Nella seduta di lunedì 27 luglio 2026, il Consiglio Comunale di Quiliano ha approvato all'unanimità un ordine del giorno con cui chiede alla Camera dei Deputati di calendarizzare con urgenza la proposta di Legge A.C. 2490 (presentata dal gruppo consiliare del Partito Democratico), finalizzata all'abrogazione dell'art. 2 della Legge 12 settembre 2025 n. 131, con lo scopo di superare gli effetti discriminatori prodotti dalla nuova classificazione dei Comuni montani e garantire il mantenimento dello stanziamento aggiuntivo sul Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane (FOSMIT).
Con questo atto, condiviso da tutti i gruppi consiliari, il Comune di Quiliano ribadisce il proprio impegno nella tutela dei territori montani, aderendo a un testo condiviso da numerosi enti locali italiani e manifestando la netta contrarietà ai nuovi criteri di classificazione introdotti dal D.P.C.M. attuativo della cosiddetta "Legge Calderoli". La riforma modifica profondamente i parametri storicamente utilizzati per il riconoscimento della montanità, introducendo una distinzione che appare profondamente ingiusta tra Comuni accomunati dalle stesse condizioni di fragilità territoriale, economica e sociale. I nuovi criteri determinano infatti tre diverse categorie: Comuni completamente esclusi dal riconoscimento della montanità; Comuni formalmente riconosciuti come montani ma privati delle principali misure di sostegno economico; Comuni che, invece, continuano a beneficiare integralmente degli strumenti previsti dalla normativa. Una suddivisione, questa, che crea pesanti disparità, difficilmente giustificabili, e che rischia di compromettere le opportunità di sviluppo di numerosi territori.
Contro questo impianto normativo si è sviluppata una vasta mobilitazione istituzionale. Centinaia di Comuni italiani hanno promosso ricorsi davanti al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, ritenendo i nuovi criteri sproporzionati, discriminatori e lesivi del principio di equità territoriale. Parallelamente si sono costituiti coordinamenti provinciali, regionali e nazionali tra gli enti locali per coordinare le iniziative e promuovere una posizione comune a difesa della montagna italiana. Tra i principali momenti di mobilitazione figurano l'incontro del 13 maggio 2026 alla Camera dei Deputati, al quale hanno partecipato decine di Sindaci provenienti da tutta Italia, la richiesta avanzata da ANCI e UNCEM durante la Conferenza Unificata dell'11 giugno 2026 di sospendere l'iter del decreto per riaprire il confronto con i territori e le ulteriori iniziative pubbliche già programmate a livello nazionale, tra cui il Festival delle Città e nuove manifestazioni già programmate a Roma nei prossimi mesi, in coincidenza con le udienze già programmate dal TAR Lazio per l’esame dei ricorsi presentati contro la Legge n. 131/2025.
"La firma del decreto attuativo - dichiara il Sindaco di Quiliano Nicola Isetta - rappresenta uno schiaffo istituzionale ai Sindaci dei territori montani e a tutte le istituzioni che hanno partecipato per mesi a un confronto con Parlamento e Governo. Abbiamo appreso che il Decreto era già stato firmato prima dell'ultima riunione convocata con gli enti locali: un confronto svuotato di significato e una grave mancanza di rispetto nei confronti delle autonomie territoriali. Oggi più che mai è necessario fare fronte comune. Il decreto Calderoli è inaccettabile perché ignora le richieste dei Comuni declassificati e conferma criteri rigidi, ingiusti e incapaci di rappresentare la reale complessità dei territori montani”.
“Continuiamo a chiedere - prosegue il primo cittadino quilianese - una revisione profonda della riforma, fondata su indicatori multidimensionali e costruita attraverso un autentico confronto con le autonomie locali. La questione è innanzitutto politica: il Governo ha scelto di procedere senza un'intesa condivisa con tutte le Regioni, assumendosi la responsabilità di una decisione destinata a incidere profondamente sugli equilibri tra Stato e autonomie territoriali.”
“Questo Decreto - conclude il Sindaco Isetta - non è un semplice atto tecnico, ma una precisa scelta politica che penalizza comunità e territori. Per questo il Comune di Quiliano continuerà a sostenere ogni iniziativa istituzionale volta a ottenere il ritiro dei criteri attualmente previsti e l'approvazione di una riforma capace di riconoscere realmente il valore, le specificità e le difficoltà dei Comuni montani.”





