L'estate calda di questo 2026 costringe i viticoltori savonesi a una vendemmia anticipata. Le uve stanno maturando prima del previsto e dovrebbero essere raccolte con una decina di giorni di anticipo. "Sono presidente dal 2003, non ricordo una vendemmia anticipata di questo tenore", dice Massimo Enrico, presidente dei Viticoltori Vite in Riviera.
Anche nella provincia di Savona, che produce alcuni tra i vitigni più apprezzati della regione (Vermentino, Pigato, Ormeasco), le uve si avvicinano alla maturazione in anticipo rispetto agli altri anni, e i viticoltori seguono giorno dopo giorno le loro vigne.
"È la prima volta che ci troviamo di fronte a una situazione di questo tipo - prosegue Massimo Enrico - È una situazione davvero abbastanza anomala, nel senso che anche noi seguiamo l'andamento nazionale. Rispetto al 2025, che è l'ultima vendemmia affrontata, saremo con un anticipo di almeno una settimana, una decina di giorni. Poi le variabili sono tante, determinate anche dalle tipologie di uve, dalla zona costiera piuttosto che dal primo entroterra, dalla raccolta delle uve destinate al metodo classico piuttosto che alla vinificazione tradizionale. Insomma, le variabili ci sono".
Il fenomeno non riguarda solo il Savonese. In tutta la Liguria, che produce ogni anno circa 5 milioni di bottiglie (metà delle quali nel solo spezzino), il calendario è slittato all'indietro: nell'Imperiese il Moscatello di Taggia è entrato in raccolta con oltre dieci giorni di anticipo, mentre alle Cinque Terre e sui Colli di Luni si ragiona sull'ultima decade di agosto.
Le viti sono costantemente monitorate dai coltivatori tramite un agronomo che segue e registra l'indice di maturazione dei grappoli. Scegliere il momento giusto è essenziale per non compromettere la vendemmia e il prodotto finale, in un territorio che produce vini rinomati, prevalentemente bianchi.
"Il monitoraggio, nei prossimi giorni - spiega Massimo Enrico - ci permetterà di avere un quadro più chiaro. Però sicuramente, rispetto al 2025, la settimana o i dieci giorni di anticipo li abbiamo tutti".
Se ci si sposta nell'entroterra e si passa a uve rosse come l'Ormeasco, oppure nelle zone di Pornassio, nell'Imperiese, l'anticipo c'è ma con tempi diversi. "Quando parlo di una settimana di anticipo - prosegue - mi riferisco alle zone costiere dell'Albenganese, dove sicuramente andremo a finire sull'ultima settimana di agosto. Potrebbe anche essere che, in alcune zone, per la realizzazione delle basi per il metodo classico, si inizi addirittura la settimana dopo Ferragosto, per poi partire in maniera più sostenuta nella settimana del 23".
I primi saranno Pigato e Vermentino, a seguire il Rossese di Campochiesa. L'Ormeasco e la Granaccia sono invece quelli che dovrebbero arrivare un po' dopo.
Vendemmia anticipata, quindi, ma senza compromettere la qualità e la quantità delle uve. L'unica vera incognita resta il meteo: l'energia accumulata in atmosfera rende plausibili nubifragi e grandinate proprio nella seconda metà di agosto, quando un episodio violento nel momento sbagliato basterebbe a compromettere il lavoro di un'intera annata. Da qui la prudenza, e le dita incrociate per scaramanzia.
"In genere di queste cose, per scaramanzia, si parla quando le uve sono in cantina - conclude il presidente dei Viticoltori Vite in Riviera - Le premesse sono sicuramente quelle di una vendemmia molto buona che, in termini di qualità e quantità, ad oggi si presenta migliore rispetto al 2025. Ma, ripeto, c'è sempre il fattore scaramanzia e di una buona vendemmia ne parliamo quando la raccolta è finita".





