L’area archeologica di Alba Docilia, riqualificata anche grazie alla stretta collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Liguria, si conferma come luogo vivo di cultura e di dialogo tra epoche. Sempre più spesso, infatti, i siti storici diventano scenari privilegiati per eventi culturali e artistici: spazi capaci di amplificare la forza delle opere contemporanee e, allo stesso tempo, di offrire nuove chiavi di lettura del patrimonio archeologico. Questi luoghi, nati per custodire la memoria, si trasformano in palcoscenici di creatività, dove passato e presente si incontrano in forme inaspettate. La villa romana di Alba Docilia non fa eccezione: la sua struttura, le sue cromie e la sua atmosfera si prestano a ospitare esposizioni temporanee che ne valorizzano la storia e ne rinnovano la percezione.
In questo contesto prende forma l’esposizione "Dialogo con il passato" dell’artista Ylli Plaka, un progetto che intreccia memoria e contemporaneità.
Come sottolinea il critico d'arte e giornalista Silvano Godani: “Se c’è un artista in grado di tenere aperto costantemente un Dialogo con il Passato (come recita il titolo della mostra) senza rinunciare a mantenere sotto osservazione il Presente, pericolosamente incline a ridimensionare l’importanza culturale del pensiero occidentale, questo artista è certamente Ylli Plaka. Nato in Albania, quella che era la antica regione dell’Illiria Caucasica, Plaka trasferisce sempre nelle sue sculture ceramiche la magmatica potenza espressiva di quelle ‘forme’ ancestrali attraverso la ruvidezza aspra e inalterabile del grès, senza cessare di misurarsi dialetticamente con la realtà del Presente evocata dagli ori e dagli smalti. Ovvero, come in questo caso, confrontandosi con il mondo ben strutturato dell’antica Roma che qui aveva costruito un’importante ‘Stazione di Posta’. Così i suoi Totem, proiettati verso l’alto con una sorta di ‘slancio vitale’ bergsoniano, ridanno vita alla grande Villa Romana di Alba Docilia, collegando la primordiale Gea (la Terra) a Urano (il Cielo) attraverso la splendente Selene (la Luna), la cui adorazione costituiva il culto principale proprio dell’Albania Caucasica”.
Simona Poggi, Assessore alla Cultura di Albisola ha dichiarato: "Accogliere l'esposizione di Ylli Plaka in questo luogo così ricco di storia significa dare nuova voce a un patrimonio che continua a parlarci. Le opere dell'artista si integrano armoniosamente con la villa romana in un equilibrio perfetto di cromie, superfici e materia. È un dialogo silenzioso e potente, capace di emozionare e unire passato e presente".
L'esposizione, presso l'area archeologica in Piazza Giulio II ad Albisola Superiore, sarà visitabile sino a domenica 27 settembre.








