Attualità - 02 agosto 2026, 10:50

Sequestri droga in porto a Vado, Silp Cgil: "Gli strumenti da soli non bastano"

In Liguria il 18.2% dei sequestri registrati in Italia. "Difendere chi lavora non è una questione separata dal contrasto al narcotraffico, ne è il presupposto".

Sequestri droga in porto a Vado, Silp Cgil: "Gli strumenti da soli non bastano"

In Liguria avviene il 18,2% dei sequestri portuali di droga registrati in Italia, il dato più alto del Nord. Solo nel 2026 la Guardia di Finanza ha già sequestrato in regione 3,5 tonnellate di cocaina.

A Vado Ligure il salto è avvenuto in un mese. Il 3 luglio oltre tre quintali in un container di platani sudamericani; il 21 luglio altri 650 panetti fra i bancali di banane dall'Ecuador: 770 chili, in strada 5,4 milioni di dosi. Nel 2023 i sequestri vadesi si contavano in decine di chili. 

"Non è un aumento di intensità: è un cambio di ordine di grandezza. Le ragioni sono commerciali. Nel 2025 il terminal ha movimentato 590mila TEU, +58,4%, trainato dalle direttrici sudamericane. E la Banca Mondiale colloca Savona-Vado al 51° posto mondiale per efficienza: i tempi di sosta ridotti sono l'asset del porto e, per chi vi introduce merce illecita, un vantaggio - dicono dal Sindacato Italiano Lavoratori Polizia della Cgil - Nessun sequestro è frutto del caso: dietro c'è l'analisi del porto di partenza, delle anomalie di viaggio, della merce, dei destinatari, della nave. Solo dopo entrano in gioco scanner e cani. Ma gli strumenti non bastano. A La Spezia lo scanner non aveva visto nulla e i cani non davano certezze: è stata la percezione di un operatore, una cassettiera troppo pesante, a portare al doppio fondo con contenitori rivestiti di piombo e cocaina fra polveri speziate. Chi progetta il carico studia la contromisura a ogni tecnologia".

"Noi riteniamo che servano principalmente due cose, e costano entrambe. Strumenti: banche dati che dialoghino, profilazione dei flussi, scanner. Bruxelles ha stanziato oltre 200 milioni, ma tocca allo Stato candidare gli scali e cofinanziare. E formazione: l'esperienza, se non viene sistematizzata e trasmessa, va in pensione con chi la possiede e per questo è fondamentale ripristinare gli organici - dicono dal Silp- È qui che il Governo deve decidere. Un porto cresciuto del 58,4% in un anno genera domanda di sicurezza: se non viene finanziata, il divario fra volumi e capacità di controllo si allarga da solo. E la formazione deve arrivare fino ai lavoratori in appalto, i più esposti al ricatto: difendere chi lavora non è una questione separata dal contrasto al narcotraffico, ne è il presupposto".

Comunicato Stampa

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