Riceviamo e pubblichiamo.
"Desidero segnalare un episodio sconcertante avvenuto oggi in un supermercato di Savona, davanti a diverse persone.
Ho acquistato una bottiglia di olio d'oliva e una borsa di plastica del punto vendita per trasportarla. Dopo pochi metri la borsa ha ceduto e la bottiglia è andata in frantumi ai miei piedi, sporcandomi ma per fortuna senza ferirmi.
Ho constatato subito che la borsa era difettosa: il bordo era così sottile che non avrebbe retto nemmeno un pacco di biscotti.
Mi sono quindi recata al "punto d'ascolto" per segnalare la pericolosità di queste borse (forse si tratta di una partita fallata) e per ottenere la sostituzione della bottiglia. Ho chiesto di parlare con il direttore, ma sono stata indirizzata a un impiegato, al quale ho spiegato con calma l'accaduto. Si è poi unito alla conversazione un uomo dai modi arroganti, al quale ho chiesto di qualificarsi: si trattava di una guardia giurata in borghese.
Dopo essere stata derisa, offesa e accusata di dire il falso, ho annunciato che avrei segnalato la pericolosità delle borse ai Carabinieri. A quel punto è comparso il direttore che, ridacchiando, ha acconsentito a ripetere la prova con un'altra borsa e un'altra bottiglia. Non potete immaginare la sua espressione sconcertata e incredula quando, dopo pochi metri, la scena si è ripetuta davanti a tutti i presenti.
Sono arrivate le scuse del direttore e della guardia giurata, oltre alla sostituzione della bottiglia d'olio. Ma il punto è un altro: intendete ritirare l'intera partita di borse difettose e pericolose, oppure aspetterete che qualcuno, magari una donna anziana ignara o un bambino, si faccia male? Non tutti, infatti, sono "rompiscatole" come me: molti lasciano semplicemente correre.
Patrizia Colombini, 70 anni"





