Attualità - 08 settembre 2026, 08:05

Savona, l’educatore di plesso entra a scuola per fornire più supporto alle classi

In precedenza caso di assenza dell’alunno assegnato, l’educatore non poteva rimanere a scuola

A partire dall'anno scolastico che inizierà a breve il Comune introduce una nuova figura per assistenza scolastica agli alunni con disabilità: l’educatore di plesso. L’obiettivo è rendere la presenza degli educatori più continuativa e integrata nella vita della scuola, valorizzandone le competenze anche nei momenti in cui l’alunno seguito è assente.

La novità prevede infatti che, in caso di assenza dell’alunno, l’educatore possa rimanere all’interno dell’istituto e mettere a disposizione le proprie competenze a favore dell’intero plesso. Potrà collaborare con gli insegnanti, sostenere le attività inclusive delle classi e affiancare altri alunni con bisogni educativi. Tra questi anche bambini e ragazzi per i quali siano già emerse situazioni di fragilità, ma il cui percorso di certificazione non sia ancora stato completato.

Fino ad oggi, in caso di assenza dell’alunno assegnato, l’educatore non poteva rimanere a scuola. Il nuovo modello punta invece a trasformare quei momenti in un’opportunità, rafforzando il rapporto tra educatori, insegnanti e comunità scolastica.

L’obiettivo è da una parte garantire una maggiore continuità della presenza educativa, dall’altra offrire un supporto concreto agli insegnanti e ai gruppi classe, contribuendo a rafforzare i percorsi di inclusione e a prevenire situazioni di difficoltà.

L’educatore di plesso consentirà inoltre di intercettare più rapidamente i bisogni educativi che possono emergere durante l’anno, senza dover necessariamente attendere il completamento degli iter amministrativi e sanitari. Una maggiore flessibilità, dunque, per rispondere alle esigenze che si manifestano all’interno delle scuole.

"Investire nella scuola significa investire nel futuro della nostra comunità e garantire a ogni bambina e a ogni bambino il diritto a essere accolto, accompagnato e incluso- spioega l'assessore Elisa Di Padova - 
Per questo, dal prossimo anno scolastico, il Comune di Savona introduce una importante novità: il modello dell’educatore di plesso. Cosa significa nel concreto? Maggiore continuità educativa e competenze degli educatori a disposizione dell’intera comunità scolastica: quando l’alunno seguito è assente, l’educatore potrà restare comunque a scuola, collaborare con gli insegnanti, sostenere le attività inclusive e supportare anche altri bambini con bisogni educativi o situazioni di fragilità".
"È un modello più flessibile, che permette di rispondere meglio ai bisogni che emergono durante l’anno e valorizza la professionalità degli educatori- prosegue - rafforzando il rapporto con gli insegnanti e con tutta la scuola.
Una scelta che va in una direzione chiara, nata dal confronto con il mondo della scuola nel Patto per la Scuola, con l’ASL2, con la cooperativa che gestisce il servizio e con le organizzazioni sindacali. E soprattutto anche questa è una scelta sostenuta dal Comune con risorse proprie su questo servizio: dal 2021 ad oggi abbiamo quasi triplicato gli investimenti sull’assistenza scolastica. Perché per noi l’inclusione non è un costo, ma un investimento sugli alunni, sugli insegnanti, sulle famiglie e sull’intera comunità. Noi scegliamo di fare la nostra parte, con l’auspicio che anche il Ministero implementi considerevolmente le risorse per i Comuni per garantire a tutti i bambini una scuola davvero inclusiva - come richiesto a livello nazionale anche da Anci -  e chiediamo anche che Regione ripristini il fondo azzerato tre anni fa".
La scelta arriva in un momento in cui le richieste di assistenza educativa scolastica sono cresciute in maniera significativa. I numeri mostrano chiaramente l'evoluzione del servizio: nell’anno scolastico 2021/2022 le domande accolte erano 112, per un totale di 556 ore settimanali, con 28 educatori impegnati in 37 plessi. Le risorse complessivamente destinate al servizio ammontavano a 353 mila euro.

Quattro anni dopo, nell’anno scolastico 2025/2026, le domande accolte sono salite a 213, mentre le ore settimanali assegnate sono quasi raddoppiate, arrivando a 1.081. Gli educatori coinvolti sono diventati 50 e i plessi interessati 39. Anche le risorse sono aumentate in modo consistente, raggiungendo 813 mila euro, quasi il triplo rispetto al 2021/2022.

Nel 2025/2026 il contributo ministeriale destinato al servizio è stato di 147 mila euro, mentre quello regionale, progressivamente ridotto a partire dal 2023, è stato azzerato.

L'introduzione dell'educatore di plesso è stata decisa in accordo con i dirigenti scolastici e gli insegnanti nell’ambito del Patto per la Scuola, con l’impresa cooperativa che gestisce il servizio per conto del Comune e con le organizzazioni sindacali.