L’estate sta finendo, che ci piaccia oppure no, portandosi via la pelle abbronzata che profuma di crema solare, gli aperitivi sulla spiaggia e quel senso di libertà e spensieratezza che nessun’altra stagione sa regalare.
Siamo di nuovo a settembre, che per molti segna la fine delle ferie, la ripresa del lavoro e, a breve, la riapertura delle scuole. Le valigie sono ormai disfatte, le foto delle vacanze invadono i social e resta quella sensazione sospesa tra malinconia e bisogno di ricominciare con nuovi programmi e progetti.
È il mese in cui l’estate, prima di andarsene, si volta ancora un paio di volte, e noi con lei, come si fa con chi si ama un po’ e non si vuole vedere andare via troppo in fretta. Un’amicizia stagionale, nata tra un tuffo e un abbraccio, che si mette in pausa fino all’estate successiva, come un libro segnato a metà con l’orecchio alla pagina. Ed è proprio questa la magia delle vacanze: la capacità di credere che il tempo, per una volta, possa fermarsi ad aspettarci.
E poi, quasi all’improvviso, l’aria cambia. Non è ancora autunno pieno, non è più estate piena: è un mese di passaggio, fatto di mattine che sanno ancora di mare e sere che già profumano di caldarroste fumanti, di magliette a maniche corte indossate sotto una giacca leggera, degli ultimi gelati mangiati con lo stesso gusto con cui a ottobre si assaporerà la prima cioccolata calda.
«L’estate sta finendo…» cantavano i Righeira nel lontano 1985, un brano diventato prima tormentone e poi di grande attualità anche nei giorni nostri. Ma la canzone proseguiva anche con la frase “…e un anno se ne va…”, eh sì, perché le stagioni, come le persone, non finiscono mai davvero, si limitano a trasformarsi, lasciando dietro di sé la promessa silenziosa di un ritorno.
Perché si chiama così
Settembre ha 30 giorni ed è il nono mese del calendario. Ma non è sempre stato così: c’è una curiosità che arriva dal passato, ricordandoci che il modo in cui abbiamo deciso di dividere il tempo, usando i calendari, è solo una convenzione che è cambiata più volte nel corso della storia. Questa curiosità è che per molto tempo settembre è stato il settimo mese dell’anno ed è proprio per questo che si chiama così.
Il calendario romano
Fino al 46 a.C. infatti, quando nell’antica Roma era ancora vigente il calendario romano, l’anno prendeva inizio il primo marzo. Il calendario era un po’ diverso da quello che conosciamo ed era basato principalmente sui cicli lunari. Aveva solo 10 mesi, iniziava a marzo e terminava a dicembre. In totale durava 304 giorni e non c’erano i mesi di gennaio e febbraio. I segni di quell’antico calendario si vedono ancora oggi: settembre, ottobre, novembre e dicembre, erano rispettivamente il settimo, l’ottavo, il nono ed il decimo mese dell’anno. Luglio era chiamato quintilis (quinto mese) ed agosto sextilis (sesto mese). La riforma del calendario, promulgata da Giulio Cesare nel 46 a.C. introdusse il nome “luglio” in suo onore, mentre “agosto” deriva il suo nome da Augusto.
Il calendario di Numa Pompilio
Secondo quanto riportava Tito Livio nel suo “Storia di Roma dalla fondazione”, fu il secondo re di Roma, Numa Pompilio, (che regnò nel periodo 754 a.C. - 673 a.C.) a introdurre l’attuale calendario di 12 mesi. Con la sua riforma vennero inseriti gennaio (mese dedicato a Giano, il dio degli inizi) e febbraio. Questi due mesi vennero posti alla fine dell’anno, che continuava però ad essere aperto dal mese di marzo.
La riforma “giuliana” del calendario
La riforma di quel calendario arrivò nel 46 a.C., promulgata da Giulio Cesare. Da quel momento il calendario si chiamerà “giuliano”, in omaggio al suo fondatore. Con la riforma giuliana, che introdusse un calendario molto simile a quello dei giorni nostri, l’anno iniziava a gennaio, seguito da febbraio, e marzo passò ad essere il terzo mese. Un’importante novità fu l’inserimento degli anni bisestili ogni 4 anni. Il calendario giuliano è stato usato fino al 1582, quando l’inserimento del calendario Gregoriano (che prende il nome da papa Gregorio XIII, che lo introdusse con la bolla papale Inter gravissimas) rimediò ad alcuni errori accumulatisi nel corso dei secoli.
Altri nomi di settembre
Nel 37 d.C. l’imperatore Caligola mutò il nome del mese in “Germanico” in onore dell’omonimo padre, ma alla sua morte il nome tornò quello originale (settembre). Nell’89 il nome fu cambiato nuovamente in “Germanico”, questa volta per celebrare una vittoria dell’imperatore Domiziano sui Chatti, ma anche Domiziano fu assassinato e il nome del mese ripristinato. Destino breve ebbe anche la riforma del calendario operata da Commodo, nella quale il mese di settembre prendeva il nome di Amazonius. Nel calendario rivoluzionario francese l’anno terminava a cavallo del mese di settembre: fino al 16 o 17 di settembre si era nel mese di Fruttidoro, vi erano poi 5 giorni detti “Sanculottidi” (6 negli anni bisestili), infine, dal 22 settembre alla fine del mese, si cadeva nel primo mese del calendario rivoluzionario, Vendemmiaio.
Riti di settembre
Nell’antica Roma a settembre si svolgevano i festeggiamenti per Giove Capitolino che con Minerva e Giunone costituiva la Triade Capitolina. Durante questi festeggiamenti, che duravano 16 giorni, si svolgevano parate militari, giochi circensi, sfilate di musici, danzatori, atleti e giocolieri. Le statue degli dei erano portate in processione e al termine molte vittime erano sacrificate sugli altari dopo essere state cosparse di mola (germe di grano tostato da cui deriva il verbo immolare).
Frutti di settembre
Settembre, nel mondo del vino, vuol dire una sola cosa: vendemmia! Il mese che saluta l’estate per dare il benvenuto all’autunno è quello in cui i grappoli vengono finalmente raccolti dalla vite dopo un anno di duro lavoro. In campagna, inoltre, finita la lavorazione dei terreni e raccolti gli ultimi tagli delle foraggifere, ci si prepara alla semina del grano. Ma questo mese ci regala altri frutti: castagne, noci, nocciole, mele, pere, giuggiole e le ultime pesche e susine. Per tutto settembre nel nostro orto possiamo raccogliere patate, melanzane, peperoni, pomodori, zucchine e bietole. Per gli appassionati è tempo anche di funghi, da raccogliere con sapienza e rispetto per il bosco e i suoi abitanti.
Proverbi di settembre
Sono davvero tanti i proverbi che mettono al centro questo mese. Giusto per citarne alcuni: “Se in settembre senti tonare tini e botti puoi preparare”; “Di settembre la notte col dì contende”; “La pioggia di settembre è veleno per l’uva”; “A settembre pioggia e Luna, è dei funghi la fortuna”; “Quando la cicala canta in settembre, non comprare grano da vendere”; “Aria settembrina fresco la sera e fresco la mattina”; “Brache, tele e meloni in settembre non son boni”, “A settembre chi è esperto non viaggia mai scoperto”.
Ricorrenze di settembre
Quante e quali sono le giornate mondiali nel mese di settembre? La risposta arriva dall’Onu, che ha pubblicato il calendario completo degli eventi a cui si aggiungono altre date importanti. Prendete nota. Giornata mondiale di preghiera per la cura del Creato (1 settembre); anniversario omicidio del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa (3 settembre); Giornata internazionale della carità (5 settembre); Giornata internazionale della democrazia (15 settembre); Giornata internazionale della parità di retribuzione e Giornata del cheeseburger (18 settembre); Giornata internazionale della pace, Giornata mondiale dell’Alzheimer e Giornata mondiale della gratitudine (21 settembre); San Pio (23 settembre); Giornata mondiale dei sogni (25 settembre); Giornata mondiale del turismo (27 settembre); Giornata marittima mondiale (30 settembre).
Il cielo di settembre
Dopo la Luna dello Storione di agosto, il cielo non smette di regalarci altri fenomeni astronomici ricchi di fascino. Tra tutti la Luna piena del giorno 26, chiamata “Luna del raccolto”, perché essendo la più vicina all’equinozio d’autunno, che quest’anno si verifica il 23 settembre, viene tradizionalmente associata alla più tipica pratica agricola della stagione.





