L’Unione Induista Italiana, in collaborazione con il Comune di Savona e l’Associazione ASYA Om, presenta il Mahābhārata, la più vasta epopea mai composta, in una versione inedita e giovane. Lo spettacolo diretto da Stefania Lo Russo, con testi curati da Marco M. Pernich, sarà portato in scena il 3 agosto 2026 sul palcoscenico del Priamar, con ingresso libero.
La compagnia STN–Studionovecento, composta principalmente da studentesse e studenti universitari, propone una rappresentazione che esplora temi universali come la pace e la guerra, attraverso la narrazione dello scontro fratricida che culmina in un’ecatombe mondiale. L’iniziativa, nata dall’esperienza di successo dello scorso anno a Milano con tre serate sold-out alla Fabbrica del Vapore, offre una riflessione attuale in un contesto storico segnato da conflitti e incertezze.
“Non si può amare la pace quando c’è la guerra – bisogna amarla prima”, recitano alcuni dei versi dello spettacolo, sottolineando l’importanza di coltivare la pace come valore fondamentale.
L’Unione Induista Italiana ha finanziato il progetto con i fondi dell’8XMille, riconoscendone il valore culturale e formativo.
Svamini Hamsananda Ghiri, vicepresidente dell’Unione Induista Italiana, ha dichiarato:
“Nel Mahābhārata si legge: ‘Quello che c’è qui c’è anche altrove. Ma quello che non c’è qui, non lo si trova da nessun’altra parte’. Il cuore del Mahābhārata è il dharma: una realtà complessa che permea ogni aspetto dell’esistenza umana, coinvolgendo coscienza, etica, responsabilità sociale, rapporto con gli esseri viventi, disciplina della mente e ricerca della verità.”





