Nel maggio scorso le guardie zoofile di Stop Animal Crimes Italia erano intervenute unitamente ai Carabinieri di Altare in un appartamento dove due cani erano stati abbandonati dai due proprietari e che per questo erano stati denunciati per i reati di abbandono e maltrattamento animali.
In seguito alla denuncia la Procura di Savona, che aveva convalidato il sequestro operato dalle guardie zoofile, aveva affidato i due cani all'ente di tutela animali Stop Animal Crimes Italia non prima di averli collocati prima presso il canile di Savona e poi presso il canile di Cairo Montenotte.
Solo recentemente i cani hanno trovato collocazione presso una famiglia dedita al recupero di cani abbandonati e maltrattati che potrà dare loro l’affetto necessario e migliore vita.
"La scarsa sensibilità verso i bisogni degli animali considerandoli ancora oggetti e non esseri senzienti condanna ancora oggi, nonostante riforme di legge più o meno inutili poiché realizzate per da politici che non sanno cosa accade sul territorio e tra la gente, milioni di cani e gatti e altri animali a vivere in condizioni di sofferenza e patimenti, reclusi in isolamento lontano da ambienti familiari, a catena e in box di ridotte dimensioni piuttosto che abbandonati in locali tra proprie feci e urine. Un fenomeno radicato sul territorio di Savona e non solo che urge contrastare mettendo in campo più risorse e soprattutto impegno tra gli addetti ai lavori, partendo dalle Polizie Locali e Carabinieri Forestali cui il DM 23 marzo 2007 affida l’osservanza delle leggi sul benessere degli animali; ma anche Sindaci e ASL veterinarie hanno per legge l’obbligo di vigilare e prevenire" dice Antonio Colonna, fondatore di Stop Animal Crimes Italia.
"Riteniamo che anche le guardie zoofile (quelle motivate e appassionate più di altre) abbiano in questo devastante quadro illecito in danno di cani, gatti e altri animali una fondamentale importanza e funzione e per questo vadano tutelate. Soprattutto perché si fa molta fatica, da parte degli enti istituzionali preposti, a riconoscere in molte realtà il reato di maltrattamento, ignorando spesso che questo reato non si configura solo se l’animale ha ferite fisiche ma anche se patisce nel suo stato d’animo e nella sua solitudine. Essere senziente significa questo. Non solo mucche o maiali che, purtroppo, vengono tutelati non in quanto animali ma in quanto prodotti e le cui malattie vengono viste come pericolo per l’uomo e non per gli animali stessi e il loro benessere. Ringraziamo la Procura di Savona per il contrasto ai reati in danno degli animali e nella quale continuiamo a confidare e i cittadini che segnalano casi di maltrattamento" conclude Colonna.







