Oltre 42 milioni di euro per rafforzare le politiche regionali dedicate alla formazione, al lavoro, all’occupazione e ai giovani. La Giunta regionale ha approvato due distinti provvedimenti che mettono a disposizione 23,3 milioni di euro per le misure del Fondo sociale europeo previste nel secondo semestre del 2026 e quasi 19 milioni per la nuova programmazione del Sistema regionale di Istruzione e formazione professionale.
Le misure sono state presentate dalla vicepresidente della Regione Liguria con delega alla Formazione Simona Ferro, dall’assessore alla Programmazione del Fondo sociale europeo Marco Scajola, dal direttore generale Formazione, istruzione e lavoro Paolo Bufalini e dalla funzionaria regionale del settore Istruzione e diritto allo studio Lucia Schifano.
“Con questi due provvedimenti mettiamo in campo oltre 42 milioni di euro per investire sulle persone, sulle competenze e sulla crescita della Liguria”, hanno sottolineato Ferro e Scajola. Le risorse accompagneranno cittadini, imprese e giovani nelle diverse fasi del percorso professionale: dall’assolvimento dell’obbligo scolastico alla qualifica, dall’apprendistato alla formazione continua dei lavoratori, fino al reinserimento occupazionale delle persone disoccupate.
Una road map da luglio a dicembre
Il primo provvedimento definisce la road map delle misure finanziate con il Programma regionale FSE+ 2021-2027 per il secondo semestre del 2026. “Abbiamo predisposto una programmazione che va dal mese di luglio fino al 31 dicembre, con oltre 23 milioni di euro e una serie di bandi che abbiamo deciso in parte di riproporre e in parte di innovare”, ha spiegato Ferro. “Le misure nascono anche dal confronto con le associazioni datoriali e con i soggetti del territorio, per comprendere i reali fabbisogni delle imprese e delle persone”.
Tra gli interventi previsti figurano la formazione per gli apprendisti, finanziata con 2,2 milioni di euro, la formazione continua dei lavoratori, i voucher destinati ai master post-laurea, i percorsi per favorire l’inserimento lavorativo dei giovani con disabilità, finanziati con 6 milioni di euro, e una nuova edizione di Match Point.
Il programma Match Point, che affianca alla formazione in aula un’esperienza diretta all’interno delle aziende, non sarà più riservato esclusivamente ai giovani, ma verrà esteso a tutti i disoccupati, senza limiti di età. “È un bando molto richiesto, perché consente alle persone di svolgere attività formative e di entrare contemporaneamente nelle imprese, conoscendo da vicino il mondo del lavoro”, ha aggiunto Ferro. “Vogliamo proporre una formazione che non resti fine a sé stessa, ma che possa trasformarsi in una concreta possibilità occupazionale”.
Per la formazione continua dei lavoratori saranno inoltre previste più finestre di finanziamento e un orizzonte temporale più ampio, in modo da permettere alle imprese di programmare meglio l’aggiornamento delle competenze del proprio personale.
Voucher per i master e competenze certificate per i detenuti
Tra le novità della programmazione figura l’introduzione di voucher destinati a chi intende completare la propria formazione con master successivi al percorso universitario. “Vogliamo sostenere anche i giovani altamente qualificati, offrendo loro la possibilità di accedere a percorsi di formazione più specifici e avanzati”, ha evidenziato Ferro.
Un’altra azione sperimentale riguarderà l’individuazione e la certificazione delle competenze maturate dalle persone detenute. “È fondamentale offrire una seconda possibilità a chi è sottoposto a misure restrittive”, ha spiegato la vicepresidente. “L’obiettivo è consentire a queste persone di acquisire competenze riconosciute e certificate, così che, una volta riacquistata la libertà, possano avere maggiori opportunità di inserimento lavorativo, riducendo anche il rischio di recidiva”.
Secondo Bufalini, la programmazione del Fondo sociale europeo è stata impostata fin dall’inizio per concentrare gli investimenti sulle persone, sul lavoro e sull’inclusione. “Non parliamo di assistenzialismo, ma di opportunità di crescita”, ha sottolineato il direttore generale. “Le direttrici riguardano maggiori competenze per le imprese, più opportunità per chi cerca lavoro, l’inclusione delle persone più fragili, il sostegno ai giovani altamente qualificati, l’aggiornamento continuo dei lavoratori e la valorizzazione delle competenze già acquisite”.
“In Liguria investiti oltre 285 milioni”
Scajola ha ricordato come la gestione delle risorse europee richieda una programmazione precisa e non possa essere ridotta a una distribuzione generalizzata di finanziamenti. “Il Fondo sociale europeo rappresenta una straordinaria opportunità, ma la sua gestione è complessa: non si tratta di risorse a pioggia, servono idee, progetti e capacità di programmazione”, ha dichiarato l’assessore. “Regione Liguria è da anni impegnata nell’utilizzo di questi fondi ed è tra le regioni più virtuose sia per la quantità delle risorse impiegate sia per la qualità degli interventi realizzati”.
Nel corso della programmazione sono stati investiti sul territorio ligure oltre 285 milioni di euro, coinvolgendo quasi 100 mila persone, prevalentemente disoccupati o cittadini che devono rientrare nel mercato del lavoro. “La programmazione deve andare dove esiste una reale domanda di lavoro e dove servono nuove professionalità, a partire dalla blue economy”, ha proseguito Scajola. “Il rapporto tra formazione e impresa è fondamentale: molti ragazzi, dopo il tutoraggio e l’esperienza pratica sul campo, rimangono a lavorare nelle aziende in cui sono stati inseriti. Formiamo persone perché le imprese hanno bisogno di professionalità e perché vogliamo creare nuove opportunità di lavoro”.
Quasi 19 milioni per l’Istruzione e formazione professionale
Il secondo provvedimento approvato dalla Giunta riguarda la nuova programmazione del Sistema regionale di Istruzione e formazione professionale, per il quale vengono stanziati quasi 19 milioni di euro.
L’IeFP rappresenta uno dei canali ordinari per l’assolvimento dell’obbligo scolastico e, nell’ultimo anno, ha coinvolto 2.863 studenti in Liguria. Il sistema, secondo i dati regionali, continua a crescere, in particolare nella componente duale, che permette di alternare la formazione in aula con esperienze più strutturate nelle aziende, anche attraverso l’apprendistato. “Ogni triennio programmiamo 36 percorsi riferiti alle figure professionali previste dal repertorio nazionale”, ha spiegato Schifano. “Sono profili che registrano una forte richiesta da parte delle imprese e che presentano esiti occupazionali molto elevati, con una media di inserimento nel mondo del lavoro attorno al 70%. In ogni caso, tutti gli studenti completano il percorso con il conseguimento di una qualifica professionale”.
La programmazione conferma l’offerta formativa già esistente, introducendo però nuove curvature regionali dei profili professionali, costruite attraverso il confronto con le aziende e con i diversi territori. “Regione Liguria non programma le figure professionali in modo astratto, ma cerca di rispondere alle esigenze delle imprese”, ha aggiunto Schifano. “Le curvature permettono di adattare le qualifiche nazionali alle specificità dell’economia ligure, con un’attenzione particolare alla blue economy”.
Nuovi corsi a Genova, nel Levante e nello Spezzino
Tra i nuovi percorsi previsti figurano quello per Operatore degli impianti termoidraulici nell’area metropolitana di Genova, quello per Operatore del legno nel Levante genovese e quello per Operatore meccanico nello Spezzino.
Il percorso per Operatore del legno, in particolare, sarà orientato alla lavorazione e al montaggio di componenti lignei destinati alle imbarcazioni, rafforzando il collegamento con il settore nautico e con le attività della blue economy. “Le figure professionali di riferimento rimangono quelle già previste, ma vengono declinate sulla base delle esigenze del mercato del lavoro ligure”, ha osservato Ferro. “L’obiettivo è rendere il sistema formativo sempre più vicino alle imprese e ai comparti strategici della nostra economia”.
Per i percorsi triennali di qualifica professionale, la delibera finanzia le prime due annualità, 2027/2028 e 2028/2029, attraverso le risorse del Programma regionale FSE+ e i fondi statali. La terza annualità, relativa al 2029/2030, sarà invece sostenuta con risorse regionali.
Per il sistema duale viene programmata l’offerta formativa dell’anno 2026/2027, finanziata attraverso risorse statali e regionali e con le economie derivanti dalle precedenti programmazioni. “Regione Liguria conferma una programmazione concreta e lungimirante delle risorse europee”, hanno concluso Ferro e Scajola. “L’obiettivo è trasformarle in opportunità reali per il territorio, per le aziende e per le nuove generazioni”.







