Nei giorni scorsi, i militari dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Loano–Albenga, coordinati dalla Capitaneria di porto di Savona e con il supporto del 5° Nucleo Subacquei della Guardia Costiera di Genova, sono stati impegnati con successo in due delicati interventi.
Nella mattinata di martedì 28 luglio, il 5° Nucleo Subacquei della Guardia Costiera, insieme ai mezzi nautici della Guardia Costiera di Loano–Albenga — Motovedetta CP 545 e Battello B38 — ha recuperato e rimosso cinquanta metri di rete fantasma, intrappolata a trentacinque metri di profondità nei dissuasori posti a protezione del relitto della nave romana “Albenga A”, nei pressi dell’Isola Gallinara.
L’attività, svolta a tutela dell’ecosistema marino, del patrimonio archeologico sommerso e delle aree marine protette, testimonia l’impegno sinergico, attento e costante delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera nella salvaguardia del bene mare.
Le reti fantasma costituiscono veri e propri rifiuti che, se lasciati in mare, continuano a “pescare” passivamente, trasformandosi per le specie ittiche in esse intrappolate in autentici “muri della morte”. Oltre a danneggiare l’habitat marino, rappresentano un concreto pericolo anche per la sicurezza di subacquei e bagnanti.
L’intervento rientra nella campagna di monitoraggio avviata lo scorso anno dalla Capitaneria di porto di Savona, che ha già consentito il recupero di numerosi attrezzi da pesca irregolari. La rete recuperata dal fondale marino sarà smaltita, secondo le modalità previste dalla legge, a cura dell’Amministrazione comunale di Albenga, che si è fatta carico dei relativi oneri.
Mercoledì 29 luglio, invece, i militari della Guardia Costiera di Loano–Albenga e del 5° Nucleo Subacquei di Genova, coordinati dalla Direzione marittima di Genova, insieme al personale tecnico di Arpal, hanno concluso le operazioni di sostituzione della boa ondametrica, avviate lo scorso anno nelle acque antistanti il Comune di Andora.
La nuova boa, che sostituisce la precedente, fa parte della rete di monitoraggio climatico istituita dalla Regione Liguria in collaborazione con ARPAL. Grazie a sofisticati sensori, consente di rilevare in tempo reale le condizioni meteorologiche e meteomarine dell’area.





