Riceviamo e pubblichiamo:
Dalla sua realizzazione, avvenuta all'inizio dell'Ottocento in epoca napoleonica, la strada del Colle di Cadibona (oggi SP 29) rappresenta una delle principali vie di collegamento tra Savona, il valico della Bocchetta di Altare e la Pianura Padana. Da oltre due secoli costituisce un'infrastruttura essenziale per il transito di persone e merci tra il Mar Mediterraneo e il Nord Italia.
Il tracciato attuale ricalca in larga parte quello originario, pur essendo stato nel tempo interessato da allargamenti, ponti, viadotti e altri adeguamenti legati all'aumento del traffico del Novecento. Lungo il suo percorso sorgono numerosi insediamenti residenziali, tra cui le frazioni savonesi di Maschio e Montemoro, abitate da cittadini che convivono quotidianamente con questa strada e che ne hanno osservato negli anni la progressiva trasformazione.
Negli ultimi tempi sono stati effettuati alcuni interventi di ripristino dei guard-rail e di manutenzione ordinaria, opere attese da tempo ma ancora insufficienti rispetto alle condizioni complessive della strada e alle esigenze di sicurezza dei residenti e degli utenti.
Pur in assenza di dati pubblici aggiornati sul traffico giornaliero, è evidente a chi vive lungo la SP 29 che il transito, in particolare quello dei mezzi pesanti, sia aumentato sensibilmente dal 2019, anno della sospension della rete funiviaria utilizzata per il trasporto del carbone verso Cairo Montenotte. A ciò si aggiunge la crescita dei traffici merci nei porti di Savona e Vado Ligure, nonché il frequente passaggio di trasporti eccezionali che interessano la direttrice del Colle di Cadibona.
Da anni i residenti segnalano criticità rilevanti: sicurezza stradale, condizioni del manto e delle pertinenze, insufficiente pulizia delle cunette, accumulo di residui vegetali e rifiuti abbandonati dagli automobilisti. Queste situazioni non costituiscono soltanto un problema di decoro e manutenzione: in occasione di eventi meteorologici intensi possono contribuire a creare ostacoli al deflusso delle acque, dissesti e interruzioni lungo una strada strategica per l'intero territorio.
Vi è inoltre un tema ambientale e sanitario che merita maggiore attenzione. L'aumento dei veicoli pesanti comporta maggiori emissioni, rumore e vibrazioni nelle aree abitate. Particolarmente preoccupante è il trasporto di rinfuse, tra cui il carbone: i residenti hanno più volte osservato camion con carichi eccedenti i cassoni o non adeguatamente coperti, con dispersione di materiale lungo il percorso, soprattutto in curva. Una situazione che ricade direttamente sulle abitazioni e sulle persone che vivono a ridosso della provinciale.
Nel corso degli anni sono state avanzate diverse ipotesi: il trasferimento delle rinfuse su ferrovia, il ripristino o l'ammodernamento della rete funiviaria, un maggiore utilizzo dell'autostrada e la realizzazione di bypass nei punti più critici della SP 29, dove si sono verificati numerosi incidenti. Tuttavia, a fronte delle molte proposte, i risultati concreti restano limitati e gli incidenti continuano a verificarsi con frequenza preoccupante, spesso in condizioni potenzialmente molto gravi.
Occorre inoltre interrogarsi sulla reale capacità della strada di sostenere il traffico attuale e futuro. Anche ipotizzando interventi puntuali e bypass, la SP 29 rimane una strada storica che attraversa centri abitati e che non può essere caricata indefinitamente di funzioni logistiche incompatibili con le sue caratteristiche geometriche e territoriali.
Alcuni interventi recenti meritano una valutazione attenta. La modifica della curva di Montemoro, già interessata in passato da ribaltamenti di mezzi pesanti, ha certamente migliorato la fluidità del traffico; tuttavia, secondo molti residenti, ha anche favorito velocità di percorrenza più elevate. In precedenza, la ristrettezza della curva costringeva i camion a rallentare sensibilmente; oggi il passaggio risulta più agevole, ma non necessariamente più sicuro per chi vive lungo la strada.
Anche gli autovelox non possono rappresentare l'unica risposta. La disciplina dei limiti di velocità appare spesso frammentata e poco comprensibile, soprattutto nelle aree abitate. Inoltre, a fronte delle entrate derivanti dalle sanzioni, i residenti chiedono di vedere investimenti più evidenti e proporzionati nella manutenzione ordinaria, nella sicurezza e negli interventi strutturali.
La domanda, quindi, rimane aperta: quale futuro si intende garantire alla strada del Colle di Cadibona e alle comunità di Maschio, Montemoro e Cadibona, frazione del Comune di Quiliano anch'essa direttamente coinvolta?
La situazione delle Funivie resta incerta. Il progetto presentato al Ministero richiede investimenti molto rilevanti e, senza un soggetto finanziatore pubblico o privato in grado di sostenerli, il rischio è che tutto rimanga fermo per anni. Anche il potenziamento del trasporto ferroviario delle rinfuse, più volte annunciato, non sembra ancora tradursi in un intervento concreto, mentre il trasporto su gomma continua a rappresentare la soluzione prevalente.
Nel frattempo, il completamento dell'Aurelia Bis fino a corso Ricci potrebbe determinare un ulteriore incremento del traffico sulla SP 29, se non accompagnato da una pianificazione coerente dei collegamenti portuali e autostradali. Rimane inoltre irrisolto il tema dell'ultimo lotto verso Legino, il cui iter progettuale continua a procedere con difficoltà.
La Liguria soffre da tempo di un problema infrastrutturale e logistico di grande rilievo. Genova potrà contare sul Terzo Valico; Savona e Vado Ligure, nonostante la crescita delle attività portuali, non dispongono ancora di collegamenti adeguati e sostenibili. La piattaforma di Vado Ligure beneficia maggiormente della prossimità all'autostrada, mentre il porto di Savona continua a gravare su una rete stradale urbana e provinciale già sottoposta a forte pressione.
Nel Piano regionale delle infrastrutture è stata ipotizzata anche la realizzazione di un collegamento stradale sotterraneo tra il porto di Savona e lo svincolo autostradale. Si tratta però di un'opera complessa, costosa e di difficile realizzazione, come dimostrano le difficoltà incontrate dagli interventi già in corso sull'Aurelia Bis. Inoltre, anche qualora fosse realizzata, non risolverebbe completamente il problema: per molti autotransportatori l'utilizzo dell'autostrada continua infatti a comportare costi aggiuntivi che rendono economicamente più conveniente il transito sulla viabilità ordinaria.
I residenti non chiedono promesse né interventi provvisori. Chiedono una strategia concreta, verificabile e sostenibile, che affronti insieme la sicurezza stradale, la tutela della salute, la manutenzione della SP 29, la gestione dei traffici portuali e il diritto alla qualità della vita delle comunità attraversate dalla strada.
Non si può attendere che si verifichi un incidente mortale per intervenire in modo serio. Nelle scorse settimane, un camion carico di carbone ha bloccato l'intera carreggiata tra Maschio e Montemoro, in prossimità di una curva: un episodio che conferma, ancora una volta, quanto questa situazione sia fragile e quanto sia urgente agire.





