Politica - 24 luglio 2026, 19:24

Rifiuti e inceneritore, opposizione in Regione compatta: "Non c'entra con la Tari"

Avs e Pd criticano le politiche passate e chiedono piuttosto di valutare la realizzazione di impianti intermedi

Rifiuti e inceneritore, opposizione in Regione compatta: "Non c'entra con la Tari"

Continua a tenere banco, in Regione, il confronto sulla gestione del ciclo dei rifiuti, con ricadute dirette anche sul territorio savonese, dove la Val Bormida resta tra i siti candidati a ospitare il futuro impianto di chiusura del ciclo.

Sotto accusa il tema della correlazione tra la realizzazione di un termovalorizzatore e la riduzione della Tari dei cittadini - con la Città Metropolitana di Genova grande protagonista della discussione - palesato dalla maggioranza.

La prima a intervenire è stata Selena Candia, capogruppo regionale di Avs, secondo cui l'argomento non regge sul piano tecnico: "È insensato sostenere che un inceneritore consentirebbe di ridurre la Tari per i genovesi. In primo luogo perché servirebbero almeno sette anni per realizzarlo e farlo entrare in funzione. E poi perché sarebbero necessari trent'anni di voci aggiuntive nelle bollette per finire di pagarlo"

Per Candia la vera soluzione sarebbe un'altra: "L'unica strada per diminuire la Tari è la realizzazione di impianti di trattamento intermedio, come i TMB e i biodigestori, che possono essere costruiti in meno di un anno e mezzo e permetterebbero di risparmiare 3 milioni al mese, la cifra che AMIU spende adesso per portare i rifiuti ad Alessandria, essendo priva di un impianto di trattamento meccanico biologico".

Sulla stessa linea, ma con toni ancora più diretti, i consiglieri regionali del Pd Davide Natale e Simone D'Angelo: "Pensare di collegare gli aumenti della Tari a un termovalorizzatore che, anche se oggi si decidesse di costruirlo, non entrerebbe in funzione prima di diversi anni, è un capolavoro di confusione economica prima ancora che politica", si legge nella nota.

I due esponenti dem individuano nelle scelte politiche regionali e comunali, in particolare genovesi la vera causa del caro-bollette: "I cittadini pagano oggi bollette più care per ragioni ben note a Bogliolo: l'aumento dei costi di smaltimento, l'assenza di impianti intermedi e la totale mancanza di politiche efficaci per la riduzione dei rifiuti. In poche parole, una Regione che ha abdicato al proprio ruolo e un sindaco, Marco Bucci, che per sette anni non ha fatto ciò che avrebbe dovuto fare".

Natale e D'Angelo attaccano poi duramente la tempistica della proposta: "Tirare fuori oggi un impianto che, nella migliore delle ipotesi, vedrebbe la luce tra sette anni significa prendere in giro i genovesi anziché affrontare i problemi del presente". E lanciano un appello diretto al sindaco di Genova: "Se davvero Bucci vuole parlare di rifiuti non lo faccia per interposta persona. Ammetta che la pianificazione regionale è fallita, apra un tavolo con le Regioni limitrofe, metta in campo tutte le sinergie possibili e costruisca finalmente una pianificazione seria, capace di guardare al futuro e alle nuove sfide del settore, con l'obiettivo di alleggerire il peso economico che oggi grava su famiglie e imprese".

La conclusione dei due consiglieri dem non lascia spazio a fraintendimenti: "Basta bugie e improbabili teatrini. Noi siamo a disposizione per una discussione seria. Perché l'aumento delle tariffe ha un nome e un cognome: Marco Bucci".

Redazione

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