"Ancora una volta la vicenda dell'antenna di Via Zurmagli viene utilizzata per alimentare una polemica politica che poco ha a che fare con il reale contenuto delle sentenze e molto con la volontà di creare confusione tra i cittadini. L'interrogazione presentata dal consigliere Davide Mattiauda contiene infatti una ricostruzione che non trova riscontro negli atti amministrativi, né nelle pronunce del Consiglio di Stato, dimostrando come la stessa nel suo contenuto non sia stata letta. Se davvero il Consiglio di Stato avesse ordinato la demolizione dell'antenna, come sostenuto dal consigliere, il Comune avrebbe già provveduto ad avviare il procedimento previsto dalla legge". Si apre con queste parole la replica dell'amministrazione comunale di Boissano al duro attacco del consigliere comunale di opposizione del gruppo misto Giacomo Davide Mattiauda sul caso del ripetitore 5G installato in via Zurmagli. L'esponente di minoranza aveva infatti presentato un’interrogazione chiedendo trasparenza sui costi del contenzioso dopo la sentenza del Consiglio di Stato.
"La verità è un'altra - proseguono dall'amministrazione guidata dalla sindaca Paola Devincenzi - Il Consiglio di Stato non ha disposto la rimozione dell'antenna, non ha accolto integralmente il ricorso dei cittadini e non ha confermato la piena applicabilità del Piano Antenne comunale. La sentenza afferma esattamente il contrario di quanto sostenuto nell'interrogazione: accoglie uno solo dei motivi di appello, limita l'applicabilità del Piano Antenne ad alcuni articoli e ordina al Comune di riesaminare il procedimento autorizzativo e, soprattutto, non ha attribuito al Comune il potere di anticipare decisioni che potranno essere assunte solo al termine dell'istruttoria. Questi sono i fatti. Il resto sono interpretazioni".
"È singolare che chi rivendica con forza il proprio ruolo di controllo, non abbia ritenuto opportuno confrontare le proprie dichiarazioni con gli atti amministrativi e con il testo integrale della sentenza, prima di diffondere ricostruzioni che non corrispondono al loro effettivo contenuto e che non trovano alcun fondamento giuridico - continuano dall'amministrazione - Un consigliere comunale ha il diritto di criticare l'operato della maggioranza, ma ha anche il dovere di informare correttamente i cittadini. L'Amministrazione, invece, ha il dovere di operare nel rispetto delle norme, anche quando questo richiede prudenza, rigore e tempi che il Consigliere Mattiauda preferisce liquidare come 'lungaggini burocratiche'. La critica politica è legittima ed è parte integrante della vita democratica. Diverso è trasformare una complessa vicenda amministrativa in uno strumento di propaganda, sacrificando l'esattezza dei fatti per ottenere un facile consenso. Chi oggi invita il Comune a disporre immediatamente la rimozione dell'impianto, dovrebbe assumersi la responsabilità di quanto sostiene e, soprattutto, spiegare ai cittadini chi pagherebbe le conseguenze di un eventuale ricorso della società Iliad, qualora venisse disposto lo smantellamento dell'impianto senza un valido presupposto giuridico".
"La risposta è semplice: sarebbe il Comune a pagare e, quindi, sarebbero i cittadini. Quando si riportano i fatti occorre, inoltre, ricordare un fatto che troppo spesso viene omesso: l'attuale Amministrazione non ha autorizzato l'installazione dell'antenna. Il procedimento si è concluso nel 2021, prima dell'insediamento dell'Amministrazione Devincenzi, attraverso un meccanismo di silenzio-assenso, fonte di tutte le odierne contestazioni, maturato nell’ambito della gestione associata dello SUAP tra il Comune di Boissano e quello di Pietra Ligure, che tra le altre cose non ha coinvolto, né coinvolge l’organo politico né attuale, né precedente. Si è trovata a gestire una situazione già esistente, generata da un procedimento 'fallato' conclusosi prima del proprio insediamento e, successivamente, oggetto di una complessa vicenda giudiziaria caratterizzata da decisioni contrastanti tra TAR e Consiglio di Stato. Da quel momento il Comune ha fatto una sola cosa: eseguire, una dopo l'altra, tutte le decisioni dei giudici amministrativi, anche quando queste si sono rivelate tra loro profondamente diverse,riesaminando i procedimenti, quando ordinato e difendendo l'Ente quando necessario. Non ha scelto il contenzioso, ma vi è stato coinvolto e ha avuto il dovere di difendere l'Ente e le risorse della collettività".
"È questo il compito di un’Amministrazione responsabile - osservano inoltre dal Comune boissanese - La serietà amministrativa non si misura dal numero delle interrogazioni presentate o dei comunicati diffusi, ma dalla capacità di assumere decisioni corrette, anche quando sono complesse e soprattutto impopolari. È facile invocare decisioni drastiche quando la responsabilità ricade su altri. Molto più difficile è amministrare nel rispetto delle norme, assumendosi la responsabilità delle conseguenze economiche e giuridiche delle proprie decisioni. E' indiscutibile che il Comune ha affrontato spese legali in merito all'intera vicenda, ma è pur vero che le responsabilità e gli esborsi economici ed erariali derivanti da un'inerzia dell'Ente avrebbe comportato esborsi maggiori. Chi non partecipa attivamente alla realtà amministrativa, così come dovrebbe fare ogni consigliere sia di maggioranza che di minoranza, non può conoscere e valutare tali aspetti di una vicenda così complicata".
"L'Amministrazione continuerà a fare ciò che ha fatto fin dall'inizio: rispettare le decisioni della magistratura amministrativa, tutelare il Comune da ulteriori contenziosi e assumere, al termine del procedimento in corso, tutti i provvedimenti che la legge renderà necessari, senza condizionamenti politici e senza cedere alla propaganda. In conclusione e per massima chiarezza e come sempre ribadito il Comune è pronto a disporre la rimozione dell'antenna nel momento in cui emergessero, a conclusione dell’iter disposto dal Consiglio di Stato, vizi tali da non autorizzare la sua permanenza in loco", la chiosa dell'amministrazione comunale.





