"A seguito del volantino distribuito a cura dell'Associazione per la Rinascita della Valle Bormida essendo coinvolto, anche se marginalmente nello scritto, mi permetto di esternare il mio pensiero".
Così il Sindaco di Cengio Francesco Dotta ha voluto rispondere al volantino a due facciate, distribuito nelle scorse settimane in Val Bormida, che ha riportato al centro del dibattito pubblico una questione che il territorio considera tutt'altro che chiusa: lo stato reale del sito ex-ACNA.
"Ho delle certezze, le ripeto esattamente come già scrissi in precedenza all'amico Pier Giorgio Giachino in occasione di uno dei numerosi scambi epistolari sull'argomento, ovvero 1: l'Acna sin da quando è nata ha rappresentato un punto di riferimento importante a livello occupazionale e di conseguenza di benessere economico per i residenti in Valle. 2: Le produzioni hanno generato un grande inquinamento della nostra valle. 3: La svolta ambientale è stata possibile grazie alle proteste e alle manifestazioni supportate in maniera quasi esclusiva e determinante dagli abitanti piemontesi della valle. 4; La zona A1 sarà per sempre "tombata". 5: La zona A2 ha subito una bonifica ambientale con delle criticità. 6: Il paese di Cengio, ormai da circa 30 anni, è ostaggio di questa situazione con il mercato commerciale e immobiliare ridotto al lumicino. 7: E' impensabile sostenere tale situazione in eterno ed urge trovare una soluzione. 8: Ad oggi i comuni piemontesi a valle dell'ex stabilimento Acna non possono lamentare inquinamento, il fiume è vivo e pulito, l'aria è sana" spiega il primo cittadino.
"Sulla base di questa stringata sintesi ci si dovrebbe confrontare per programmare un percorso finalizzato alla risoluzione definitiva del problema. Sono anni che il sottoscritto sollecita soluzioni definitive. Ora con lo spauracchio del termovalorizzatore da più parti si evidenzia la bonifica incompleta del sito e la necessità di provvedere al suo completamento. Tale ipotesi è tecnicamente possibile usando il buon senso e le soluzioni tecniche disponibili più appropriate - continua - E' pero necessario smetterla di enfatizzare ipotetici e improbabili scenari catastrofici come il movimento franoso della collina o l'inondazione di una parte importante del paese. Se ciò dovesse veramente accadere saremmo di fronte ad un disastro ambientale di proporzioni inaudite per l'intero comprensorio che farebbero passare in secondo piano tutto il resto".
"Per quanto concerne l'ipotesi dell'installazione di un termovalorizzatore sulle aree ex Acna ho già espresso chiaramente il mio pensiero e lo rimarco. No a tale ipotesi. Ne evidenzio le motivazioni: Cengio ha già avuto "in eredità" la zona tombata denominata A1. Come accennato in precedenza la zona A2 presenta delle criticità che si sommano a quelle presenti nell'area denominata Merlo. La maggior parte dei cittadini è ancora sensibile in modo negativo ai disagi ambientali provocati dalle lavorazioni Acna. La viabilità all'interno dell'abitato di Cengio non sarebbe assolutamente in grado sia sotto l'aspetto logistico che di sicurezza di sostenere il traffico generato dagli autotreni che trasporterebbero i materiali in arrivo e le ceneri in uscita - conclude il Sindaco - Per opportuna conoscenza segnalo che già a metà luglio scorso ho inviato una lettera ai Presidenti della Provincia di Cuneo e Savona con la richiesta di organizzare un incontro con tutti gli attori della vicenda al fine di ipotizzare una proposta di programma volta al definitivo completamento delle opere di messa in sicurezza del sito. Ad oggi non ho avuto nessun riscontro. Rimango a disposizione in maniera propositiva con chiunque abbia a cuore tale problema".





