Una sagoma imponente e decisamente insolita ha attirato nella mattinata di oggi gli sguardi di bagnanti e appassionati lungo la costa savonese, pur abituati alla presenza di navi di lusso. Nelle acque di Celle Ligure è comparsa una grande nave di supporto con la scritta "U-81" sulla fiancata.
Il nome ha acceso subito una pista sbagliata: diverse ricostruzioni circolate in queste ore hanno collegato l'imbarcazione alla flotta di Mark Zuckerberg. Si tratta però di un caso di omonimia. Negli ultimi anni sono esistite due navi chiamate U-81, e quella visibile al largo di Celle non è la nave del fondatore di Meta.
La prima U-81 era una unità da 80,1 metri costruita da Damen Yachting nel 2022 su una carena di appoggio offshore, e faceva da nave di supporto all'Amels Here Comes the Sun da 89 metri, della flotta del miliardario neozelandese Graeme Hart. Nell'aprile 2025 è stata venduta (l'operazione è stata valutata attorno ai 100 milioni di dollari) ed è stata ribattezzata Wingman. Oggi opera a servizio di Launchpad, il Feadship da 118 metri attribuito a Zuckerberg.
La nave visibile in questi giorni davanti alle coste della Riviera ligure è invece un'altra unità, che ha ereditato il nome U-81. Era la FS Cygnus, una nave di appoggio offshore da 76,6 metri consegnata nel 2014 dal cantiere norvegese Simek, acquistata da un armatore privato nel marzo scorso e sottoposta a una conversione radicale al cantiere Zwijnenburg di Capelle aan den IJssel, nei Paesi Bassi. È uscita dal rimessaggio soltanto a giugno 2026, quando è stata avvistata per la prima volta a Rotterdam nella sua nuova veste: la Liguria è di fatto una delle sue prime stagioni operative.
L'identità dell'acquirente non è stata resa pubblica, ma le fonti specializzate del settore la riconducono allo stesso Hart: il nome ne fa l'erede diretta della precedente U-81, e la nave è indicata come futuro supporto di Ulysses, il Feadship da 102,6 metri che è oggi l'ammiraglia della sua flotta.
Oltre all'omonimia, c'è un dato di posizione che chiude la questione: la Wingman di Zuckerberg si trova dall'altra parte del mondo. Ha lasciato Seattle il 18 giugno e le rilevazioni AIS più recenti la collocano nelle acque dell'Alaska, all'altezza di Auke Bay. Non è nel Mediterraneo da mesi.
La presenza della U-81 nelle acque savonesi ha invece una spiegazione lineare: sta seguendo l'ammiraglia di Hart. All'inizio di agosto Ulysses risultava ormeggiata nel porto di Antibes, sulla Costa Azzurra, con la U-81 appena convertita operativa nelle vicinanze. È esattamente lo schema per cui queste navi esistono.
Una support vessel non è uno yacht da diporto: è una nave di servizio che accompagna i grandi yacht e trasporta mezzi, attrezzature, rifornimenti e personale necessari alle lunghe navigazioni. Può muoversi in autonomia, anticipare l'unità principale, trasferire elicotteri, tender e moto d'acqua, oppure sostare in rada in attesa di raggiungere il resto della flotta. La presenza della nave, dunque, non implica affatto che il proprietario sia a bordo o nelle vicinanze.
La U-81 è un caso particolare perché non fa nulla per nascondere le proprie origini industriali. Il ponte di carico ereditato dalla FS Cygnus misura 764 metri quadrati con una portata di 1.550 tonnellate, valori difficilmente raggiungibili da una nave di appoggio costruita appositamente per il settore. La plancia è collocata a proravia e molto alta sul livello del mare, con visibilità a 360 gradi: era pensata per manovre offshore di precisione. La nave dispone inoltre di posizionamento dinamico DP2, doppi bow thruster e doppi stern thruster, che le consentono di mantenere la posizione con precisione durante i movimenti dell'elicottero, il varo dei tender e le attività sportive in acqua.
Per dare un'idea del genere di dotazione di cui si parla in questa categoria di navi: la precedente U-81, al momento del passaggio di proprietà, risultava equipaggiata con un elicottero Bell 429, tender, moto d'acqua e numerose altre attrezzature, oltre a un campo da basket ricavato sul ponte di poppa una volta svuotato.
Nato il 6 giugno 1955, Graeme Richard Hart è tra gli uomini più ricchi della Nuova Zelanda, con un patrimonio stimato in circa 12,1 miliardi di dollari neozelandesi a giugno 2024. È stato il primo neozelandese a superare la soglia dei 10 miliardi ed è rimasto in vetta alla NBR Rich List per vent'anni, primato interrotto nel 2024 dai proprietari di ZURU. Forbes lo collocava al 274° posto nella classifica mondiale a marzo 2022; nello stesso anno è entrato nella New Zealand Business Hall of Fame.






