Attualità - 24 luglio 2026, 10:52

"Chi chiami quando la polizia uccide?", polemiche sulla locandina per un corteo ad Albenga dopo i fatti di Bologna

Berrino (FdI): "Questo affronto nei confronti di chi, a costo della propria incolumità, garantisce la sicurezza dei cittadini è qualcosa di riprovevole"

"Chi chiami quando la polizia uccide?". Questa la frase impressa in una locandina che sta facendo discutere nelle ultime ore.

Il manifesto fa riferimento ai fatti del G8 del 2001 e la morte di Carlo Giuliani e il decesso nei giorni scorsi di Abderrahim Fakir a Bologna.

Con un corteo organizzato per la prossima domenica 26 luglio alle 11.00 in Piazza del Popolo ad Albenga.

Nell'immagine si vede da una parte il corpo senza vita del manifestate 23enne ucciso 25 anni fa in Piazza Alimonda da un colpo di pistola sparato dal carabiniere Mario Placanica; dall'altra il 42enne marocchino morto dopo un fermo da parte della polizia nel quartiere bolognese del Pilastro. Con le indagini sull'accaduto che sono attualmente in corso per fare luce sulla vicenda.

Immediate sulla locandina e la manifestazione sono scattate le reazioni del mondo politico e delle associazioni.

“Trovo vergognosamente irresponsabile il post pubblicato da Ester Bozzano, presidente della sezione Anpi di Leca e dipendente del Comune di Albenga, che ritrae due immagini tragiche, una relativa ai fatti del G8 di Genova del 2001 e l’altra sulla recente morte del 42enne di origine marocchina a Bologna. I due scatti sono sormontati dalla scritta ‘chi chiami quando la Polizia uccide?’ ha detto il senatore di Fratelli d'Italia Gianni Berrino - Questo affronto nei confronti di chi, a costo della propria incolumità, garantisce la sicurezza dei cittadini è qualcosa di riprovevole. E spaventa che il post pubblicizzi un corteo previsto domenica mattina ad Albenga: se le premesse sono tali, purtroppo dovremmo attenderci un’altra giornata di violenza delle minoranze di estrema sinistra che le persone perbene non meritano. Credo sia doveroso che sindaco e giunta di Albenga prendano le distanze da questo post e dall’iniziativa di domenica prossima”.

"Il post pubblicato da Ester Bozzano, presidente della sezione ANPI di Leca e dipendente del Comune di Albenga, è grave, offensivo e profondamente irresponsabile. La frase 'Chi chiami quando la Polizia uccide?', accompagnata da immagini dal forte impatto emotivo, rappresenta un attacco generalizzato e inaccettabile alle donne e agli uomini delle forze dell’ordine, che ogni giorno operano con professionalità e spirito di servizio per garantire la sicurezza dei cittadini - affermano dal gruppo consiliare regionale di Fratelli d’Italia, esprimendo pieno sostegno alla posizione del senatore Berrino - Il diritto di manifestare e di esprimere le proprie opinioni è sacrosanto, ma non può mai trasformarsi nella delegittimazione indiscriminata della Polizia di Stato - Ogni giorno migliaia di agenti affrontano situazioni complesse e rischiano la propria vita per difendere la sicurezza dei cittadini. Rappresentarli come assassini significa oltrepassare il limite del confronto democratico e alimentare una narrazione pericolosa nei confronti di chi indossa una divisa".

"Da chi ricopre un ruolo pubblico o opera all’interno di un’amministrazione ci si attende sempre senso di responsabilità, equilibrio e rispetto delle istituzioni – conclude il capogruppo rregionale di Fdi Rocco Invernizzi – Per questo il sindaco e la Giunta di Albenga hanno il dovere di prendere le distanze con chiarezza da un messaggio che delegittima indiscriminatamente le forze dell’ordine e rischia di alimentare un clima di ostilità nei confronti di chi ogni giorno serve lo Stato con professionalità e sacrificio".

"La Lega Salvini Premier esprime la più ferma condanna nei confronti del manifesto diffuso sui social dalla presidente dell’ANPI di Leca, contenente lo slogan 'Chi chiami quando la polizia uccide?', una comunicazione che riteniamo gravemente offensiva nei confronti delle donne e degli uomini delle Forze dell’Ordine, che ogni giorno operano con professionalità, sacrificio e senso dello Stato per garantire la sicurezza dei cittadini.  Generalizzare e insinuare che chi indossa una divisa sia responsabile di comportamenti criminali significa delegittimare un’intera categoria di servitori dello Stato, alimentando un clima di ostilità e sfiducia che non giova a nessuno - il commento del Carroccio savonese - In uno Stato di diritto ogni eventuale responsabilità individuale deve essere accertata dalla magistratura, nel pieno rispetto delle indagini e delle garanzie previste dall’ordinamento. Trasformare vicende oggetto di accertamento in slogan politici significa esasperare il confronto pubblico e colpire indiscriminatamente migliaia di operatori che ogni giorno rischiano la propria incolumità al servizio della collettività. La Lega Salvini Premier ribadisce la propria totale vicinanza e gratitudine a Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria, Polizie Locali e a tutte le Forze dell’Ordine, che rappresentano un presidio imprescindibile di legalità, libertà e sicurezza. Auspichiamo che anche tutte le associazioni e le istituzioni prendano le distanze da messaggi che rischiano di alimentare contrapposizioni e delegittimare chi è chiamato quotidianamente a tutelare i cittadini. La sicurezza non si difende con slogan ideologici, ma con il rispetto delle istituzioni, della legge e di chi, in uniforme, serve con onore la Repubblica".

“Inaccettabile, disgustoso e vergognoso il post-shock pubblicato su Facebook da Ester Bozzano, presidente dell’Anpi di Leca e dipendente del Comune di Albenga, con cui viene promossa una manifestazione in piazza ad Albenga attraverso una locandina che accosta i fatti del G8 di Genova del 2001 al recente episodio avvenuto nel quartiere Pilastro di Bologna. Si tratta di un accostamento del tutto improprio che getta discredito sulle Forze dell’Ordine e su chi ogni giorno indossa una divisa per garantire sicurezza ai cittadini. Utilizzare due vicende così diverse per alimentare una narrazione di condanna generalizzata nei confronti degli operatori delle Forze dell’Ordine è un gesto grave irresponsabile - dichiara il capogruppo regionale della Lega Sara Foscolo - Nel 2001 Genova fu teatro di violenze e devastazioni da parte di manifestanti violenti e, in quel contesto, uno di loro rimase ucciso mentre lanciava un estintore contro un giovane carabiniere rimasto intrappolato nel Defender dell’Arma. Richiamare oggi quei tragici fatti per sostenere una protesta contro gli uomini e le donne in divisa significa fomentare la cultura dell’odio e alimentare una pericolosa delegittimazione di chi opera quotidianamente al servizio dello Stato. Chiediamo all’Anpi ligure e nazionale di prendere le distanze da questa vergognosa iniziativa. La Lega continuerà a sostenere con convinzione le Forze dell’ordine e tutti gli uomini e le donne che ogni giorno lavorano per garantire legalità e sicurezza”.

Sulla vicenda è intervenuto anche il Nucleo delle Guardie Eco-Zoofile GADIT (Guardie Ambientali d’Italia), che ha espresso la propria ferma e incondizionata riprovazione di fronte ai contenuti della locandina promozionale del corteo: "Come operanti sul territorio e servitori delle istituzioni, non possiamo rimanere in silenzio davanti a un messaggio che delegittima indistintamente ed etichetta con violenza verbale le donne e gli uomini che ogni giorno indossano una divisa per garantire sicurezza, legalità e convivenza civile. Pur operando in un ambito specifico a tutela degli animali e dell’ambiente, rivestiamo la qualifica di Pubblici Ufficiali e Agenti di Polizia Giudiziaria. Avendo prestato giuramento di fedeltà alle leggi della Repubblica Italiana, ci sentiamo direttamente colpiti nell’onore e nello spirito di servizio da provocazioni di questo genere. Il giuramento non è una semplice formula burocratica, ma un patto d’onore con la comunità, un vincolo che accomuna le nostre guardie alla Polizia Locale e a tutte le Forze di Polizia e armate presenti sul territorio nazionale. Screditare indistintamente chi tutela la legalità significa minare le fondamenta stesse del patto democratico". 

"In una prospettiva storica e sociale, l’Italia ha pagato e continua a pagare un prezzo altissimo per la difesa delle istituzioni democratiche e dello Stato di diritto. Proprio in questi giorni, nel ricordo del sacrificio del giudice Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta — Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina — appare ancora più inaccettabile e anacronistico colpevolizzare istituzionalmente chi rischia la propria vita per la collettività - continuano - Gli uomini e le donne della Polizia Locale, dei Carabinieri, della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza e dei Corpi dello Stato rappresentano un presidio a tutela dei diritti di tutti, compresi quelli di chi oggi manifesta. La critica e il dibattito democratico sono sempre legittimi, ma la demonizzazione sistematica delle Forze dell’Ordine danneggia l’intera comunità e rischia di lacerare il tessuto sociale. Chi garantisce la sicurezza non uccide lo Stato: lo difende".

"Rinnoviamo la nostra totale vicinanza, stima e solidarietà ai comandi della Polizia Locale, agli operatori delle Forze dell’Ordine e a tutti i Pubblici Ufficiali impegnati quotidianamente sul territorio della provincia di Savona e sull’intero territorio nazionale, confermando la piena disponibilità a collaborare fianco a fianco per la tutela della legalità e delle istituzioni" concludono le Guardie Eco-Zoofile GADIT.