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Attualità | 08 settembre 2026, 08:05

Savona, l’educatore di plesso entra a scuola per fornire più supporto alle classi

In precedenza caso di assenza dell’alunno assegnato, l’educatore non poteva rimanere a scuola

Savona, l’educatore di plesso entra a scuola per fornire più supporto alle classi

A partire dall'anno scolastico che inizierà a breve il Comune introduce una nuova figura per assistenza scolastica agli alunni con disabilità: l’educatore di plesso. L’obiettivo è rendere la presenza degli educatori più continuativa e integrata nella vita della scuola, valorizzandone le competenze anche nei momenti in cui l’alunno seguito è assente.

La novità prevede infatti che, in caso di assenza dell’alunno, l’educatore possa rimanere all’interno dell’istituto e mettere a disposizione le proprie competenze a favore dell’intero plesso. Potrà collaborare con gli insegnanti, sostenere le attività inclusive delle classi e affiancare altri alunni con bisogni educativi. Tra questi anche bambini e ragazzi per i quali siano già emerse situazioni di fragilità, ma il cui percorso di certificazione non sia ancora stato completato.

Fino ad oggi, in caso di assenza dell’alunno assegnato, l’educatore non poteva rimanere a scuola. Il nuovo modello punta invece a trasformare quei momenti in un’opportunità, rafforzando il rapporto tra educatori, insegnanti e comunità scolastica.

L’obiettivo è da una parte garantire una maggiore continuità della presenza educativa, dall’altra offrire un supporto concreto agli insegnanti e ai gruppi classe, contribuendo a rafforzare i percorsi di inclusione e a prevenire situazioni di difficoltà.

L’educatore di plesso consentirà inoltre di intercettare più rapidamente i bisogni educativi che possono emergere durante l’anno, senza dover necessariamente attendere il completamento degli iter amministrativi e sanitari. Una maggiore flessibilità, dunque, per rispondere alle esigenze che si manifestano all’interno delle scuole.
La scelta arriva in un momento in cui le richieste di assistenza educativa scolastica sono cresciute in maniera significativa. I numeri mostrano chiaramente l'evoluzione del servizio: nell’anno scolastico 2021/2022 le domande accolte erano 112, per un totale di 556 ore settimanali, con 28 educatori impegnati in 37 plessi. Le risorse complessivamente destinate al servizio ammontavano a 353 mila euro.

Quattro anni dopo, nell’anno scolastico 2025/2026, le domande accolte sono salite a 213, mentre le ore settimanali assegnate sono quasi raddoppiate, arrivando a 1.081. Gli educatori coinvolti sono diventati 50 e i plessi interessati 39. Anche le risorse sono aumentate in modo consistente, raggiungendo 813 mila euro, quasi il triplo rispetto al 2021/2022.

Nel 2025/2026 il contributo ministeriale destinato al servizio è stato di 147 mila euro, mentre quello regionale, progressivamente ridotto a partire dal 2023, è stato azzerato.

L'introduzione dell'educatore di plesso è stata decisa in accordo con i dirigenti scolastici e gli insegnanti nell’ambito del Patto per la Scuola, con l’impresa cooperativa che gestisce il servizio per conto del Comune e con le organizzazioni sindacali.

Elena Romanato

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