Un giovane esemplare di Caretta caretta è stato ritrovato nel tardo pomeriggio di ieri da un privato cittadino in mare, nei pressi dell'imboccatura del porto di Savona. La tartaruga presentava una grave lesione alla pinna anteriore destra, causata dallo strangolamento provocato da rifiuti di plastica in cui era rimasta impigliata.
Sul posto è intervenuta la Capitaneria di Porto di Savona, che ha recuperato l'animale, liberato la pinna dalla plastica e disposto il trasferimento in serata all'Acquario di Genova. Qui lo staff medico veterinario ha sottoposto l'esemplare, del peso di 3,5 kg, a una prima visita, sistemandolo in una delle vasche curatoriali riservate alle tartarughe ospedalizzate, non accessibili al pubblico.
I sanitari hanno però dovuto constatare che la pinna era ormai tenuta in sede solo da un sottile lembo di tessuto, rendendo inevitabile l'amputazione. La prognosi resta riservata: l'animale dovrà affrontare ora una lunga degenza, durante la quale dovrà imparare a nuotare senza la pinna anteriore.
Un centro di riferimento dal 1994
L'Acquario di Genova si occupa di tartarughe marine in difficoltà dal 1994 ed è referente istituzionale della Regione Liguria per il recupero delle Caretta caretta dal 2009, in base all'accordo Stato-Regioni. Nel 2017 la struttura è stata ufficialmente riconosciuta dal Ministero della transizione ecologica come centro di recupero e lunga degenza per le tartarughe marine.
Cosa fare in caso di avvistamento
Chiunque avvisti un esemplare in difficoltà deve contattare immediatamente la Guardia Costiera, chiamando il 1530 o il 112: sarà poi la Capitaneria a mettersi in contatto con gli esperti dell'Acquario, che valuteranno il caso e le modalità di intervento più opportune. È importante ricordare che nessuno è autorizzato a intervenire di propria iniziativa, per quanto in buona fede, prima del nulla osta della Guardia Costiera: la cattura delle tartarughe marine è infatti vietata dalla legge, trattandosi di specie protetta dalla Convenzione CITES.
L'attività di pronto soccorso dell'Acquario si svolge in collaborazione con i Carabinieri del Servizio CITES, che coordinano a livello nazionale l'applicazione della Convenzione di Washington, e con la Guardia Costiera, nell'ambito del protocollo d'intesa siglato con la Direzione Marittima della Liguria. L'obiettivo, oltre alla gestione operativa degli interventi, è promuovere un cambiamento culturale nel rapporto tra chi frequenta il mare e l'ambiente marino.
Le cause più frequenti dei ricoveri
Tra i motivi che più spesso portano al ricovero delle tartarughe figurano le interferenze con le attività di pesca — reti fantasma, ami di palamiti finiti nella cavità boccale o nel tratto digerente, reti a strascico e da posta — l'ingestione di corpi estranei come i sacchetti di plastica, scambiati per meduse di cui questi animali si nutrono abitualmente, gli impatti con le imbarcazioni a motore, spesso causa di traumi anche letali su capo e carapace, oltre a patologie debilitanti e alla presenza di sversamenti di idrocarburi in mare.











