggi in ordine, prima i requisiti che aprono le porte, poi le competenze che ti fanno scegliere.
Quali profili stanno crescendo: esempi concreti e attività quotidiane
Quando si parla di “nuove figure”, a volte si immaginano ruoli completamente inediti. Più spesso, invece, cambiano le mansioni dentro ruoli già noti: oggi serve più autonomia, più organizzazione e più confidenza con strumenti e procedure. Un segnale arriva anche dalle analisi internazionali sulle competenze: nel Future of Jobs Report 2025 il World Economic Forum indica tra le abilità in crescita AI e big data, reti e cybersecurity e alfabetizzazione tecnologica.
In pratica, questo si traduce in richieste come queste (qui c’è l’unico elenco puntato dell’articolo):
• Tecnici di manutenzione e assistenza impianti: interventi programmati, diagnosi guasti, lettura di schede tecniche, sicurezza e continuità operativa.
• Addetti alla logistica e al magazzino “evoluto”: tracciabilità, gestione flussi, uso di gestionali, coordinamento con produzione e trasporti.
• Figure amministrative aggiornate: pratiche, documenti, fatturazione, supporto ai processi con strumenti digitali e precisione operativa.
• Profili di supporto ai processi digitali: qualità dei dati, procedure interne, consapevolezza della sicurezza informatica, formazione di base ai colleghi.
La buona notizia è che molti di questi ruoli non richiedono “genialità tecnica”, ma metodo, affidabilità e un set di competenze costruibile con un percorso ben scelto.
Le domande che arrivano più spesso: “ha senso alla mia età?” e “basta il titolo?”
“Ha senso alla mia età?” Nella maggior parte dei casi sì, soprattutto se si punta su ruoli dove contano responsabilità e affidabilità. L’età adulta porta capacità che molte aziende apprezzano: gestione del tempo, costanza, attenzione agli impegni. Il salto avviene quando quelle qualità vengono accompagnate da competenze aggiornate e da un percorso chiaro, spiegabile in colloquio.
“Basta il titolo?” Di solito il titolo è la base, non l’arrivo. Serve per entrare in selezione e per non restare bloccati su requisiti minimi; poi contano abilità pratiche, strumenti, capacità di lavorare per obiettivi. I dati ISTAT aiutano a inquadrare il contesto: nel comunicato su dicembre 2025, l’Istituto rileva che gli occupati erano 24,142 milioni e che, rispetto a dicembre 2024, c’è un aumento dello 0,3% (+62mila), con crescita che riguarda donne e persone con almeno 50 anni. Non è una promessa individuale, ma indica che rientrare nel mercato anche da adulti è una traiettoria reale, se si lavora sui tasselli giusti.
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