La siccità torna al centro del confronto europeo sul futuro dell’agricoltura. Al Consiglio informale dei ministri dell’Agricoltura, in programma a Dublino il 7 e 8 settembre, l’attenzione è rivolta alle difficoltà che stanno interessando il settore agricolo e zootecnico dopo un’estate caratterizzata da siccità e ondate di calore.
Una situazione che già nei giorni scorsi il Commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen ha richiamato ponendo l'attenzione sulle conseguenze del cambiamento climatico sul rischio per raccolti, foraggi, allevamenti e redditi degli agricoltori, e che, secondo l’eurodeputato del Partito Democratico Brando Benifei, presenta segnali preoccupanti pure nella nostra regione.
"Anche in Liguria i segnali sono inequivocabili - sottolinea Benifei - La produzione dei frutti di bosco è diminuita fino al 30% rispetto alla media degli ultimi cinque anni, nel Ponente sono state introdotte limitazioni all’utilizzo dell’acqua, gli olivicoltori hanno dovuto affrontare la cascola e nell’entroterra gli allevatori devono sostenere costi aggiuntivi per acqua e foraggio".
Criticità che riguardano anche le aree come l'Albenganese, dove "l'irrigazione permette ancora di contenere i danni" ma "le precipitazioni insufficienti non consentono una adeguata ricarica delle falde". "L'acqua, semplicemente, è sempre meno", osserva l'eurodeputato.
Per Benifei, di fronte a una situazione "che non è più episodica", è necessario intervenire con una strategia di adattamento strutturale. "Gli agricoltori lo chiedono da tempo: un nuovo piano regionale degli invasi, piccoli e medi bacini, recupero delle acque piovane, reti irrigue moderne e una programmazione pluriennale degli investimenti. Nel settembre 2025 avevano già chiesto risposte al presidente Bucci. A quasi un anno di distanza, però, continuiamo a discutere di ipotesi e non si vedono ancora opere e risultati", continua.
L'eurodeputato considera comunque positivo il riavvio del confronto sull'ipotesi di nuovi bacini nelle Alpi Marittime, sugli interventi tra Liguria e Piemonte e sulla possibilità di utilizzare future risorse europee. Il punto, però, è trasformare le risorse disponibili in interventi concreti.
"Non possiamo continuare ad arrivare all'estate in emergenza per poi ricominciare ogni volta da capo - avverte Benifei - L'Europa può mettere a disposizione risorse e strumenti, ma la Regione deve trasformarli in progetti concreti. Soprattutto, servono tempi certi".
Questo, in particolare, perché "non è in gioco soltanto la tutela degli agricoltori", bensì una vera e propria questione sociale. "La crisi climatica rischia di diventare sempre più una crisi sociale: quando diminuisce la produzione e aumentano i costi di acqua, energia, trasporti e fertilizzanti, cresce inevitabilmente la pressione sui prezzi e si riduce la possibilità per le famiglie di acquistare prodotti sani e di qualità. A luglio l'inflazione dei prezzi dei prodotti non lavorati ha toccato in Italia il 3,6% a fronte del tasso generale già drammatico al 2,9%".
"L'Europa può mettere in campo risorse e strumenti, ma la Regione deve trasformarli in progetti, opere e cantieri. Gli agricoltori hanno indicato da tempo la strada: acqua, infrastrutture, investimenti e programmazione. Ora la Regione la persegua", conclude.





