«Alzi la mano destra e dica “Lo giuro”. Guai quella sinistra! Il mancinismo è un nome e un programma già dall’etimologia latina: basti pensare che “mancino” deriva da mancus (mutilato, imperfetto), mentre l’aggettivo dexter, oltre a indicare la destra, indica qualcosa di benevolo. In francese chi è preciso nei gesti è adroit (abile), chi è deformato, è gauchie.
Ma per quel 10% (pressoché immodificato) della popolazione che fin dalla storia dei tempi è stato discriminato dalla cultura (popolare e istruita), è finalmente arrivato il momento del doveroso e fiero riscatto!
Nel libro “Storia dei mancini - ovvero sulla gente fatta a rovescio”, l’autore Pierre Michel Bertrand regala al lettore una panoramica sullo sviluppo della storia del mancinismo, passando da una completa avversione, a una sorta di accettazione, fino all’ammirazione di personalità mancine, decisamente illustri.
Tra la fine del Settecento e l’Ottocento, il disprezzo del mancinismo sposa anche il piano medico e criminologico. «Scienziati e antropologi - riporta Bertrand - associano il mancinismo alla degenerazione fisica e mentale, alla pazzia, all’isteria e alla tendenza al crimine. Scrivere o usare la sinistra per le attività primarie diventa ufficialmente considerata una sintomatologia di arretratezza evolutiva o una malattia da correggere brutalmente».
Da disprezzati, verso la fine dell’Ottocento, i mancini, per “immensa indulgenza” della società, passano a essere tollerati, purché siano educati. Non più messaggeri demoniaci, ma persone con un difetto da reprimere e correggere. Guai a scrivere o a usare la mano sinistra. Nelle scuole esisteva una vera e propria ossessione per la correzione.
Bertrand fa finire il periodo della rieducazione nella seconda metà del Novecento, ma chi scrive, che è nata (mancina) ben oltre la metà del secolo, può testimoniare come anche nelle famiglie esistesse ancora quella tendenza alla correzione.
Eppure le specificità non mancano per i mancini, in positivo e in negativo secondo la scienza. Alcune possono essere considerate marce in più. Avrebbero anche una memoria di ferro, poiché i due emisferi sono più connessi tra loro. E non basta: sono più bravi negli sport come ping pong, pugilato, scherma o baseball che richiedono pronta reattività. Sono anche capaci di pensare maggiormente “fuori dagli schemi” quando si tratta di trovare soluzioni ai problemi. Dal punto di vista della salute, se è vero che hanno un maggiore rischio di tumore al seno, dall’altro hanno un vantaggio ad esempio per il recupero post-ictus.
Così, finalmente, a incarnare il tanto atteso riscatto, nel 1992 viene istituita la Giornata Mondiale dei Mancini, in cui ogni 13 agosto si ricordano tutti coloro che ogni giorno si barcamenano tra porte, lavandini, forbici, apriscatole, mouse... fatti su misura per i destrimani.
E poi non dimentichiamo che l’elenco dei mancini illustri è lungo. Dentro ci sono ben tre presidenti Usa (Barack Obama, Bill Clinton e George Bush padre), il premio Nobel per la fisica Albert Einstein (costretto però a correggersi), ma anche quello che è considerato uno dei più grandi geni dell’umanità, Leonardo Da Vinci. Per non parlare di un Michelangelo inatteso, che alcuni ritengono sia stato mancino almeno nella scultura.
E l’elenco è ancora lunghissimo: Raffaello, Van Gogh, Alessandro Magno, Giulio Cesare, Wolfgang Amadeus Mozart, Picasso, Beethoven, Napoleone, Marie Curie, Charlie Chaplin, Isaac Newton, Alan Turing, padre dell’informatica moderna, fino ad Ayrton Senna, Maradona e Riva.
Oppure, rimanendo nella cronaca, il principe William, l’attrice Angelina Jolie, i cantanti Lady Gaga, Paul McCartney, il patron di Facebook Mark Zuckerberg, il guru di Microsoft Bill Gates, il tennista Nadal, l’argentino Messi, il centauro Valentino Rossi e il rapper Fedez.
Non trovando chitarre per mancini, Jimi Hendrix, prese una Fender Stratocaster per destrimani, la capovolse e invertì l’ordine delle corde, modificando addirittura il suono e creando il mito.
Leggende della storia che hanno trasformato il loro tocco di genialità e la loro mano sinistra in un simbolo di pensiero non convenzionale. Per Bertrand, la diffidenza verso chi usa la sinistra rivela la paura ancestrale dell’uomo per tutto ciò che esce dalla norma o rompe la simmetria rassicurante. «Nonostante secoli di persecuzioni - sottolinea l’autore - tentativi di cancellazione, punizioni corporali e condanne religiose, la percentuale di mancini nell’umanità è rimasta costante nel tempo e in tutte le culture. Quella piccola percentuale che ha resistito a qualsiasi pressione sociale».
Non ci resta che celebrare l’orgoglio di rappresentare quell’intramontabile e indelebile 10%. Ieri, oggi, sempre…





