L’Unione Induista Italiana, in collaborazione con il Comune di Savona e l’Associazione ASYA Om, presenta il Mahābhārata, la più vasta epopea mai composta, in una versione inedita e giovane. Lo spettacolo diretto da Stefania Lo Russo, con i testi curati da Marco M. Pernich, sarà portato in scena il 3 agosto sul palcoscenico del Priamar, con ingresso libero.
La compagnia STN-Studionovecento, composta principalmente da studentesse e studenti universitari, si esibirà in una rappresentazione che esplora temi universali come la pace e la guerra, attraverso la narrazione dello scontro fratricida che culmina in un’ecatombe mondiale. L’iniziativa, nata dall’esperienza di successo dello scorso anno a Milano con tre serate sold-out alla Fabbrica del Vapore, si propone di offrire una riflessione profonda e attuale su questi temi, in un contesto storico segnato da conflitti e incertezze.
“Non si può amare la pace quando c’è la guerra - bisogna amarla prima”, recitano alcuni dei versi che risuonano nello spettacolo, sottolineando l’importanza di coltivare la pace come valore fondamentale. Sul palco, tredici giovani under 30, per lo più studenti universitari, daranno vita a un racconto vibrante e appassionato, trasformando l’epopea indiana in un incontro generazionale.
L’Unione induista Italiana ha finanziato il progetto con i fondi dell’8XMille in quanto ha creduto fortemente nel suo valore culturale e formativo, riconoscendone l’importanza come strumento di dialogo e conoscenza del patrimonio artistico e sapienziale non solo dell’India.
Svamini Hamsananda Ghiri, vicepresidente dell’Unione Induista Italiana, ha dichiarato: “Nel Mahābhārata si legge: ‘Quello che c’è qui c’è anche altrove. Ma quello che non c’è qui, non lo si trova da nessun’altra parte’. In questo passo si racchiude la vastità della portata tematica di questa Scrittura sacra per gli induisti. Tuttavia, si potrebbe riconoscere che il cuore del Mahābhārata è il dharma. Non una semplice “legge religiosa” o un insieme di regole morali astratte, ma una realtà complessa e multidimensionale che permea ogni aspetto dell’esistenza umana. Il dharma emerge come una definizione dialogica, non dogmatica, che nasce dalla capacità di interrogare la vita. Esso coinvolge la coscienza individuale, il comportamento etico, la responsabilità sociale, il rapporto con gli altri esseri viventi, la disciplina della mente, la ricerca della verità e perfino il modo in cui l’uomo si confronta con la morte e con il mistero della vita.
Accanto alla dimensione morale, il Mahābhārata propone una profonda riflessione etica, interrogandosi continuamente sul significato di virtù come verità, autocontrollo, compassione, modestia, pazienza e non-violenza.”






