Attualità - 26 agosto 2026, 09:30

Traffico pesante sulla Sp 29, la FILT Cgil: "Puntare sui treni per salvare la viabilità"

Il sindacato denuncia l’aumento di camion tra Maschio, Cadibona e Montemoro e chiede di rilanciare le linee Savona-Alessandria e Savona-Torino: "La gomma da sola non può reggere la crescita delle merci"

Traffico pesante sulla Sp 29, la FILT Cgil: "Puntare sui treni per salvare la viabilità"

"Abbiamo letto recentemente sugli organi di stampa dell’ennesima protesta degli abitanti che, lungo la Sp 29, lamentano l’incremento dell’inquinamento e degli incidenti dovuti al sempre più elevato traffico di mezzi pesanti che interessa la provinciale e le località di Maschio, Cadibona e Montemoro. Da tempo solleviamo l’urgenza di avere infrastrutture in grado di rispondere adeguatamente alla costante crescita delle merci che transitano dal porto di Savona-Vado, dando risposte concrete anche alle esigenze dei cittadini, con l’obiettivo di un’occupazione stabile e di qualità sul territorio". Cosi commenta in una nota la FILT Cgil di Savona. 

"È un dato di fatto che il crescente sviluppo di quei traffici non possa essere supportato esclusivamente dal trasporto su gomma, per le inevitabili ricadute negative sia in termini di sostenibilità ambientale, sia per la criticità sempre maggiore sopportata dalle vie di comunicazione afferenti al porto. Infatti, mentre si stanziano risorse spot per la manutenzione stradale, si propongono varianti, ponti e incentivi per gli spostamenti verso un’autostrada già al collasso, o ci si perde dietro ad accordi interregionali che richiederanno anni — se non decenni — solo per la progettazione e l’iter burocratico, il sistema dei trasporti merci e passeggeri collassa sotto il peso di un traffico su gomma insostenibile", aggiungono dal sindacato. 

"Non si può quindi tacere di fronte a soluzioni che riteniamo inadeguate a gestire il traffico e a risolvere in tempi brevi la crisi logistica che il territorio savonese e la Val Bormida stanno già subendo. Come sindacato, abbiamo sempre sostenuto il ripristino delle Funivie, per tutelare l’occupazione dei lavoratori interessati, garantire un trasporto green e limitare il traffico pesante sulle strade urbane ed extraurbane. Dopo sette anni dall’interruzione del trasporto su fune, però, non vediamo ancora azioni concrete che portino a pensare a un ripristino effettivo di quel servizio. Occorre quindi ragionare su altro". 

"Come supporto alla gomma, abbiamo sostenuto negli anni l’esigenza di valorizzare un’infrastruttura straordinaria, che giace colpevolmente sottoutilizzata: la linea ferroviaria Savona-San Giuseppe-Alessandria". 

"Un’opera concepita con una visione strategica lungimirante già a metà dell’Ottocento, dotata di un tracciato altimetrico costante, pendenze favorevoli e stazioni con binari di incrocio superiori ai 400 metri, che negli anni è sempre stata utilizzata per il traffico del carbone e di merci varie, oltre che per il trasporto passeggeri. I fatti parlano chiaro e rispondono in maniera netta a qualsiasi proposta di interventi stradali a lungo termine. Lo scorso anno, in occasione della chiusura della linea ferroviaria Genova-Milano, la tratta Savona-Alessandria ha accolto circa 170 treni merci diretti verso gli scali emiliani, lombardi e del Nord-Est, dimostrando in poche settimane una capacità operativa straordinaria. Senza questa linea, l’interruzione della linea principale avrebbe paralizzato i traffici portuali". 

"Mentre i cantieri stradali e le varianti rimangono impantanati in burocrazie infinite e sterili confronti politici, il potenziamento della Savona-Alessandria, insieme alla Savona-Torino, utile anche ai fini turistici, e il recupero dei raccordi ferroviari della Val Bormida rappresentano l’unica via d’uscita concreta per garantire un’occupazione di qualità, tutelare l’ambiente e dare certezze agli operatori portuali", conclude la FILT Cgil di Savona. 

Redazione

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