Attualità - 12 agosto 2026, 08:00

A Bardineto il patrimonio artistico apre alle nuove tecnologie: la Chiesa di San Nicolò entra in "Cultura a porte aperte"

I preziosi affreschi del Quattrocento diventano accessibili tutto l'anno grazie a un sistema automatizzato e al sostegno della Fondazione De Mari

A Bardineto il patrimonio artistico apre alle nuove tecnologie: la Chiesa di San Nicolò entra in "Cultura a porte aperte"

La Chiesa di San Nicolò di Bardineto, dal primo fine settimana di agosto, è il primo sito in Liguria ad essere accessibile tramite il progetto “Cultura a porte aperte”.

Un sistema di apertura e narrazione automatizzate di beni culturali, visitabili gratuitamente, in piena autonomia, con accesso in sicurezza gestito in remoto e con biglietto personale digitale. Beni culturali sino ad ora non sempre ammirabili, se non da feritoie, da inferiate e poche volte l’anno in occasioni di celebrazioni, oppure grazie all’attività di volontariato di persone delle comunità, spesso rurali e lontano dalle consuete tratte turistiche, ma che custodiscono gioielli preziosi da far conoscere e da condividere.

Congiuntamente alla Parrocchia San Giovanni Battista l’amministrazione comunale di Bardineto, in sinergia con gli uffici amministrativo e tecnico, hanno potuto aderire a questa importante iniziativa, partita meno di un anno fa, con la partecipazione ad un bando della Fondazione De Mari. Il contributo ha potuto rendere attuabile il fortissimo intento conoscitivo, di valorizzazione e di crescita, che il gruppo di lavoro ha perseguito fin da subito.

La chiesa, di antica origine medievale, considerata tra i monumenti più importanti dell’Alta Val Bormida e dichiarata monumento nazionale italiano dal 1906, ospita difatti un mirabile ciclo pittorico di inizio Quattrocento, straordinaria espressione del gusto gotico cortese. Affreschi che rappresentano un episodio importantissimo d’arte tra i territori liguri e piemontesi, uno dei più affascinanti esempi interamente leggibile di cultura pittorica della Liguria dell’epoca. Caratterizzato da un eccezionale gusto descrittivo, questo ciclo ad affresco si distingue per l’abbondanza della natura, ritratta con fedeltà e varietà, per le eleganti e preziose vesti dei personaggi, arricchite anche da lussuosi inserti in vaio e gioielli, e per l’impostazione scenografica.

L’opera pittorica, che ricopre abilmente ogni spazio dell’arco trionfale e del vano presbiteriale, è frutto di un’unica esecuzione ed è attribuita ad almeno due maestri attivi nei primi decenni del Quattrocento. La straordinaria integrità consente di ammirare appieno la sua raffinatezza formale ed espressiva, oltre alla notevole capacità esecutiva dei suoi autori, che utilizzano nella pratica artistica incisioni, mascherine e pigmenti di altissima qualità. Questo ciclo pittorico è stato riconosciuto come un momento cruciale nella comprensione della cultura artistica e figurativa tardogotica tra Piemonte e Liguria, richiamando gli sviluppi artistici toscani presenti nei centri portuali liguri e l’influenza lombarda-padana.

L’ingresso al bene è reso possibile in primis dalla creazione di un account personale sul sito (clicca QUI) e successivamente dall’applicazione digitale App “Cultura a porte aperte”, scaricabile gratuitamente, che prenota e permette l’entrata al sito 365 giorni l’anno dalle 9.00 alle 18.00. Accedendo all’interno del bene, il visitatore può avviare una “voce narrante” tra le diverse lingue a disposizione valorizzata da musiche diffuse e da una regia di luci direzionali. Il racconto è accessibile anche alla disabilità sensoriale.

Redazione

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