Palazzo Sisto ha approvato il protocollo d'intesa che disciplinerà la gestione degli spazi abitativi realizzati all'ex Cesavo di via Nizza grazie ai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), nell'ambito del progetto dedicato all'autonomia delle persone anziane.
È l'ultimo passaggio prima dell'avvio delle attività: il protocollo definisce, infatti, in modo puntuale ruoli, responsabilità e modalità di utilizzo della struttura, regolando la consegna degli alloggi, la manutenzione e il monitoraggio dell'immobile.
L'intervento rientra nella Missione 5, Componente 2, Investimento 1.1.2 del Pnrr, dedicata all'inclusione sociale e all'autonomia degli anziani non autosufficienti, e punta a offrire un'alternativa al ricovero in strutture residenziali. Nello specifico, la struttura metterà a disposizione sei alloggi per l'autonomia, capaci di accogliere complessivamente 12 anziani residenti in uno dei Comuni dell'Ambito Territoriale Sociale n. 7 Savonese. Gli ospiti potranno vivere in un contesto abitativo attrezzato, affiancati da servizi sociali e sociosanitari domiciliari, con l'obiettivo di preservare il più possibile l'autonomia e la qualità della vita.
Il progetto del Distretto Sociale 7 Savonese aveva ottenuto, nel 2022, un finanziamento ministeriale di 2 milioni e 460 mila euro per realizzare interventi finalizzati alla deistituzionalizzazione degli anziani e alla promozione della vita autonoma.
La sede di via Nizza 10A è stata messa a disposizione dall'Azienda Pubblica di Servizi alla Persona (A.P.S.P.) Opere Sociali di Nostra Signora di Misericordia di Savona. Il Comune e Opere Sociali avevano già sottoscritto un primo accordo nel gennaio 2024, concedendo la struttura in comodato gratuito al Distretto e fissando un vincolo di destinazione d'uso ventennale, con decorrenza dal 1° gennaio 2026 fino al 31 dicembre 2045.
Con una delibera di giunta è stato approvato il documento che stabilisce i punti cardine della gestione e la divisione delle competenze.
Il Comune assume la responsabilità della gestione tecnica, organizzativa e funzionale. Sarà intestatario delle utenze e coprirà i costi di manutenzione ordinaria, pulizia e custodia, direttamente o tramite un eventuale soggetto gestore terzo, che potrà essere individuato con gara pubblica. Per il 2026 la gestione ordinaria dell'immobile non comporterà oneri a carico del bilancio comunale, mentre le risorse per gli anni successivi saranno individuate in seguito.
Opere Sociali manterrà, invece, la proprietà dell'immobile e delle opere realizzate, garantirà il mantenimento del vincolo ventennale, sosterrà le spese di manutenzione straordinaria e manterrà attive le polizze assicurative sulla struttura.