Attualità - 05 agosto 2026, 17:20

Caccia, il WWF chiede alle Regioni di sospendere l'attività venatoria a settembre

L'associazione ha inviato un'istanza formale: "Caldo estremo, siccità e incendi stanno mettendo a rischio la fauna selvatica"

Caccia, il WWF chiede alle Regioni di sospendere l'attività venatoria a settembre

Il WWF Italia ha inviato alle Regioni italiane una formale istanza chiedendo l'adozione di provvedimenti urgenti di sospensione o limitazione dell'attività venatoria nel mese di settembre, in considerazione delle eccezionali condizioni climatiche che stanno interessando gran parte del Paese. 

Temperature record, prolungata assenza di precipitazioni, grave deficit idrico, incendi boschivi sempre più frequenti e diffusi stanno mettendo in forte difficoltà gli ecosistemi e la fauna selvatica, proprio nel periodo in cui molte specie affrontano una fase particolarmente delicata del proprio ciclo biologico. 

Se, come effettivamente stiamo riscontrando tutti, si stanno determinando situazioni emergenziali, queste devono valere per tutti. Sarebbe veramente contraddittorio se, mentre le amministrazioni pubbliche adottano misure straordinarie per fronteggiare gli effetti della crisi climatica sull'agricoltura, sulle risorse idriche e sugli allevamenti, non venissero assunti analoghi provvedimenti a tutela degli animali selvatici, anch'essi colpiti dalle stesse condizioni ambientali. 

"La fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato ed è oggi espressamente tutelata dall'articolo 9 della Costituzione. In una fase caratterizzata da ondate di calore eccezionali, siccità persistente e incendi diffusi, consentire il regolare svolgimento dell'attività venatoria rischia di aggravare ulteriormente una situazione già estremamente critica per molte specie", dichiara il WWF. 

L'articolo 19 della legge 157/1992 attribuisce alle Regioni il potere di vietare o ridurre la caccia in presenza di particolari condizioni ambientali, stagionali o climatiche. Un potere che dovrebbe essere esercitato alla luce del nuovo quadro costituzionale e del principio di precauzione sancito dal diritto europeo. 

Il WWF sottolinea inoltre che la caccia rappresenta un'attività ricreativa e non un servizio essenziale. Pertanto, in presenza di un rischio concreto per la conservazione della fauna selvatica e della biodiversità, l'interesse pubblico alla tutela degli ecosistemi deve necessariamente prevalere. 

Con le istanze trasmesse alle Regioni, il WWF Italia chiede l'immediata apertura di specifiche istruttorie tecnico-scientifiche sugli effetti delle attuali condizioni climatiche sulle popolazioni faunistiche e, nelle more, l'adozione di provvedimenti cautelativi che prevedano la sospensione dell'attività venatoria nel mese di settembre. 

"La crisi climatica sta cambiando profondamente le condizioni di vita della fauna selvatica. Le istituzioni devono prenderne atto e adeguare le proprie decisioni di conseguenza. Non è più possibile gestire l'attività venatoria come se ci trovassimo in condizioni ambientali ordinarie quando siamo di fronte a fenomeni straordinari che incidono direttamente sulla sopravvivenza degli animali e sulla conservazione degli ecosistemi", conclude il WWF. 

Redazione

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