Attualità - 07 settembre 2026, 09:03

Polpette avvelenate, gli animalisti contro la Regione: “Bonificare è un dovere, ma non può pretendere applausi mentre autorizza migliaia di abbattimenti”

PAI e OSA ringraziano Vigilanza faunistica e assessore Piana per gli interventi a Varazze e Albisola, ma contestano le politiche sulla fauna selvatica: "Serve più prevenzione e meno uccisioni"

Polpette avvelenate, gli animalisti contro la Regione: “Bonificare è un dovere, ma non può pretendere applausi mentre autorizza migliaia di abbattimenti”

"Bonificare dalle polpette avvelenate è un dovere. Ma la Regione non può pretendere applausi mentre autorizza migliaia di abbattimenti". Il Partito Animalista Italiano (PAI) e l’Osservatorio Savonese Animalista (OSA) ringraziano gli agenti della Vigilanza Faunistica regionale e l’assessore Piana per l’intervento di bonifica delle aree di via Bonfante a Varazze e del rio Basco ad Albisola, dalle polpette avvelenate. 

"Un intervento certamente lodevole, ma che – è bene ricordarlo – rientra tra gli obblighi previsti dalla normativa e coinvolge responsabilità che fanno capo ai comuni". 

Proprio per questo, PAI e OSA ritengono doveroso evitare che "un intervento, pur positivo, diventi l’occasione per costruire un’immagine della Regione Liguria come particolarmente attenta alla tutela degli animali, quando sul fronte della fauna selvatica le sue scelte sollevano, da tempo, fortissime perplessità nel mondo animalista". 

"Il problema è infatti la coerenza delle politiche. Da una parte si interviene, giustamente, per rimuovere il pericolo rappresentato dai bocconi avvelenati; dall’altra, la stessa Regione sostiene e autorizza politiche di controllo della fauna selvatica che prevedono un numero estremamente elevato di abbattimenti". 

Il riferimento è innanzitutto alle centinaia di cinghiali uccisi nelle aree prossime ai centri abitati dalla Vigilanza Faunistica, sulla base delle disposizioni degli assessorati competenti e delle richieste dei comuni. A maggio, alla foce del Letimbro, a Savona, si è verificata la scomparsa di dieci cinghiali – sette cuccioli di pochi mesi, due giovani e un adulto, vicenda che ha suscitato forte indignazione e sulla quale PAI e OSA hanno già richiamato l’attenzione dell’opinione pubblica. 

"A questo si aggiunge la campagna di cosiddetto “depopolamento” del cinghiale nell’ambito delle strategie di contrasto alla peste suina africana. Una politica che ha comportato l’abbattimento di un numero enorme di animali, mentre la presenza della PSA continua a rappresentare un problema e il dibattito scientifico sull’efficacia delle diverse strategie di gestione resta tutt’altro che chiuso. E non è tutto. La Regione Liguria ha confermato l’apertura della stagione venatoria per la terza domenica di settembre, nonostante la prolungata siccità in corso; ed ha inoltre previsto l’utilizzo di colombi domestici come richiami vivi per la caccia al colombaccio da appostamento". 

"Nel terzo Piano annuale di abbattimento recentemente approvato dalla Giunta regionale Bucci all’unanimità, inoltre, sono previsti abbattimenti di 5.000 storni, 350 cornacchie, gazze e ghiandaie e 139 cormorani; ma anche nutrie senza un limite numerico e centinaia di caprioli – comprese femmine, maschi e giovani".  Numeri che, agli occhi di PAI e OSA, "raccontano una precisa impostazione politica: quando si parla di fauna selvatica, la risposta della Regione sembra essere troppo spesso quella dell’abbattimento. Per le due associazioni non è questa la strada. La tutela degli animali non può essere celebrata soltanto quando si rimuovono bocconi avvelenati o si lanciano campagne, per quanto condivisibili, contro l’abbandono degli animali domestici durante l’estate". 

"La tutela della fauna dovrebbe essere una scelta politica complessiva, fondata sulla prevenzione, sulla convivenza, sulla conoscenza scientifica e sulla ricerca di soluzioni non cruente ogni volta che queste siano concretamente praticabili". Per queste ragioni, fermo restando il ringraziamento agli operatori impegnati nelle bonifiche di Varazze ed Albisola, PAI e OSA "non ritengono che la Regione Liguria meriti, allo stato attuale, l’approvazione del mondo animalista". 

Redazione

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