Il quadro tracciato dal procuratore di Palermo Maurizio De Lucia davanti alla Commissione parlamentare Antimafia rappresenta un campanello d'allarme che non può essere sottovalutato. È quanto sostiene il Silp Cgil Liguria, che interviene dopo l'audizione del magistrato per denunciare il crescente divario tra l'evoluzione della criminalità organizzata e le risorse messe a disposizione delle forze dell'ordine.
Secondo il sindacato, le mafie stanno compiendo un vero e proprio salto di qualità, investendo in nuove tecnologie e armamenti. "Cosa nostra non spara soltanto – afferma il Silp Cgil –: cerca droni lanciamine sul mercato nero generato dal conflitto russo-ucraino, ricostituisce un arsenale di qualità con armi da guerra ed esplosivi ad alto potenziale provenienti dai Balcani e continua a comandare dalle celle".
A preoccupare è anche il tema delle comunicazioni illecite all'interno degli istituti penitenziari. "Nelle sole carceri di Poggioreale e Ucciardone, tra il 2025 e il primo semestre 2026, sono stati recuperati 297 telefoni cellulari: quelli intercettati, non quelli effettivamente introdotti", sottolinea il sindacato.
Per il Silp Cgil, la criminalità organizzata "investe, si aggiorna sul piano tecnologico e ragiona su scala transnazionale", mentre "l'apparato che deve contrastarla lavora con organici ridotti all'osso, strumenti superati e un rinnovo contrattuale che non restituisce potere d'acquisto". Da qui il richiamo alle parole del procuratore De Lucia, che ha chiesto un rafforzamento degli organici della polizia penitenziaria. "Una richiesta – osserva il sindacato – che vale, identica, per tutte le Forze di polizia".
Il fenomeno, evidenzia il Silp Cgil Liguria, non riguarda esclusivamente la Sicilia. "Lo abbiamo visto con la recente analisi sulle mafie in Liguria: il 18,2% dei sequestri di stupefacenti a livello nazionale transita dagli scali di Genova, La Spezia e Vado Ligure. La nostra regione non è terreno di conquista solo per il narcotraffico: è uno dei principali varchi europei, con una quota di container effettivamente ispezionati che resta minima e con radicamenti di 'ndrangheta ormai accertati in sede giudiziaria. Se il mercato nero delle armi post-belliche segue le rotte della cocaina, e nulla lascia pensare il contrario, i porti liguri sono già oggi un fronte esposto".
Per il sindacato, la risposta non può limitarsi agli annunci. "Servono assunzioni straordinarie e un riequilibrio delle piante organiche, a partire dalle province portuali e di frontiera, investimenti in tecnologia, dagli scanner per i container agli strumenti anti-drone, un rafforzamento reale di tutti gli uffici, in particolare quelli a vocazione investigativa, e una formazione adeguata, specifica e professionale".
Il Silp Cgil conclude con un appello al Governo affinché le risorse destinate alla sicurezza siano all'altezza delle nuove sfide poste dalla criminalità organizzata. "Chiedere ai poliziotti di fronteggiare organizzazioni che trattano l'acquisto di droni militari mentre si discute se assegnare quattro unità in più a una Questura è una contraddizione che il Paese non può permettersi. La sicurezza non si dichiara nelle audizioni: si finanzia nella legge di bilancio".





