Il sindaco di Savona Marco Russo lancia l'allarme sul futuro dell'ospedale San Paolo e chiede un cambio di rotta alla nuova azienda sanitaria regionale. Lo ha fatto parlando all'assemblea dei sindaci dedicata alla sanità, con un intervento sottoscritto dai sindaci dell'ambito savonese, dove ha denunciato quello che definisce "un evidente e grave indebolimento dell'Ospedale San Paolo di Savona, che penalizza l'intera area 2".
Al centro dell'intervento del sindaco ci sono soprattutto le previsioni contenute nella bozza del nuovo Piano Organizzativo Aziendale (POA) e la recente riduzione dei posti letto. Secondo Russo, negli ultimi mesi si sarebbero verificati "due fatti molto gravi" che fanno temere un progressivo ridimensionamento del San Paolo e, più in generale, dell'ASL2.
"Periodicamente affrontiamo nelle sedi istituzionali le numerose problematiche che da tempo assillano il nostro Ospedale. Ma negli ultimi due mesi sono accaduti due fatti molto gravi, che ci inducono a pensare che si voglia effettivamente penalizzare il San Paolo e l'intera ASL2".
Il primo riguarda proprio la bozza del POA, che, secondo il sindaco, prevede la sostanziale soppressione di tre primariati: Malattie infettive, Anatomia patologica e Radioterapia medica, con un accentramento di funzioni a vantaggio dell'area imperiese.
"Sarebbe una scelta incomprensibile e assurda, considerato il valore di questi reparti e la grande funzione che essi hanno svolto e continuano a svolgere per il servizio sanitario nel nostro territorio".
Russo ha quindi evidenziato il ruolo dei tre reparti. "La pandemia ci ha dimostrato l'importanza delle strutture di malattie infettive ed il reparto di Savona è stato, durante il Covid, il Centro di Coordinamento di degenza ed anche ora fornisce consulenza per un territorio vasto, consulenza sia intraospedaliera, sia in ambito oncologico sia sulla prevenzione delle infezioni ospedaliere".
Per quanto riguarda Anatomia patologica, il sindaco ricorda che "è hub regionale per lo screening del tumore dell'utero e supporta l'attività di chirurgia oncologica e di ematologia". La Radioterapia, invece, "è l'unica fornitrice in sostanza di prestazioni specialistiche nel Ponente". E proprio la stretta integrazione tra questi servizi e la rete oncologica, secondo Russo, rende particolarmente preoccupante l'ipotesi di ridimensionamento.
"Anatomia Patologica e Radioterapia hanno una funzione sostanziale in rete con tutti gli altri reparti di Onco-ematologia. Indebolire tali reparti – cosa che inevitabilmente avverrebbe con la soppressione del primariato – significa infliggere un colpo durissimo all'Ospedale e al servizio sanitario nel savonese".
A preoccupare il sindaco c'è anche la situazione della Medicina interna. "A ciò si aggiunge l'indebolimento di Medicina interna che, da due divisioni, sembra che si riduca a una sola", ha spiegato Russo, criticando anche la previsione di un reparto di "osservazione breve" la cui funzione, a suo giudizio, non sarebbe sufficientemente chiara.
L'altro elemento contestato riguarda la riduzione di 20 posti letto della Chirurgia della mano, considerata una delle eccellenze storiche del San Paolo e un servizio capace di attrarre pazienti anche da fuori regione.
"L'altro fatto di questa estate è la riduzione di ben 20 letti in chirurgia della mano, una delle eccellenze storiche e attuali del nostro Ospedale, che attrae pazienti anche da fuori regione, riduzione che impatta su tutto il comparto chirurgico, con evidenti gravi ricadute sul settore oncologico".
Per Russo, il problema diventa ancora più rilevante se si mettono insieme la riduzione dei posti letto e il possibile ridimensionamento di Anatomia patologica e Radioterapia. "Risulta evidente che viene assestato un colpo gravissimo proprio alla parte oncologica, così strategica per la popolazione", ha sottolineato.
Il sindaco ha quindi richiamato anche i dati sull'attività chirurgica. "Per comprendere la gravità di questa scelta, basta considerare che nel solo Ospedale di Savona vengono trattati chirurgicamente un numero di casi che supera di oltre una volta e mezza la somma dei casi trattati a Imperia e a Sanremo (nel 2024, 464 contro 294), senza considerare i casi di ematooncologia e di oncologia".
La riduzione dei posti letto viene indicata come temporanea. Ma Russo invita alla cautela, ricordando quanto accaduto negli anni dell'emergenza Covid: "Sappiamo bene come i tagli temporanei rischiano sempre di diventare definitivi, come dimostra la riduzione di ben 30 letti di Day Surgery nel periodo del Covid che non sono mai stati recuperati".
A questo si aggiunge, secondo il sindaco, il problema della carenza di personale. "Noi sappiamo bene che vi è carenza strutturale di infermieri e di tecnici sanitari (laboratorio, centro trasfusionale, radiologia), ma questa situazione denota una generale grave lacuna di organizzazione e di programmazione, che però si scarica solo sull'Ospedale di Savona con una riduzione dei posti letto".
Una situazione che, nella lettura di Russo, rischia di rappresentare una conferma dei timori già espressi in passato rispetto alla regionalizzazione della sanità. "Se questi sono i primi passi della nuova azienda sanitaria regionale (senza dimenticare la questione del 118), vengono confermati i nostri più cupi timori espressi nell'autunno scorso: la regionalizzazione avrebbe penalizzato i territori e in particolare il territorio savonese".
Da qui la richiesta di un'inversione di tendenza. "Di fronte a questo scenario noi sentiamo il dovere di alzare la voce e reclamare un netto cambio di rotta".
Nel suo intervento Russo ha rivendicato il ruolo strategico del San Paolo per Savona e per un bacino di utenza molto ampio. "Il San Paolo è l'Ospedale della città capoluogo, serve un territorio molto ampio di almeno 160 mila cittadini e opera in sinergia con il Santa Corona; un territorio in cui insistono due scali portuali di assoluta rilevanza regionale e nazionale, che sono anche un importante hub crocieristico, con tutto quanto ne deriva in termini sanitari".
Secondo il sindaco, il San Paolo dispone inoltre di professionalità e dotazioni che gli consentono di essere un punto di riferimento anche oltre i confini provinciali. "Nel complesso ospedaliero vi sono eccellenze professionali e umane ed anche strumentazioni che consentono di essere attrattivi per un bacino di utenza che supera la stessa provincia savonese e anche la regione".
Per questo, conclude Russo, il rischio non riguarderebbe soltanto singoli reparti, ma l'attrattività complessiva dell'ospedale. "Depotenziare un tale ospedale è scelta sciagurata per il servizio sanitario nel nostro territorio", ha affermato, sottolineando come la riduzione delle attività possa avere ripercussioni anche sulla motivazione del personale.
"Questo scenario, ad oggi assai concreto, sarebbe gravissimo per il servizio sanitario ma in generale per tutto il territorio e la comunità civile che vede nel suo ospedale un punto di riferimento non solo per i numerosissimi lavoratori che vi operano ma per tutti i cittadini".
La richiesta finale del sindaco è quindi rivolta direttamente ai vertici della nuova azienda sanitaria e alla cittadinanza: "Per questo sento il dovere, in qualità di Sindaco, di esprimere con forza questa posizione che rivolgo ai vertici di ATSL ma anche a tutta la cittadinanza affinchè sia informata di quanto sta accadendo. La richiesta espressa dal territorio savonese è semplice: rivedere il POA e imprimere un netto netto cambio di rotta su questi temi".





