Non c'era l'assessore regionale alla Sanità, Massimo Nicolò. La Commissione era dedicata al futuro della centrale operativa del 118 savonese. Un confronto richiesto dal Comune, che avrebbe dovuto chiarire le ragioni dell'accentramento del servizio a Genova.
Da un lato, giunta e consiglieri comunali hanno ribadito le preoccupazioni di un territorio che teme di perdere un presidio considerato fondamentale. Timori già emersi nelle scorse settimane, quando il Consiglio comunale aveva approvato all'unanimità un ordine del giorno contrario alla riorganizzazione prevista dalla riforma sanitaria ligure.
Dall'altro, i rappresentanti di Ats Liguria – Angelo Giupponi, direttore della Centrale operativa regionale del 118, Fabrizio Polverini, responsabile del progetto di accorpamento del servizio, Monica Cirone, direttrice dell'Area 2, e Roberta Zanetti, dirigente delle professioni sanitarie – hanno illustrato soprattutto gli aspetti organizzativi e tecnici della riforma.
Dal confronto è emerso come il nuovo Piano di organizzazione aziendale (Poa) di Ats Liguria venga percepito dagli enti locali come un insieme di decisioni già definite, rispetto alle quali i territori sono stati chiamati a prendere atto delle conseguenze senza un preventivo coinvolgimento, cosa che, come ha dichiarato il sindaco Marco Russo "genera inevitabilmente preoccupazione". Il primo cittadino ha comunque riconosciuto la disponibilità al dialogo dimostrata da Monica Cirone, ribadendo però il timore che la centralizzazione dei servizi a Genova possa tradursi in un progressivo indebolimento del sistema sanitario savonese, a partire dal futuro dell'ospedale San Paolo.
I rappresentanti della sanità regionale hanno invece difeso il progetto di riorganizzazione, sottolineando i vantaggi derivanti da una formazione uniforme del personale e da una gestione condivisa a livello ligure. Secondo Angelo Giupponi, esperienze analoghe sono già operative con risultati positivi in altre realtà italiane.





