Politica - 03 agosto 2026, 17:35

130 anni di Pertini, Bozzano contro Vaccarezza uscito dall'aula per la "spesa": "Sandro, così quello che ci hai insegnato finisce nel gabinetto"

Il consigliere di Noi Moderati a Stella parla con la statua davanti alla casa Natale e lancia una stoccata a Vaccarrezza

Un discorso in dialetto ligure alla statua di Pertini e una stoccata non proprio velata al collega consigliere di Forza Italia Angelo Vaccarezza.

Il consigliere di Noi Moderati Alessandro Bozzano non le ha mandate a dire al collega forzista, capogruppo di Forza Italia e segretario d'aula, dopo la sua uscita giovedì scorso durante la votazione in consiglio regionale (nell'aula di via Fieschi intitolata proprio a Pertini) dell'emendamento per lo stanziamento di 30mila euro per le iniziative legate alle celebrazioni dei 130 anni dalla nascita del "presidente più amato dagli italiani". E non è la prima volta che tra i due si registrano frizioni.

Proprio davanti alla casa natale di Stella San Giovanni, Bozzano si è seduto accanto alla statua realizzata dall'artista Pietro Marchese e inaugurata il 25 settembre 2022, mettendo un braccio sulla spalla dell'opera.

"Sandro, lo sai che l'altro giorno abbiamo votato in consiglio regionale un ordine del giorno che prevedeva di mettere una cifra per festeggiare i tuoi 130 anni dalla nascita. Qualcuno ha abbandonato l'aula, se ne sono andati molto probabilmente perché non erano d'accordo o gli metteva male votare, quello non lo so — ha detto Bozzano in tono colloquiale e in dialetto ligure — Però io dico solo una cosa: quando hai detto in tutte le piazze d'Italia 'io anche se non la penso come te, farò tutto il possibile affinché tu possa manifestare liberamente la tua idea e possa professare la tua opinione'. Mi pare che questo concetto l'abbiano capito in pochi".

E ancora: "Come è vero che la parola resistenza non è stata messa nella Carta costituzionale per una scelta che avete fatto giusta. Perché resistenza significava avere una Carta costituzionale sovversiva rispetto all'equilibrio che voi avete voluto cercare per fare uno Stato forte ed equilibrato. Ebbene, allo stesso modo ti dico che dovremo cercare tutti quanti insieme di trovare un equilibrio giusto, per fare in modo che nessuno debba uscire dall'aula. Sennò tutto quello che ci hai mostrato va a finire nel gabinetto, e questo non potremo permettercelo. Dobbiamo lavorare per un'Italia forte, inclusiva, equilibrata, dove tutti votano indistintamente, convintamente, nelle libertà democratiche. Grazie Sandro per tutto quello che ci hai dato".

Il consigliere forzista, secondo quanto emerso, avrebbe seguito il dibattito dalla saletta stampa attigua all'emiciclo, per poi rientrare con un sacchetto in mano spiegando di essersi allontanato per acquistare del cibo. I gruppi di opposizione in Regione (Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento 5 Stelle e Lista Orlando Presidente) hanno chiesto le dimissioni del capogruppo di Forza Italia dal ruolo di segretario d'aula.

Vaccarezza non è nuovo alle "provocazioni" su Pertini. Lo scorso febbraio il consigliere azzurro era finito al centro delle polemiche per una frase pronunciata fuori microfono al termine della presentazione di un ordine del giorno che chiedeva l'assegnazione della medaglia d'oro al valor militare al gonfalone dell'ultima amministrazione italiana della città di Zara. Criticato dai banchi del Pd per un riferimento all'ex presidente della Repubblica, mentre tornava al proprio scranno aveva detto: "Farò una telefonata di scuse a Pertini".

La battuta, colta dall'opposizione, aveva scatenato il caos in aula, mentre il presidente del Consiglio regionale Stefano Balleari aveva ammesso di non averla udita perché impegnato a suonare il campanello nel tentativo di riportare l'ordine. Anche in quell'occasione le minoranze, con una lettera sottoscritta da tutti i gruppi, avevano chiesto formalmente le sue dimissioni dal ruolo di segretario d'aula. Erano poi giunte le sue scuse.

Luciano Parodi

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