Curiosità - 22 agosto 2026, 08:00

Il 22 agosto è la Giornata della Fatina dei denti, tornare bambini per un giorno

Una tenera storia sull’emozione di crescere e sulla bellezza dell’attesa, comune in tutto il mondo

Il 22 agosto è la Giornata della Fatina dei denti, tornare bambini per un giorno

Nell’infanzia di ciascuno di noi arriva, prima o poi, un appuntamento magico: quello con la Fatina dei denti. Per ricordacelo, è nata la Giornata mondiale della Fatina dei denti, che si celebra ogni anno il 22 agosto.

La leggenda vuole che ogni dentino caduto a un bimbo lei lo porti via, lasciando in cambio un soldino. Chi non ricorda, da piccolo, di averne lasciato uno sotto un bicchiere rovesciato, o sotto il cuscino?

Questa usanza ha origini molto antiche in vari popoli europei, dove si usava seppellire i dentini da latte caduti ai bambini. La prima volta che il mito della fatina viene raccontato è nella novella francese La Bonne Petite Souris di fine Seicento, scritta dalla baronessa Marie-Catherine d’Aulno: qui una fata si trasforma in una topolina per aiutare la Regina a sconfiggere un Re malvagio, facendogli cadere tutti i denti. Per questo in Francia e nei paesi francofoni (tranne il Canada) i bimbi aspettano la Petite Souris per ricevere soldi in cambio dei loro dentini.

La leggenda di questa figura magica, tuttavia, non è appannaggio solo dell’Europa: in molte culture ai diversi angoli del globo, infatti, ritroviamo rituali simili, i quali hanno tutti probabilmente origine dall’antica pratica dai genitori di seppellire i dentini da latte dei loro bambini in segno beneaugurale. In molti paesi asiatici, come ad esempio in Cina, Giappone, India, Vietnam e Corea, i genitori hanno invece l’abitudine di lanciare il dente sopra il tetto di casa (dove poi verrà recuperato dalla fatina), mentre in Turchia si usa ancora nascondere sotto terra i dentini, pensando che questo porti fortuna ai più piccoli.

In Argentina i bambini devono mettere il dentino vicino ad un bicchiere di vino posizionato nei pressi del loro letto per fare in modo che la fata passi da loro a lasciare un regalino o una moneta, mentre in Messico l’usanza è quella di mettere il dentino all’interno di una scatolina sotto al cuscino del bimbo, dove poi passerà un topo a lasciare il soldino.

A differenza di Babbo Natale e del Coniglietto di Pasqua, l’aspetto della Fatina dei denti varia molto nell’immaginario collettivo, ma nel complesso, tutte le immagini attribuite a questa figura hanno in comune le ali e una bacchetta magica.

In alcune zone dell’Europa la Fatina dei denti assume anche la forma di un topolino (il cosiddetto “topolino dentino”), il quale assolve alla medesima funzione e che costituisce un personaggio amatissimo dai più piccoli.

Anche questa favola viene tramandata per leggenda e affonda le radici nella Spagna della fine del XIX secolo: “Ratoncito Pérez”. La fiaba racconta del futuro re Alfonso XIII, un bambino molto viziato e tormentato da alcune paranoie derivate dalla sua salute cagionevole. Infatti, il piccolo Alfonso, quando perse il suo primo dente da latte a 8 anni, si convinse di essere malato. La madre allora, per tranquillizzarlo, chiese allo scrittore Luis Coloma di scrivere un racconto sulla storia di suo figlio. Così nacque il topolino Ratoncito Pérez, che nella storia faceva al bimbo un dono per ogni dentino caduto. Da qui si diffuse la leggenda del topolino dei denti che lasciava un soldino sotto il cuscino di ogni bambino con un dentino caduto.

In Lombardia ed in alcune altre città, questo ruolo è invece attribuito a Santa Apollonia, vergine e martire, morta nel 249 d.C, che viene ricordata il 9 febbraio. Secondo la storia, fu catturata perché aveva aiutato i cristiani e fatto opera di apostolato. La tradizione vuole che per questo motivo le furono cavati i denti di bocca con una tenaglia e per questo è venerata come patrona di dentisti, igienisti dentali e odontotecnici. Un’altra variante della leggenda dice che i denti le siano caduti in seguito alle percosse per farle rinnegare la fede cristiana. In entrambi i casi morì lanciandosi nelle fiamme per evitare di pronunciare bestemmie. Perciò santa Apollonia è raffigurata nell’iconografia come una giovane vergine con in mano una tenaglia che stringe un dente ed è invocata da chi soffre di malattie ai denti.

Non importa l’usanza con cui si cresce, la cosa più importante è che, in qualsiasi forma, la Fatina rappresenta una sorta di conforto per i bambini che provano paura o dolore per la perdita dei denti da latte. Conforto anche per i genitori, che riescono a tranquillizzare i piccoli con un po’ di fantasia e di magia, che non guasta mai.

Silvia Gullino

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