Savona - 28 luglio 2026, 12:47

Liguria, è boom del turismo nei primi 5 mesi del 2026: oltre 2,1 milioni di arrivi (+8%)

Risultati record spinti dai flussi fuori stagione e dall'entroterra. Il presidente Bucci: "L'overtourism non è un problema ma un'opportunità da gestire con la tecnologia"

Liguria, è boom del turismo nei primi 5 mesi del 2026: oltre 2,1 milioni di arrivi (+8%)

Il turismo ligure continua a correre, e lo fa senza 'aiutini' del calendario: Se nel 2025 la sequenza di ponti e festività, Pasqua il 20 aprile, poi il 25 aprile e il 1° maggio ravvicinati, aveva allungato non poco le vacanze degli italiani, quest'anno quella congiuntura favorevole non si è ripetuta. Eppure i numeri dei primi cinque mesi parlano chiaro: gli arrivi sono stati 2.172.841, con un balzo di 162.566 unità sull'anno precedente (+8,09%), mentre le presenze hanno raggiunto quota 5.998.044, quasi 488mila in più rispetto al 2025 (+8,85%). Una crescita che consolida la Liguria al primo posto tra le regioni costiere italiane per aumento degli arrivi dei turisti nazionali.

Sono soprattutto alcuni dettagli a raccontare quanto la strategia di destagionalizzazione stia effettivamente funzionando. A febbraio il balzo è stato il più netto dell'intero periodo: da 207mila a 241mila arrivi, +16,54%, con gli italiani a trainare la crescita (+17,12%). Bene anche maggio, chiuso con un +10,23% di arrivi e un +11,39% di presenze, ancora una volta grazie in gran parte al turismo domestico. Nella top ten delle località più visitate figurano tre capoluoghi, Genova prima per arrivi, La Spezia quarta, Savona decima, un piazzamento che riflette probabilmente il loro ruolo di scalo per le grandi compagnie crocieristiche anche fuori stagione, oltre a una ricettività più ampia e a un'offerta meno condizionata dal meteo. Tra gli italiani restano stabili i bacini storici di Torino e Milano, segno che Piemonte e Lombardia continuano a scegliere la Liguria soprattutto nei mesi non estivi. Anche la proiezione di giugno diffusa dal Viminale conferma il trend: la Liguria è seconda in Italia, dietro solo all'Umbria, per crescita percentuale di arrivi italiani (+8,89%) rispetto al primo semestre dello scorso anno.

A commentare i risultati, in occasione della presentazione dei dati, è stato anzitutto il presidente di Regione Liguria Marco Bucci, che ha sottolineato la portata dei numeri: "Sei milioni di presenze, l'85% in più rispetto all'anno passato, e questi sei milioni si concentrano proprio nel periodo meno turistico. Questo significa che abbiamo davvero destagionalizzato il turismo: la città e la Liguria rispondono molto bene alle esigenze dei turisti lungo tutto l'arco dell'anno. È un dato estremamente positivo, che ci fa pensare che ci sia spazio per fare ancora molto di più. Non è certo un punto d'arrivo, ma una conferma: quando si porta avanti un certo tipo di lavoro, i risultati arrivano, e quelli ottenuti finora ci spingono a insistere ancora di più sull'acceleratore, perché avere turisti distribuiti su cinque mesi dell'anno significa una ricaduta economica e occupazionale di alto livello, fondamentale per la nostra regione e per i nostri cittadini. Quindi avanti così".

Il presidente ha inoltre commentato ufficialmente i dati sottolineando il riconoscimento nazionale ottenuto dalla Liguria: "La Liguria è da tempo impegnata a valorizzare l'attrattività del proprio territorio tutto l'anno. Il Governo ha individuato la nostra Regione come capofila a livello nazionale del progetto Reg4IA per due settori: quello della riduzione delle liste d'attesa e quello della gestione dei flussi turistici grazie all'intelligenza artificiale. Dopo i dati positivi di Agenas, che la settimana scorsa hanno reso merito al nostro impegno nel settore sanitario, oggi questi numeri ci confortano anche nel campo turistico. Grazie all'analisi predittiva dei flussi, il nostro obiettivo è il miglioramento dell'offerta turistica in ogni mese dell'anno, per far scoprire la nostra straordinaria terra non solo nei tradizionali mesi estivi. Come sempre, considero ogni passo avanti non come una meta raggiunta, ma come un nuovo punto di partenza per fare ancora meglio. Dopo essere stata la prima regione italiana a recuperare i livelli pre-Covid già nel 2022, siamo consapevoli che ormai da cinque anni consecutivi la Liguria registra numeri in crescita nel turismo, e non è facile superarsi ogni volta. Ma il lavoro portato avanti dalla nostra amministrazione e dai nostri tecnici resta uno stimolo a proseguire su questa rotta positiva".

Interrogato su ciò che ancora manca per completare il quadro, Bucci ha indicato come priorità futura il rafforzamento dei rapporti con i grandi mercati internazionali: "Forse quello che ci è mancato finora sono i contatti con tutte le agenzie mondiali. Il turismo, si sa, viene gestito ad altissimo livello attraverso agenzie e sistemi che operano su scala globale, e questo significa soprattutto guardare all'Estremo Oriente e all'America Latina, dove oggi c'è un pubblico con risorse economiche sufficienti per potersi permettere giornate di turismo che un tempo sarebbero state impensabili. Ebbene, queste risorse devono poter essere intercettate anche dalla nostra offerta, ed è proprio lì che vogliamo lavorare per il futuro, per aumentare ulteriormente le presenze". Sul fronte della raccolta dati, il presidente ha rivendicato la scelta, un tempo controversa, di affidarsi alle rilevazioni tramite presenze telefoniche: "Ormai abbiamo una gestione del dato turistico che è davvero a livello scientifico: c'è sempre qualcosa da migliorare, certo, ma includiamo anche quelle famose rilevazioni telefoniche per cui sono stato tanto criticato in passato, e che oggi invece utilizzano tutti. Semmai siamo stati i primi a farlo: mi viene in mente quando, nella campagna del 2017, proposi l'uso dei droni e tutti mi presero in giro, oggi li usano ovunque. La tecnologia va sempre più avanti, e chi riesce a intuire in anticipo quello che avverrà nel futuro ha certamente una marcia in più, e offre un servizio migliore al proprio territorio".

Sul tema dell'overtourism, spesso sollevato in relazione all'aumento dei flussi nelle città d'arte, Bucci ha voluto ribaltare la prospettiva: "Io non l'ho mai visto come un problema. Avere tanti turisti che vengono qui è un'opportunità, non un problema. Si tratta di essere in grado di gestire i flussi, e credo che li abbiamo gestiti molto bene. "Overtourism" è una parolaccia, lo dico scherzando, ma serve a far capire che chi pensa già di avere troppi turisti sta sbagliando approccio: se ho l'opportunità di avere tante persone che scelgono la mia regione per fare turismo, devo trovare i modi per soddisfarle tutte". Interrogato sulla distribuzione della crescita tra le quattro province liguri, ha aggiunto: "Direi di sì, è abbastanza distribuita. Quello che mi colpisce guardando i dati è quanta gente sceglie di venire a Genova città: è stato fatto un lavoro importante in passato, e penso che debba continuare anche adesso, perché Genova sta diventando davvero una città turistica".

Sulla stessa linea l'assessore regionale al Turismo Luca Lombardi, che ha rimarcato la portata del risultato ottenuto in soli cinque mesi: "Sei milioni di presenze in tutto l'anno sono un numero decisamente rilevante. Siamo assolutamente contenti del risultato, frutto di un grandissimo lavoro fatto insieme agli uffici e agli stakeholder con cui ci relazioniamo costantemente. Significa che il lavoro sulla destagionalizzazione sta portando i suoi frutti, e siamo molto contenti perché, come vedremo dai dati, ci sono mesi che hanno registrato picchi molto importanti proprio in periodi in cui normalmente il turismo non dovrebbe esserci, invece in Liguria c'è". Nel merito della presentazione, l'assessore ha aggiunto: "Le politiche di destagionalizzazione attuate stanno ottenendo i risultati preventivati, come si evince da questi dati: le quasi 500mila presenze in più in cinque mesi rispetto al 2025 sono un ottimo segnale della crescita della Regione e della strategia intrapresa. L'aumento dei turisti stranieri è frutto della presenza della Liguria alle più importanti fiere internazionali del settore: quest'anno siamo stati a Utrecht in Olanda, Madrid in Spagna, Sydney in Australia, Monaco, Berlino e Francoforte in Germania, Lione in Francia, Oslo in Norvegia, Pechino in Cina e New York negli Stati Uniti".

Interrogato su cosa abbia funzionato e cosa vada ancora messo a punto, Lombardi ha indicato con chiarezza lo strumento che ha inciso maggiormente: "Ha funzionato assolutamente il Patto per il Lavoro nel Turismo, la misura che finanziamo con i fondi sociali europei proprio per aiutare gli albergatori ad aprire tutto l'anno, creando così l'incontro tra domanda e offerta lavorativa e dando la possibilità di tenere le strutture ricettive aperte dodici mesi su dodici. In Liguria esiste anche un tema di presenze talvolta eccessive in alcuni periodi e in alcune località: oltre alla distribuzione nel corso dell'anno, c'è quindi una strategia, e ci sono numeri che dimostrano anche una diversa distribuzione sul territorio". Sui dati dei primi cinque mesi, un periodo privo di ponti quest'anno, ha spiegato: "È ovvio che i dati crescano, ma in teoria dovrebbero distribuirsi durante tutto l'anno, e questo significa che il lavoro fatto proprio per spostare i flussi su tutti i mesi e su più territori sta dando i suoi frutti".

Lombardi ha poi fornito il dettaglio degli investimenti legati al Patto per il Lavoro nel Turismo, giunto quest'anno alla nona edizione e firmato a gennaio con enti datoriali e sindacati: "Aiutiamo imprese e lavoratori del settore con bonus assunzionali per un totale di 6 milioni di euro, per stimolare la stipula di contratti a lungo termine o a tempo indeterminato: quest'anno le domande presentate sono state 585, per un totale di 2.425 contratti richiesti, di cui 229 a tempo indeterminato. Inoltre abbiamo investito sugli eventi dei nostri meravigliosi borghi: nel 2026 sono 206 quelli organizzati da Comuni, Pro Loco e associazioni locali, di cui un terzo programmato al di fuori dell'alta stagione estiva, con un grandissimo ritorno in termini di presenze. Infine i turisti ci hanno scelto per tutte le attività outdoor da praticare anche nei mesi cosiddetti "di spalla": abbiamo investito nella rete dei cammini e delle ciclovie, costruendo un'offerta che collega il mare con l'entroterra e che permette, grazie al nostro clima incomparabile, di vivere la Liguria dodici mesi l'anno".

Sui mercati stranieri di riferimento, l'assessore ha precisato: "Abbiamo colpito le fiere come ogni anno, e i dati confermano quali siano i primi mercati stranieri per la Liguria: la Germania e la Francia, mentre tra gli italiani si confermano la Lombardia, il Piemonte e il Lazio". Sulla  difficoltà di raggiungere la Liguria tra strada, treno e collegamenti aerei, ha risposto: "I dati dicono che comunque i turisti ci raggiungono volentieri, e quindi qualche piccolo disagio si può tranquillamente sopportare". Sulle località che hanno performato meglio, ha indicato in particolare l'entroterra: "C'è un grande sviluppo dell'entroterra in questo momento, dove i risultati sono migliori là dove l'offerta è più organizzata. Una delle province che ha avuto la miglior performance è proprio quella di Savona, dove il Finalese sta insegnando un po' a tutta Italia come si fa turismo legato all'outdoor". Quanto al ruolo degli eventi, in particolare quelli sportivi, nel sostenere i flussi, Lombardi non ha avuto dubbi: "Aiutano moltissimo, non solo quelli sportivi, ma anche i circa 200 eventi identitari e storici che abbiamo in tutta la Liguria: portano comunque turisti e visitatori a scoprire nuove mete".

A chiudere l'analisi dei numeri è stato il professor Luca Sabatini, consulente statistico della Regione: "L'analisi dei dati ci consegna anche un interessante delta tra l'aumento degli arrivi (+8,09%) e quello delle presenze (+8,85%): con una permanenza media che registra un leggero incremento dello 0,7%, il maggior volume di turisti si traduce in un'espansione proporzionale dell'indotto economico complessivo per il territorio".

Chiara Orsetti

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