Gli affitti brevi potrebbero presto avere nuove regole. La Commissione europea si prepara infatti a intervenire sul tema della disponibilità e dell’accessibilità delle abitazioni, introducendo un criterio comune per individuare le aree considerate "sotto stress abitativo" e consentendo, in quei territori, di adottare misure per limitare anche le locazioni di breve durata.
Una questione che potrebbe riguardare da vicino il territorio savonese, dove il fenomeno degli appartamenti destinati al turismo ha assunto dimensioni significative. In provincia di Savona sono infatti 12.165 gli appartamenti ammobiliati a uso turistico registrati, uno dei numeri più elevati della Liguria. Il dato conferma il peso assunto dalle locazioni turistiche sul mercato immobiliare locale.
Secondo i dati regionali relativi al 2025, gli AAUT appartamenti ammobiliati a uso turistico attivi in provincia erano 12.149, a fronte di 38.877 complessivi in Liguria. Savona rappresenta quindi da sola quasi un terzo dell'offerta regionale di questo tipo.
Non si tratta soltanto di numeri legati all'offerta turistica. Gli appartamenti ammobiliati a uso turistico hanno infatti generato nel 2025 160.167 arrivi e 1.265.505 presenze in provincia di Savona. La componente italiana è stata particolarmente rilevante, con 100.265 arrivi e 943.824 presenze, mentre gli stranieri hanno fatto registrare 59.902 arrivi e 321.681 presenze.
Il tema è dunque quello dell'equilibrio tra due esigenze: da una parte il peso economico e turistico delle locazioni brevi, dall'altra la necessità di mantenere una quantità sufficiente di abitazioni disponibili per chi vive e lavora sul territorio.
È proprio su questo equilibrio che interviene l'Affordable Housing Act, il provvedimento europeo che la Commissione sta preparando. L'obiettivo è fornire agli Stati, alle Regioni e agli enti locali strumenti per intervenire nelle aree caratterizzate da particolare pressione abitativa, compreso il fenomeno degli affitti brevi.
Secondo la bozza di testo un'area potrebbe essere considerata sotto stress abitativo quando il rapporto tra il prezzo medio delle abitazioni e il reddito disponibile medio raggiunge almeno la soglia di 8, e quando questo rapporto è aumentato nell'arco degli ultimi dieci anni.
A questi elementi si aggiungerebbe la valutazione della situazione futura: occorrerebbe infatti considerare se sia improbabile che la pressione abitativa diminuisca nei tre anni successivi, tenendo conto di fattori come l'andamento demografico, l'offerta di abitazioni e la domanda di case.
La conseguenza potrebbe essere importante per città turistiche della provincia. Una volta individuata un'area come "sotto stress", le autorità potrebbero introdurre misure per limitare l'accesso o la fornitura di servizi di locazione a breve termine quando gli immobili non costituiscono la residenza principale del proprietario o dell'host.
In concreto, potrebbero quindi essere introdotti sistemi di autorizzazione, limiti quantitativi o, nei casi previsti, divieti per gli affitti turistici effettuati in seconde case o in immobili utilizzati stabilmente per questa attività.
Il nuovo orientamento europeo potrebbe quindi aggiungere un ulteriore livello di regolamentazione. Non significa, almeno per ora, che a Savona scatteranno automaticamente restrizioni agli affitti brevi. Prima dovrà essere verificato se e quali aree del territorio potranno essere classificate come sotto stress abitativo e quali strumenti saranno concretamente previsti dalla normativa europea e dalle successive disposizioni nazionali e locali.
Ma il principio potrebbe cambiare il quadro: laddove il mercato immobiliare non riesca a garantire abitazioni accessibili ai residenti, il turismo non sarebbe più l'unico parametro da considerare.





