Sanità - 22 luglio 2026, 11:02

Reintegro dei medici no vax, l’Ordine di Savona dice no: "La politica non interferisca"

Il Consiglio provinciale prende posizione contro l’emendamento che apre alla reiscrizione negli Albi dei sanitari radiati per fatti non dolosi legati alla pandemia: "La scienza deve restare il riferimento della professione"

Reintegro dei medici no vax, l’Ordine di Savona dice no: "La politica non interferisca"

L’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Savona, durante la seduta del Consiglio del 21 luglio, ha espresso la propria profonda preoccupazione e la più ferma opposizione in merito alla recente approvazione di un emendamento che prevede la possibilità di reiscrizione all’Albo per i professionisti sanitari radiati per fatti non dolosi connessi alla gestione della pandemia da Covid-19.

"La proposta di emendamento, avanzata da Fratelli d’Italia e approvata, introduce un nuovo articolo 42-bis al DPR n. 221 del 1950, aprendo la strada al reintegro di medici e altri sanitari che erano stati allontanati dagli Albi professionali per posizioni o comportamenti ritenuti non conformi alle evidenze scientifiche durante l’emergenza pandemica - si legge nella nota - Questa iniziativa ha generato un’ondata di forti reazioni e polemiche a livello nazionale. La Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO), per voce del presidente Filippo Anelli, ha espresso una netta contrarietà, dichiarando che 'non può chiamarsi medico chi adotta e diffonde terapie antiscientifiche, che possono causare danni alla salute'".

La FNOMCeO ha inoltre lanciato un appello al Parlamento affinché riveda la norma, ribadendo che "la scienza deve rimanere il punto di riferimento imprescindibile per la tutela della salute dei cittadini. Anche esponenti dell’opposizione politica hanno definito l’emendamento una 'vergogna', mentre autorevoli voci della comunità scientifica, come il professor Matteo Bassetti, hanno parlato di 'uno sputo in faccia ai morti'. La stessa Presidenza della Repubblica (Quirinale) ha richiesto informazioni sulla norma, evidenziando l’importanza e la delicatezza della questione". 

L’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Savona ritiene tale proposta inaccettabile e ne chiede il ritiro immediato, basando la propria posizione sui seguenti punti critici: "L’emendamento rappresenta una grave ingerenza del potere politico e parlamentare sull’autonomia e sulle prerogative degli Ordini professionali. Questi ultimi sono enti di diritto pubblico non economici, preposti alla tutela della salute pubblica e alla vigilanza sull’etica e sulla deontologia professionale. Decisioni che riguardano la permanenza o la riammissione all’Albo dovrebbero rimanere di esclusiva competenza degli organismi professionali, nel rispetto delle normative vigenti e dei principi di autonomia e indipendenza". 

"Il provvedimento sembra voler 'perdonare' e, in qualche modo, avallare le posizioni dei medici che hanno negato l’evidenza scientifica, propagandando terapie non validate o mettendo in discussione l’efficacia e la sicurezza dei vaccini. Questo rischia di legittimare una «medicina non scientifica, quasi medioevale», minando la fiducia della cittadinanza nella scienza medica e nelle istituzioni sanitarie". 

"L’emendamento crea una palese disequità nei confronti di tutti quei colleghi che sono stati radiati per altre motivazioni, anche gravi, e che, a differenza di questi, resteranno esclusi dalla professione. Tale disparità di trattamento è inaccettabile e lede il principio di uguaglianza e di equità all’interno della categoria professionale". 

"La riammissione di professionisti che hanno sostenuto tesi antiscientifiche rafforza indirettamente le organizzazioni che propagandano l’inutilità o la pericolosità dei vaccini e che spingono verso 'medicine alternative' prive di riscontri scientifici validi. Questo rappresenta un pericoloso ritorno a pratiche che si rifanno a «studi» alternativi senza alcuna prova di valore scientifico, aprendo la strada a una «medicina del Medioevo e dei santoni», con gravi rischi per la salute pubblica". 

Per le motivazioni sopra esposte, l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Savona ribadisce la propria "ferma opposizione a tale emendamento e auspica un ripensamento da parte del legislatore, affinché la scienza e la tutela della salute pubblica rimangano i pilastri inamovibili della professione medica". 

Redazione

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